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Social vietati ai minori: è pronta l’App europea, un «green pass» dell’età

Social vietati ai minori: è pronta l’App europea, un «green pass» dell’età

Arriva l’European Age Verification App: addio autocertificazioni facili, accesso ai social solo con prova digitale anonima e niente dati personali condivisi. Come funziona davvero, dove si scarica e da quando

Basta undicenni che si fingono ventenni per entrare su Instagram, TikTok o qualsiasi altro social con autocertificazioni facilmente aggirabili. L’Europa accelera. È pronta l’ European Age Verification App ed è, nei fatti, un “green pass” (come quello ai tempi del Covid) ma per l’età. È un sistema che promette di bloccare l’accesso ai minori sui social senza violarne la privacy.

Social vietati ai minori? La svolta dell’Unione Europea

Dopo anni di studi e allarmi (1 bambino su 6 è vittima di bullismo online) per la prima volta, Bruxelles non si limita a regolamentare, ma offre una soluzione tecnica concreta. Finora i Paesi si sono mossi in ordine sparso, ma la frammentazione normativa lasciava troppi spazi di manovra: basta cambiare piattaforma o Paese per aggirare i divieti. Da qui la scelta della Commissione Europea, guidata da Ursula von der Leyen, di puntare su una soluzione tecnologica unica. L’obiettivo è chiaro: creare uno “scudo digitale europeo” che renda effettiva la verifica dell’età online, superando definitivamente le dichiarazioni false inserite con un click. Ovviamente resta da vedere se le piattaforme collaboreranno davvero o cercheranno, come spesso accade, margini di adattamento. E si mette

Come funziona l’European Age Verification App

Il funzionamento dell’App è, almeno sulla carta, semplice per l’utente ma sofisticato dal punto di vista tecnologico. Dopo averla scaricata gratuitamente su smartphone (Android o iPhone), si procede con una configurazione iniziale che ricorda da vicino quella dei certificati digitali usati durante la pandemia. L’utente associa un documento ufficiale (carta d’identità o passaporto) e ottiene una attestazione digitale dell’età. Questo certificato non contiene dati visibili alle piattaforme, ma resta salvato in modo sicuro sul dispositivo. L’elemento cruciale è la cosiddetta “zero-knowledge proof” (prova a conoscenza zero). Tradotto? Significa che quando accediamo a un social network, l’App comunica solo una risposta binaria: “sì, questo utente ha più di X anni” oppure “no”. Nessuna data di nascita, nessun nome, nessuna informazione personale. In altre parole, il social sa che puoi entrare, ma non sa chi sei. Così sono ridotti i rischi di tracciamento e profilazione commerciale, uno dei punti più critici nel rapporto tra utenti e piattaforme. Altro aspetto rassicurante è la natura open source del progetto: il codice è pubblico e verificabile da ricercatori e sviluppatori indipendenti.

Dove si scarica e come si attiva: guida pratica per gli utenti

Oggi l’Age Verification App non è ancora scaricabile, perché ha appena concluso la fase di sviluppo tecnico e test nei Paesi pilota (Italia compresa), ma sarà distribuita su un doppio canale. Da un lato, sarà disponibile sui classici store digitali, quindi Google Play Store per Android e App Store per iPhone, esattamente come qualsiasi altra App e, essendo un progetto europeo, verrà pubblicata con standard elevati di sicurezza e verificata direttamente dalle autorità competenti. Dall’altro lato, la grande novità, l’App sarà integrata nei portafogli digitali nazionali. In Italia, ad esempio nell’App IO o nel futuro IT-Wallet. Questo significa che molti utenti potrebbero non dover nemmeno scaricare un’App separata, ma semplicemente aggiornare quelle già in uso. Una volta disponibile, per l’attivazione serviranno pochi passaggi.
Si scarica l’App o si accede tramite il portafoglio digitale nazionale; si leggono e accettano le condizioni sulla privacy; si imposta un codice di sicurezza (PIN) e, se si vuole il riconoscimento biometrico e si associa un documento ufficiale (carta d’identità o passaporto).
A questo punto il sistema verifica i dati tramite un provider certificato e genera l’attestazione digitale dell’età. Da quel momento tutto è pronto. Ogni volta che una piattaforma richiederà la verifica, basterà autorizzare l’App con un tocco. E l’attestazione resta salvata sul dispositivo, non in un database centrale accessibile alle piattaforme. Questo riduce il rischio di violazioni e rafforza il controllo da parte dell’utente.

Tempi e impatto: cosa cambierà davvero per ragazzi e famiglie

La strada è tracciata. Entro l’estate 2026 arriveranno le linee guida europee comuni, mentre nella seconda metà dell’anno inizierà l’integrazione nei sistemi nazionali. Tradotto: i primi utilizzi su larga scala potrebbero partire già entro fine 2026. L’impatto sarà immediato soprattutto per i più giovani. Se diventerà il principale “cancello” di accesso ai social, sarà molto più difficile per un under 13 o under 16 aggirare le regole. Il numero di profili minorili irregolari potrebbe ridursi drasticamente.
Ovviamente non risolverà tutto, la tecnologia può bloccare l’accesso ma non gestirel’esperienza online. Gli algoritmi che spingono contenuti virali, lo scrolling infinito e i meccanismi di dipendenza resteranno invariati per chi supera la soglia di età.
C’è poi il nodo della responsabilità: con un sistema pubblico di verifica, le piattaforme non potranno più nascondersi dietro difficoltà tecniche.

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