L’amministrazione Trump punta a legare a doppio filo Caracas a Washington dal punto di vista economico ed energetico. “Sono appena stato informato che il Venezuela acquisterà esclusivamente prodotti di fabbricazione americana, con i fondi che riceverà dal nostro nuovo accordo petrolifero. Questi acquisti includeranno, tra le altre cose, prodotti agricoli americani, medicinali, dispositivi medici e attrezzature di fabbricazione americana per migliorare la rete elettrica e le infrastrutture energetiche del Venezuela”, ha dichiarato mercoledì il presidente statunitense su Truth. “In altre parole, il Venezuela si impegna a fare affari con gli Stati Uniti d’America come partner principale: una scelta saggia e un’ottima cosa per il popolo venezuelano e per gli Stati Uniti”, ha aggiunto.
Poco prima, sempre mercoledì, il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti aveva reso noto di aver “iniziato a commercializzare” il greggio venezuelano sui mercati globali. Aveva anche annunciato che i proventi derivati dalle vendite “verranno inizialmente depositati su conti controllati dagli Stati Uniti presso banche riconosciute a livello mondiale”. “Questi fondi saranno erogati a beneficio del popolo americano e del popolo venezuelano a discrezione del governo degli Stati Uniti”, aveva proseguito, per poi aggiungere: “Queste vendite di petrolio iniziano immediatamente, con una vendita prevista di circa 30-50 milioni di barili. Continueranno a tempo indeterminato”.
Nelle stesse ore, Washington sequestrava due petroliere, una nell’Atlantico settentrionale e un’altra nel Mar dei Caraibi, collegate al Venezuela. Tutto questo, mentre il vicepresidente statunitense, JD Vance, dichiarava: “Noi controlliamo le risorse energetiche e diciamo al regime che è consentito vendere il petrolio finché serve l’interesse nazionale americano, ma non è consentito venderlo se non è possibile servire l’interesse nazionale americano”. È in questo quadro che, due funzionari della Casa Bianca hanno riferito alla Cnn che “l’amministrazione Trump ha detto alla presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodriguez che il Paese deve interrompere i legami con Cina, Iran, Russia e Cuba e accettare di collaborare esclusivamente con gli Stati Uniti per la produzione di petrolio”. “Il Venezuela è aperto a relazioni energetiche in cui tutte le parti ne traggano vantaggio”, ha dichiarato, dal canto suo, la Rodirguez, che continua a muoversi in equilibrismo nei suoi rapporti con gli Stati Uniti.
È quindi chiaro come Washington stia continuando a promuovere una riedizione della Dottrina Monroe, con il preciso scopo di estromettere potenze ostili dall’Emisfero occidentale. “L’uso sfacciato della forza da parte degli Stati Uniti contro il Venezuela e la loro richiesta di ‘America First’ quando il Venezuela disporrà delle proprie risorse petrolifere sono tipici atti di bullismo”, ha, guarda caso, tuonato il ministero degli Esteri cinese. Pechino ha perfettamente compreso la strategia di Trump nell’Emisfero occidentale. E inizia a essere seriamente preoccupata
