Home » Attualità » Esteri » Trump colpisce Mosca per indebolire i Brics: le sanzioni sul petrolio russo mettono in crisi anche Cina e India

Trump colpisce Mosca per indebolire i Brics: le sanzioni sul petrolio russo mettono in crisi anche Cina e India

Trump colpisce Mosca per indebolire i Brics: le sanzioni sul petrolio russo mettono in crisi anche Cina e India
epa12451421 US President Donald Trump looks on during the signature ceremony at the Gaza Peace Summit in Sharm El-Sheikh, Egypt, 13 October 2025. US President Donald Trump alongside Egypt’s President Abdel Fattah al-Sisi with leaders from more than 20 countries attend the summit in Sharm El-Sheikh. The first phase of Gaza peace plan between Israel and Hamas involves the release of Israeli hostages and Palestinian prisoners, the partial withdrawal of Israeli forces, and the delivery of humanitarian aid to Gaza. EPA/YOAN VALAT / POOL

Le nuove sanzioni di Trump contro Lukoil e Rosneft scuotono il fronte dei Brics: Pechino e Nuova Delhi frenano gli acquisti di petrolio russo

Per Donald Trump la crisi ucraina è sempre più collegata al suo scontro con i Brics. È ormai noto come, mercoledì scorso, il Dipartimento del Tesoro americano abbia imposto delle rilevanti sanzioni a due compagnie petrolifere russe, Lukoil e Rosneft, che, assieme, esportano circa la metà del petrolio di Mosca. Ufficialmente, la mossa è diretta a spingere il Cremlino ad ammorbidire la sua posizione sul conflitto ucraino. “Dato il rifiuto del presidente Putin di porre fine a questa guerra insensata, il Tesoro sta sanzionando le due maggiori compagnie petrolifere russe che finanziano la macchina bellica del Cremlino”, ha, non a caso, dichiarato il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent.

Eppure attenzione: la crisi ucraina rappresenta probabilmente soltanto un lato della questione. È infatti evidente come le sanzioni di Washington mirino (anche) a disarticolare il blocco dei Brics. Giovedì, alcune fonti hanno riferito a Reuters che le principali compagnie petrolifere cinesi avrebbero sospeso l’acquisto di petrolio russo a seguito della mossa dell’amministrazione Trump. “Le compagnie petrolifere nazionali cinesi PetroChina, Sinopec, Cnooc e Zhenhua Oil si asterranno dal commerciare petrolio russo trasportato via mare, almeno nel breve termine, a causa della preoccupazione per le sanzioni”, ha riportato la testata. Non solo. Reuters ha anche riferito che “le raffinerie indiane sono pronte a ridurre drasticamente le importazioni di petrolio russo per conformarsi alle nuove sanzioni statunitensi contro due dei principali produttori russi”.

Vale la pena di ricordare che Pechino e Nuova Delhi sono i principali acquirenti di petrolio russo. Questo significa innanzitutto che Mosca potrebbe presto vedere significativamente compromesse le entrate finanziarie necessarie ad alimentare il suo sforzo bellico in territorio ucraino. In secondo luogo, la mossa di Trump potrebbe allentare i rapporti della Russia tanto con la Cina quanto con l’India, provocando così delle notevoli fibrillazioni in seno al blocco dei Brics. Non dimentichiamo che, a settembre scorso, questi tre Paesi avevano rinsaldato il proprio asse in occasione del vertice della Shanghai Cooperation Organization, tenutosi a Tianjin. Ricordiamo anche che Trump si è più volte espresso negativamente nei confronti dei Brics, da lui accusati di nutrire propositi di de-dollarizzazione.

Certo, va detto che la mossa del presidente americano non è priva di rischi. La Casa Bianca potrebbe dover fronteggiare un aumento dei costi della benzina negli Stati Uniti. Tuttavia, come notato da alcuni analisti, il prezzo del petrolio è al momento talmente basso da dare a Trump un margine di manovra per mettere sotto pressione Mosca dal punto di vista energetico. In questo contesto, l’altro ieri, il ministero del petrolio del Kuwait ha altresì fatto sapere che l’Opec sarebbe pronto ad aumentare la produzione in caso di carenze dovute alle nuove sanzioni americane.

© Riproduzione Riservata