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Trump all’Onu, la sfida al mondo: «Ho chiuso sette guerre, merito il Nobel»

Trump all’Onu, la sfida al mondo: «Ho chiuso sette guerre, merito il Nobel»
epa12400138 US President Donald Trump speaks during the General Debate of the 80th session of the United Nations General Assembly (UNGA) at the United Nations headquarters in New York, New York, USA, 23 September 2025. EPA/LUKAS COCH NO ARCHIVING AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

All’Assemblea generale di New York, Trump rivendica i successi in politica estera, accusa l’Onu di immobilismo e avverte l’Europa: «Con i confini aperti andrete all’inferno»

Donald Trump ha scelto l’Assemblea generale dell’Onu per mandare un messaggio al mondo: chi decide davvero non siede nelle stanze del Palazzo di Vetro, ma alla Casa Bianca. Dal podio di New York, il presidente americano ha rivendicato il suo metodo: «Ho chiuso sette guerre senza l’aiuto delle Nazioni Unite e non ho mai ricevuto neppure una telefonata. Merito il Premio Nobel». Una frase che ha gelato alcune delegazioni e strappato applausi ad altre. Perché Trump divide, ma è sempre chiaro: non accetta che l’Onu si limiti a «scrivere lettere con parole vuote».

Onu e parole vuote

Con la sua consueta schiettezza, Trump ha puntato il dito contro l’inerzia delle Nazioni Unite: «Qual è il loro scopo se non riescono a fermare i conflitti?». Una domanda che ha risuonato nell’aula e che molti non hanno osato commentare apertamente.

L’Europa e la crisi migratoria

«L’esperimento dei confini aperti è fallito. Se insistete, i vostri Paesi andranno all’inferno». Così Trump ha avvertito i partner europei, accusando l’Onu di sostenere i flussi illegali. Per il presidente Usa, il modello resta quello americano: respingimenti immediati, regole chiare, sicurezza nazionale al primo posto.

Medio Oriente e Palestina

Sul dossier mediorientale, Trump non ha avuto esitazioni: «Riconoscere la Palestina significa premiare Hamas». Dal palco ha rilanciato la richiesta di liberare subito gli ostaggi, riaffermando una linea di fermezza che non lascia margini di ambiguità.

Ucraina e Russia

Anche sull’Ucraina il messaggio è stato diretto: «Gli Stati Uniti sono pronti a nuove sanzioni, ma da soli non bastano. Cina, India e persino alcuni Paesi europei continuano a finanziare Putin».

Clima e Cina

«Il cambiamento climatico è la più grande truffa al mondo», ha aggiunto, puntando il dito contro Pechino. Un passaggio che ha diviso la sala, tra chi ha applaudito e chi è rimasto immobile.

Le reazioni

Il discorso di Trump ha scosso l’Assemblea. Applausi dalle delegazioni più vicine alla sua linea, gelo calcolato da parte di molti europei. Ma una cosa è chiara: nel Palazzo di Vetro, il presidente americano si è imposto ancora una volta come la voce più forte.

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