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Riforma Catasto: nasce l’Anagrafe dei proprietari e arrivano più controlli Superbonus

Riforma Catasto: nasce l’Anagrafe dei proprietari e arrivano più controlli Superbonus

Con l’atto di indirizzo firmato da Giorgetti il Catasto diventa digitale: incrocio di banche dati, scambio di informazioni con 24 Paesi, verifiche sulle rendite non aggiornate e rimborsi Iva più veloci per i contribuenti affidabili

Il Catasto italiano cambia pelle: da archivio storico statico a uno dei perni tecnologici della politica antievasione. Con la firma dell’atto di indirizzo sulle politiche fiscali 2026-2028 del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, nasce l’Anagrafe dei proprietari immobiliari. Non si tratta di un semplice aggiornamento tecnico, ma di un passaggio strutturale che punta a rafforzare i controlli su immobili irregolari, affitti non dichiarati e rendite catastali non aggiornate in Italia e all’Estero, con effetti diretti anche su Imu, Superbonus e rimborsi Iva più rapidi per i contribuenti virtuosi.

Anagrafe dei proprietari immobiliari: cos’è e come funziona il nuovo Catasto

La novità più rilevante della riforma del Catasto è l’introduzione di una vera e propria Anagrafe dei proprietari immobiliari, un sistema informativo che non si fermerà alla registrazione di planimetrie e rendite, ma incrocerà i dati dei titolari con una pluralità di banche dati fiscali e patrimoniali. Duplice obiettivo: innanzitutto, combattere l’evasione immobiliare, in particolare quella legata a case fantasma, affitti in nero e proprietà detenute all’estero. Dall’altro lato, intende rendere più efficiente l’azione amministrativa, mettendo a disposizione di Agenzia delle Entrate e Comuni informazioni aggiornate e integrate.

Il nuovo sistema non si limita al territorio italiano, ma si inserisce in un contesto internazionale interconnesso. L’Italia ha infatti siglato un accordo con altri 24 Paesi per lo scambio automatico di informazioni sui contribuenti che possiedono immobili o percepiscono redditi da locazione, anche breve, fuori dai confini. Questo significa che chi incassa affitti all’estero o ha case oltre frontiera difficilmente potrà contare su falle informative o ritardi tra Stati. Sarà un’analisi incrociata che rafforza il controllo ma solleva anche interrogativi sul perimetro della privacy e sulla trasparenza degli algoritmi utilizzati.

Superbonus e rendite catastali: cosa rischia chi non ha aggiornato i dati

Le modifiche aprono un tema per chi ha beneficiato del Superbonus 110% (e delle altre agevolazioni edilizie) senza procedere, quando necessario, all’aggiornamento della rendita catastale dopo i lavori. Se un intervento di riqualificazione energetica o sismica ha incrementato il valore dell’immobile, questo aumento deve riflettersi anche nei dati catastali, con possibili effetti su Imu e altre imposte locali. L’Agenzia delle Entrate ha annunciato l’arrivo di misure innovative di controllo proprio per intercettare le situazioni in cui, a fronte di lavori finanziati con risorse pubbliche, non sia seguita la dovuta variazione catastale. Per i Comuni, questo significa poter contare su informazioni più precise per il recupero dell’evasione Imu, storicamente una delle aree più critiche della fiscalità locale. Chi non si adegua rischia accertamenti mirati e aggiornamenti d’ufficio delle rendite.

Catasto e tecnologia: intelligenza artificiale, rating fiscale e rimborsi Iva più veloci

La tecnologia è la vera svolta per un Catasto da sempre visto e vissuto come «archivio storico». L’atto di indirizzo prevede un ricorso sempre più massiccio a tecniche di analisi avanzata dei dati e machine learning per migliorare sia l’attività di controllo sia i servizi ai contribuenti. Da un lato, gli algoritmi serviranno a costruire una sorta di rating di rischio evasione, una «patente di affidabilità» che consentirà di stabilire priorità nei controlli. Dall’altro, la stessa infrastruttura digitale sarà utilizzata per velocizzare la lavorazione dei rimborsi, in particolare quelli Iva. L’idea è premiare i contribuenti considerati affidabili, assicurando rimborsi più rapidi e sostenendo così la liquidità aziendale.

La digitalizzazione non si fermerà ai controlli. Il cassetto fiscale è destinato a trasformarsi in una piattaforma operativa integrata, dove non solo si potranno consultare atti e dichiarazioni, ma anche pagare, chiedere assistenza e ricevere notifiche in modalità telematica. La notifica digitale diventerà la regola, riducendo il ricorso alla carta e limitando le contestazioni legate ai ritardi postali.

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