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Siria, Aleppo brucia e la protesta si tinge di rosso

Siria, Aleppo brucia e la protesta si tinge di rosso
Worldwide red protest/ Facebook / elaborazione Panorama.it

La “WorldWide Red Protest” in rete, soprattutto sui social, per fermare il massacro nella città martoriata

Le foto del profilo Facebook sostituite con immagini di color rosso: è la protesta contro il massacro in corso ad Aleppo promossa dal Syria Pressure Advocacy Group (SPAG), un gruppo di giovani attivisti e giornalisti siriani che si oppongono al governo di Al Assad.

 

https://www.youtube.com/watch?v=JPd2LlW570w

“Rosso come il sangue degli innocenti, come il sangue dei bambini che ogni giorno ad Aleppo rimangono uccisi dagli ordigni del regime di Bashar Al Assad”, scrivono i promotori della mobilitazione.

L’iniziativa, partita dal web, sta coinvolgendo centinaia di persone nel mondo, con sit-in e cortei dal Regno Unito agli Stati Uniti, dall’Argentina alla Germania, con ben due eventi in Italia, a Milano e Roma.

Cinque gli striscioni suggeriti dai promotori dell’iniziativa:  “Salviamo Aleppo”, “Aleppo brucia”, “In solidarietà con i medici siriani e i gli operatori del soccorso”, “Bombardamenti, torture, assedio. Salviamo i civili siriani”.

La “WorldWide Red Protest” mira a sensibilizzare la comunità internazionale sui crimini contro i civili, i soccorritori della Protezione Civile e gli operatori medico-sanitari che prestano la loro opera sotto le bombe nella città di Aleppo.

Deiaa Dughmoch, Rami Jarrah, Sarah Dadouch, Kousay Hayani, James Sadri e Bissan Fakih, i fondatori dello SPAG, sono riusciti a dare vita a una campagna di sensibilizzazione massiccia, che sta raccogliendo adesioni di associazioni e privati.

Sui social la protesta si esprime anche con la condivisione di diverse foto e video dalla città, un tempo capitale economica e culturale della Siria, oggi ridotta a una lunga distesa di macerie. Sono stati lanciati diversi hashtag, come #Save_Aleppo e #Aleppo_is_Burning

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