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Vertice Ue a Cipro: sul tavolo Medio Oriente, energia e il prestito da 90 miliardi a Kiev

Vertice Ue a Cipro: sul tavolo Medio Oriente, energia e il prestito da 90 miliardi a Kiev

Parte oggi la riunione dei leader Ue a Cipro. Via libera definitivo al prestito da 90 miliardi per l’Ucraina, atteso al vertice anche Zelensky.

Non poteva svolgersi in un contesto geopolitico più infuocato il vertice dei leader dell’Ue iniziato oggi a Cipro.

Nella località balneare di Aghia Napa i leader europei si sono riuniti assieme ai vertici di Bruxelles, per tentare di trovare soluzioni agli ormai numerosi dossier che preoccupano il continente: energia, guerra in Medio Oriente, guerra in Ucraina.

Lo Stretto di Hormuz e la crisi energetica

Il primo e più urgente tema sul tavolo è la crisi innescata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, conseguenza diretta del conflitto mediorientale.

L’Europa, pur rimasta estranea alle operazioni militari, ne subisce pesantemente le ricadute economiche con crescente preoccupazione, in particolare attraverso le interruzione delle forniture di gas e petrolio dal Golfo Persico e sotto forma di rincari nei costi della vita che mettono sotto pressione famiglie e industrie.

L’Ue spera ancora nella risoluzione pacifica della disputa tra Washington e Teheran, anche perché, come detto da un funzionario europeo, qualora lo Stretto non dovesse riaprire, “sarà una catastrofe e servirà un piano“.

Anche per queste speranze, forse malriposte, un intervento straordinario sul modello del Recovery Fund post-Covid viene al momento escluso.

I Ventisette appaiono divisi: Paesi come la Spagna leggono la crisi come una conferma della necessità di accelerare sulla transizione alle rinnovabili, mentre altri, nel breve e medio periodo, potrebbero non accontentarsi della sola flessibilità sugli aiuti di Stato.

Nella lettera di invito il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa aveva scritto: “Dobbiamo discutere la nostra risposta a questa situazione in rapida evoluzione, compreso il contributo dell’Europa alla de-escalation e alla pace nella regione, nonché alla libertà di navigazione”.

Senza però dimenticare che “gli effetti dei prezzi elevati dei combustibili fossili sono già visibili nella vita quotidiana dei nostri cittadini e delle nostre imprese”.

La posizione dell’Italia

Roma arriva ad Aghia Napa con le mani in parte legate. L’Italia di Giorgia Meloni, impossibilitata ad avvalersi della clausola di salvaguardia per le spese di difesa a causa della mancata uscita dalla procedura di infrazione per il deficit, mancata per un misero 0,1%, potrebbe chiedere con forza una sospensione del Patto di stabilità e del meccanismo degli ETS.

Una posizione che tuttavia rischia di restare isolata, visto che la Commissione si mantiene contraria, sottolineando che la situazione finanziaria dei Ventisette sia ora notevolmente diversa rispetto al 2022, quando la sospensione venne fatta in seguito allo shock energetico causato dall’invasione russa dell’Ucraina.

Sul piano degli aiuti, Roma guarda con interesse al pacchetto proposto nelle ultime ore da Bruxelles, considerato un passo nella giusta direzione. La clausola permetterebbe di mobilitare circa 12 miliardi di euro nell’arco di tre anni.

Tuttavia, il fatto di non essere usciti dalla procedura d’infrazione implica che tali spese non vengono “abbonate” o scorporate dal calcolo ufficiale del disavanzo finché il Paese resta sotto sorveglianza speciale dell’Ue. In altre parole, le spese peserebbero inevitabilmente sui conti pubblici italiani.

Ucraina: atteso via libera al prestito da 90 miliardi

Il vertice di oggi segna anche una svolta importante sul fronte ucraino. Dopo mesi di stallo dovuti al veto ungherese, gli Stati membri dell’Ue hanno raggiunto un’intesa per sbloccare il prestito da 90 miliardi di euro a Kiev e un nuovo pacchetto di sanzioni contro Mosca.

L’unanimità è stata raggiunta in seguito alla ripresa del pompaggio di petrolio russo attraverso l’oleodotto Druzhba verso Ungheria e Slovacchia. Budapest aveva infatti opposto il veto sin da marzo, accusando l’Ucraina di ritardare deliberatamente i lavori di riparazione dell’infrastruttura, secondo Kiev danneggiata da attacchi russi nel gennaio scorso.

L’Ue erogherà a Kiev due prestiti senza interessi da 45 miliardi ciascuno nel 2026 e nel 2027: 28 miliardi destinati alle spese militari e 17 miliardi al bilancio generale per ogni anno.

Vista l’importanza, il Presidente ucraino Zelensky non poteva certo mancare questa passerella, e sarà presente a Cipro per la cena dei 27.

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