Home » Attualità » Codice della Strada, ecco tutte le novità

Codice della Strada, ecco tutte le novità

Codice della Strada, ecco tutte le novità
Shutterstock

Ricorsi più rapidi, regole per la guida automatizzata, saltano le limitazioni per gli over 85 e occhio alle rotatorie: si torna a dare precedenza a chi è già dentro. Questo e molto altro in un provvedimento che entrerà in vigore il primo gennaio 2028

Potrebbe essere la riforma del Codice della Strada più importante degli ultimi cinquant’anni quella discussa per due mesi e approvata dal Governo ieri, 13 ottobre, e da oggi oggetto dell’iter legislativo per la sua pubblicazione, prevista per marzo con entrata in vigore il primo gennaio 2028.

Le modifiche suggerite direttamente al Ministero dei trasporti hanno riguardato diversi punti, correggendo alcune norme critiche ritenute difficilmente applicabili. Tra queste, niente più obbligo di casella di Posta elettronica certificata per chi possiede un veicolo e neppure limitazioni di distanza e di guida notturna per chi ha compiuto 85 anni.

Resta comunque la possibilità di avere un domicilio digitale sul quale ricevere le comunicazioni relative a patente e veicolo da parte della Pubblica Amministrazione. Saranno proporzionali gli importi delle sanzioni per chi supera i limiti di velocità: per qualche chilometro orario in più non ci saranno salassi, ma il denaro da sborsare per chi ha il piede davvero pesante sarà molto di più. In particolare non ci sarà più l’adeguamento automatico biennale degli importi, ma la variazione sarà automatica se l’indice dei prezzi al consumo salirà oltre il 5% dall’ultimo aggiornamento a discrezione del governo ma su proposta dei ministeri competenti.

Le novità del Codice della Strada

Il vecchio sistema per fasce di costo sarà aggiornato e resterà per le sanzioni accessorie, per la sottrazione dei punti o la sospensione della patente. Quest’ultima cambierà nome: diverrà un vero e proprio divieto di guidare. La destinazione dei proventi delle multe elevate da agenti e militari dipendenti dallo Stato verrà incassato per il 30% dallo Stato e per il 70% dal proprietario della strada.

Nel caso di contravvenzioni fatte dagli agenti dipendenti dagli enti locali, il 70% finirà all’ente da cui dipendono, che non potrà usare quei soldi per scopi disgiunti da aspetti di circolazione stradale e sicurezza. e il 30% al proprietario della strada. Finalmente niente più furbetti delle targhe straniere, che finalmente pagheranno le multe in Italia, estensione della validità del contrassegno per guidatori e trasportati disabili su tutto il territorio nazionale.

I Comuni potranno però accedere gratuitamente all’Archivio nazionale veicoli (Anv) della Motorizzazione Civile e al Pubblico registro automobilistico (Pra) gestito dall’Aci. Sul fronte più pratico, una novità riguarda i motociclisti: in autostrada potranno usare la corsia di emergenza in autostrada in caso di rallentamenti e incidenti. Ci vorranno comunque sempre 18 anni per fare la patente B e 17 per guidare accompagnati su veicoli con peso massimo di 3,5 tonnellate.

A bordo dei veicoli sarà vietato modificare i sistemi di infotainment per poter visualizzare filmati, reato per il quale è ora prevista una sanzione. Purtroppo è stata misteriosamente tolta la norma che vietava ai pedoni di usare telefonini, tablet e soprattutto le cuffie mentre si attraversa la strada, una misura che oltre ad essere davvero di sicurezza, era anche urgente.

Le ulteriori trasformazioni rispetto al vecchio Codice

Un’altra novità riguarda la circolazione per file parallele su strade extraurbane e in autostrada con almeno tre corsie per senso di marcia: anche se non ci sono situazioni di congestione sarà possibile il superamento a destra ma non il sorpasso; mentre dove non indicato diversamente, sulle autostrade dove è la circolazione è a tre corsie per senso di marcia, su quella di sinistra sarà vietato procedere a meno di cento all’ora.

Su strade urbane e autostrade, su strade extraurbane con carreggiate separate e più corsie, ma prive di quella di emergenza, in caso di ingorghi o code i conducenti presenti nella corsia di sinistra dovranno spostarsi il più possibile a sinistra mentre quelli a destra sul lato destro per liberare una porzione centrale della strada sulla quale possano transitare le moto e i veicoli di soccorso o delle Forze dell’Ordine.

