Nella metropoli più ricca dell’Asia sono più di centomila i poveri costretti a vivere in gabbia. Dimenticati dal governo e dai loro concittadini, continuano a svolgere con tenacia e passione i mestieri più umili nell’illusione di riuscire, un giorno, ad offrire un futuro migliore a loro stessi e alle famiglie.
Trenta euro al mese per affittare una prigione da cui nessuno riesce mai ad uscire