Se n’è andato Beppe Savoldi, aveva 77 anni e gli amanti del calcio lo ricordano come mister due miliardi. Era il l luglio del 1975 quando il Bologna cedette Savoldi al Napoli per la cifra di un miliardo e quattrocento milioni di lire, più la cessione di Clerici e la metà del cartellino di Rosario Rampanti (fino ad allora in comproprietà tra Napoli e Torino), valutati nel complesso 600 milioni: totale due miliardi. Fu l’operazione più costosa mai portata a termine nel mondo del calcio professionistico fino ad allora, contestata anche nello stesso capoluogo partenopeo, in un periodo di grave crisi economica e recessione (che diede adito ai rappresentanti sindacali di argomentare che con metà della cifra spesa sarebbe stato possibile rimborsare ai netturbini della città gli stipendi arretrati loro dovuti dal Comune di Napoli). Ma l’acquisto di Savoldi scatenò la passione dei napoletani che realizzarono 75 000 abbonamenti portando tre miliardi nelle casse del club. Nei quattro anni trascorsi sotto al Vesuvio siglò 77 gol complessivi, vincendo nel 1976 un’altra Coppa Italia e una nuova coppa Italo-inglese.
Atalanta e Bologna
Savoldi in serie A ha collezionato 405 presenze segnando 168 reti, ponendosi in diciassettesima posizione nella classifica marcatori all time del massimo campionato italiano. Capocannoniere della serie A 1972-73 e per 3 volte della Coppa Italia vanta il primato dell’attaccante che più volte (12) è riuscito a presenziare nella top ten dei marcatori della massima serie italiana. Fortissimo nel gioco aereo ha passato tutta la sua carriera in area di rigore a caccia del gol, cosa che gli riusciva spesso. Esplose all’Atalanta dove aveva esordito in serie A e nella squadra orobica concluse la carriera nel 1982-83. Nel 1968 passa al Bologna e in rossoblu mette in mostra tutta la sua capacità realizzativa: segna 85 gol in 201 partite prima di passare al Napoli e poi dopo i quattro anni in maglia partenopea torna a Bologna ma viene coinvolto nel calcio scommesse e squalificato per tre anni e mezzo poi ridotti a due. Ma ormai la parabola è in discesa. In Nazionale solo 4 presenze e un gol nel 1975, poco fortunata anche la carriera di allenatore sui campi di provincia: Telgate, Carrarese, Spezia, Lecco, Massese, Saronno, Siena, Leffe e Valle d’Aosta le tappe della sua carriera conclusa nel 2002.
