Fierce- fiero, è il concept della nuova collezione femminile autunno/inverno 2026–27 di L.B.M.1911. Presentata nello show room milanese di via Ludovico il Moro, il guardaroba disegnato da Giovanni Bianchi guarda a una femminilità lucida e autonoma. Ad interpretarla, nel ruolo di special guest, c’è Martina Colombari che si racconta in questa intervista.
Domanda: come è nata questa collaborazione con Lubiam?
Risposta: Giacca e pantalone, io mi sento bene vestita così. Quando mi hanno chiesto di collaborare con Lubiam, ho voluto vedere la collezione e capire il progetto, perché per diventare un utente consapevole bisogna provare. Mi sono trovata in linea con la loro sartorialità, le loro linee e forme. Non c’è niente che non indosserei. Mi piace la moda strutturata con i tessuti corposi, strutturati e materici, non amo le texture che non si percepiscono.
D. Cos’è la moda per te?
R. Mi vestivo Giorgio Armani già a 17 anni quando conducevo Super, insieme a Jerry Scotti, su Canale 5. Era un po’ strano che una ragazza della mia età volesse indossare un tailleur. Tuttavia, è così che mi sento bella, mi sento funzionale e se ho un appuntamento di lavoro, fa crescere la mia autostima. Per me l’abbigliamento e i vestiti sono un po’ una divisa, nel senso che quando lavori ti vesti in un certo modo per interpretare un personaggio, esattamente come a teatro. Poi nella mia vita di tutti i giorni io mi sento da pantalone, non mi sento da gonna, mi sento da giacca strutturata. Mi piace il rigore.
D. Come scegli i marchi con cui collaborare?
R. Ho bisogno di vedere e credere nei progetti, che si tratti di fare beneficenza con la Fondazione Francesca Rava o che si tratti di pubblicizzare un prodotto di skincare, devo vedere con i miei occhi e testare con le mie mani l’iniziativa. Anche con Lubiam è andata così ed è andata bene.
D. Metodo, rigore, sono parole che tornano spesso…
R. Tutti si ricordano della Martina-Miss Italia con la coroncina in testa, che è molto diversa però dalla realtà. Arrivata 50 anni ho fatto i conti con tante situazioni, che mi hanno cambiata, mi hanno fatta maturare e soprattutto mi hanno permesso di essere libera, di essere me stessa senza aver paura di essere giudicata. Ho trovato una nuova narrazione per me stessa, che non immaginavo
D. Nel 2016, quali saranno i tuoi prossimi impegni?
R. Il teatro soprattutto, in cantiere ci sono altre due pièce: una è il rifacimento di un vecchio film, dove moglie e marito si fanno la guerra; nell’altra, invece, interpreto un’attrice che vuole a tutti i costi vincere un provino ma inizialmente non viene presa troppo in considerazione. Il titolo ancora non te lo posso dire, però sarà su Milano in un teatro molto bello.
D. Indirizzi a Milano da consigliare?
R. Vivo a Milano da 34 anni e mi stupisce ancora. Quest’estate a fine agosto, per esempio, sono salita per la prima volta sulle guglie del Duomo ed è un luogo meraviglioso. Qualche indirizzo? Per mangiare il Cactus in zona Moscova e per liberare la mente, una bella passeggiata sulla Martesana.