Nel testo viene anche specificato che durante la marcia si dovrà mantenere costantemente l’attenzione sulla strada, evitando ogni distrazione. Si torna alla vecchia maniera sulle rotatorie: salvo diversa segnalazione, i conducenti che le percorrono hanno la precedenza su quelli che si immettono. Quindi niente più cartelli di dare precedenza su questi ultimi. Più confort in estate: oggi durante la sosta non si può mantenere acceso il motore per alimentare il climatizzatore.

Con il nuovo Codice invece si potrà su auto elettriche e in caso di vetture con motore termico ma per il tempo strettamente necessario, se a bordo ci sono bambini, donne in gravidanza, anziani o persone fragili, oppure per le soste tecniche dei veicoli per trasporto merci. Piccola novità anche sul fronte dei pneumatici: in previsione di rilevanti nevicate i proprietari delle strade potranno rendere obbligatorio l’uso di pneumatici invernali.

Le facilitazioni per i guidatori con disabilità

Tra le innovazioni necessarie da tempo, finalmente per favorire i guidatori con disabilità I comuni, entro sei mesi dall’entrata in vigore della riforma del Codice, dovranno utilizzare la Piattaforma Cude, il Contrassegno unico europeo disabili del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. E qualora le municipalità fossero in ritardo, non potrebbero più usare i sistemi per accertare le violazioni della sosta riservata e delle zone a traffico limitato. Qualora un automobilista stesse circolando con l’assicurazione scaduta, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti lo informerà e inserirà nell’elenco dei mezzi non assicurati, invitandoli a regolarizzare la loro posizione entro un mese. Poi scatterà il divieto di circolazione a tempo indeterminato.

Arrivano anche gli Ausiliari di Polizia, persone adeguatamente formate per occuparsi di prevenzione, regolazione del traffico, contestazione delle violazioni, rilevazione degli incidenti, seppure con limitazioni alle strade urbane ed extraurbane secondarie. Sarà creato il Registro dei veicoli esteri (Reve) per certificare che un mezzo sia coperto da una polizza stipulata con un’assicurazione italiana o autorizzata a operare in Italia. Quindi niente più «bidoni» da parte di compagnie estere che in Italia non sono rappresentate né riconosciute.

Cosa cambia per i veicoli a due ruote

Qualche novità anche per le due ruote: fortunatamente niente obbligo di casco per conducenti e passeggeri, anche se vivamente consigliato soprattutto per gli under 14. Si tratta di una norma che farà discutere, ma che se male applicata farebbe crollare l’uso delle due ruote a pedali soprattutto in città.

Multe, invece, a chi pedala indossando una cuffia per musica e telefono. Nel capitolo bici elettriche compaiono le «bici a propulsione» alimentate soltanto da motori elettrici. Per condurla bisognerà richiedere un «targhino» e indossare il caschetto. Ma non servirà il casco su mezzi con tre o quattro ruote, ma non si potranno portare bambini con meno di cinque anni. Ma ci vorranno le cinture per tutti.

Le biciclette con sellino a un’altezza dal suolo fino a 39 centimetri dovranno essere segnalate con una bandierina che ne segnali la presenza.

Nel nuovo Codice compare anche la categoria di veicoli a guida automatizzata. Ci sarà sempre l’obbligo della presenza umana in qualità di controllore per poter intervenire in caso di emergenza e costui sarà il responsabile della guida anche quando questa sarà in modalità automatica.

La questione delle multe

Capitolo multe: i verbali saranno notificati entro 45 giorni al posto di 90 ma solo se la violazione sarà accertata con dispositivi che consentono il rilevamento a distanza. Nelle altre situazioni il termine resterà invariato. In presenza di errori sarà il Comando da cui dipendono gli agenti che hanno fatto l’accertamento ad archiviare i verbali. L’archiviazione potrà essere decisa sia d’ufficio, sia per istanza del presunto trasgressore o padrone del mezzo. Ma resterà la possibilità di ricorrere al prefetto o al giudice di pace.

Ma attenzione: il ricorso al prefetto dovrà essere inviato sia anche al Comando di Polizia che ha elevato la multa tramite raccomandata o pec. E nel caso in cui venga respinto, la multa sarà aumentata di un terzo. In caso di mancato pagamento, prima dell’avvio della procedura di recupero, il trasgressore o il proprietario dell’auto riceveranno un avviso bonario con l’avvertimento che, in caso di mancato pagamento entro i successivi 60 giorni, avverrà sarà avviata la riscossione coattiva. Al cittadino resterà la facoltà di pagare a rate.

© Riproduzione Riservata