Home » Attualità » Manovra, il governo inizia il confronto per l’ultima finanziaria

Manovra, il governo inizia il confronto per l’ultima finanziaria

Manovra, il governo inizia il confronto per l’ultima finanziaria
Parlamento

Partono i lavori per l’ultima finanziaria del governo Meloni. Giorgetti annuncia che l’Italia chiederà l’attivazione della clausola di salvaguardia. Al lavoro anche su pensioni e tagli Irpef.

Si sono già aperti i cantieri per la manovra finanziaria del 2027, l’ultima del governo Meloni prima del ritorno alle urne previsto per il prossimo anno. Il perimetro comincia a delinearsi, mentre il governo deve muoversi con attenzione tra richieste di flessibilità all’Europa, resa dei conti sui saldi di bilancio e un pressing sempre più insistente degli alleati di coalizione sul fisco.

La sfida di Bruxelles

Il primo tassello riguarda l’Unione europea. Camera e Senato hanno già votato la risoluzione che autorizza il governo ad attivare la clausola di salvaguardia nazionale, e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha annunciato che l’Italia chiederà fino a 36 miliardi di flessibilità nel triennio.

Ciò equivarrebbe a circa lo 0,6% del Pil per l’energia, circa 14 miliardi, e lo 0,9% per la difesa, tra i 21 e i 22 miliardi, in parte tramite il piano europeo Safe per i sistemi difensivi.

La richiesta formale arriverà a Bruxelles entro metà agosto, la valutazione della Commissione è attesa a settembre e il via libera definitivo all’Ecofin di ottobre. Solo allora il governo potrà presentare alle Camere il vero e proprio scostamento di bilancio.

Il vertice e la ripresa dei lavori

Prima della pausa estiva, Giorgia Meloni ha avuto un incontro con i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, insieme al leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, per fare il punto sui dossier chiusi e sulle priorità da affrontare al rientro dalla pausa estiva.

Alla ripresa dei lavori a settembre è atteso un nuovo confronto dedicato proprio all’impianto della manovra, dove il ministro dell’Economia Giorgetti sarà chiamato a conciliare le richieste dei partiti con i difficili vincoli dei conti pubblici.

La Lega e le pensioni

Sul fronte previdenziale la Lega insiste per un’uscita anticipata a 64 anni, superando i paletti della legge Fornero e utilizzando il Tfr accantonato presso l’Inps come rendita integrativa.

L’obiettivo è congelare, almeno per le categorie più esposte, l’aumento automatico di tre mesi legato all’aspettativa di vita, che altrimenti scatterebbe da gennaio 2027 portando la pensione di vecchiaia a 67 anni e tre mesi.

I conti pubblici sotto osservazione

Il 22 settembre l’Istat pubblicherà l’aggiornamento dei conti economici nazionali per il 2025. Il deficit, stimato al 3,1%, potrebbe essere rivisto al ribasso. Se così fosse, rappresenterebbe la tanto agognata strada a un’uscita anticipata dalla procedura d’infrazione dell’Ue per disavanzo eccessivo.

Giorgetti mantiene comunque una linea di prudenza sui saldi, mentre l’Ufficio parlamentare di bilancio ha rivisto al rialzo la stima di crescita del Pil per il 2026, dallo 0,5% allo 0,9%, pur confermando lo 0,6% per il 2027 e segnalando un’inflazione in risalita verso il 3%, quasi esclusivamente a causa del conflitto mediorientale.

Il risiko fiscale tra alleati

Sul fisco si moltiplicano intanto le proposte dei partiti. Forza Italia rilancia la flat tax incrementale, con l’ipotesi di estenderla anche alle partite Iva, insieme a un cashback sanitario e allo stop al bollo auto.

Fratelli d’Italia punterebbe invece a estendere il taglio dell’Irpef dal 35 al 33%. Attualmente la fascia del 33% si ferma infatti ai redditi fino a 50.000 euro (oltre scatta il 43%), e il partito di Giorgia Meloni vorrebbe spostare il tetto da 50 a 60.000 euro.

Le coperture restano il tema centrale. Tra le ipotesi più concrete torna un nuovo contributo del settore bancario e assicurativo, sul modello già sperimentato nelle ultime due manovre, basato su rinvii delle imposte differite attive più che su una vera tassa sugli extraprofitti.

© Riproduzione Riservata