Ciò che per settimane è parso solamente come una lontana eventualità sembra infine delinearsi all’orizzonte: la Commissione Ue ha esortato gli Stati membri a preparare misure per limitare l’utilizzo di idrocarburi.
L’allarme del commissario Ue all’Energia
In un comunicato interno inviato dal commissario europeo all’Energia Dan Jorgensen, inviato prima del vertice di ieri tra i ministri dell’Energia dell’Unione, il commissario europeo ha chiesto agli Stati di dare conto dell’attuale capacità dei mercati interni degli idrocarburi, chiedendo ai governi di proporre azioni pratiche per contenere la domanda.
“Dipendiamo dai mercati globali per il nostro approvvigionamento di combustibili fossili”, ricorda Jorgensen nella missiva, “in diretta concorrenza con altri consumatori; l’intensificarsi della concorrenza globale per le forniture disponibili potrebbe introdurre una maggiore volatilità nei mercati europei”.
Interruzione prolungata
Ad aggravare la posizione del Vecchio continente c’è la grande incognita relativa alla durata delle ostilità tra Stati Uniti, Israele ed Iran, e, ancor più importante, il tema della riapertura dello Stretto di Hormuz, il vero catalizzatore dell’attuale crisi.
Per questo Jorgensen, nella missiva inviata agli Stati membri, incoraggia “a prepararsi tempestivamente in previsione di una potenziale interruzione prolungata. Oltre al rilascio di scorte di emergenza, le misure volontarie di riduzione della domanda rappresentano un ulteriore strumento di risposta essenziale”.
La dipendenza dal Golfo: gasolio e carburante per aerei
Se è vero che la percentuale di idrocarburi importati dai Paesi del Golfo Persico è di molto inferiore a quella di molti Stati dell’Asia, cionondimeno crescono le preoccupazioni per alcuni prodotti raffinati.
Tra essi il gasolio e il carburante per aerei, per i quali l’Europa è ancora fortemente esposta, importando molto dall’Arabia Saudita e dal Kuwait. I numeri esatti variano, ma secondo la società di trading di materie prime Alkagesta circa il 20% del gasolio consumato dai Paesi dell’Unione europea e dal Regno Unito proviene dai Paesi del Golfo.
Razionamento “light”?
Si preannuncia in sostanza un razionamento energetico “light”. Il commissario all’Energia suggerisce infatti di “astenersi dall’adottare misure che possano aumentare il consumo di carburante, limitare la libera circolazione dei prodotti petroliferi o disincentivare la produzione delle raffinerie dell’Ue”.
A questo si deve poi aggiungere l’aumento della concorrenza nell’accaparrarsi le forniture di idrocarburi non intaccate dal blocco di Hormuz.
Questo sta creando una maggiore volatilità dei prezzi e delle forniture. Come riportato da Bloomberg, ad esempio, negli ultimi giorni diverse navi cisterna di Gnl e carburante, inizialmente dirette in Europa, hanno invece cambiato rotta dirigendosi verso l’Asia, così da ottenere rendimenti più elevati.
Una delle soluzioni suggerite da Jorgensen per salvaguardare la disponibilità di prodotti petroliferi in Europa è di “incoraggiare a rinviare qualsiasi manutenzione non urgente delle raffinerie”. Un palliativo che potrà essere implementato solo per un periodo relativamente breve, lavorando le raffinerie 24/7.
Ciò che è certo, è che anche per l’Europa sembra avvicinarsi il tanto paventato “razionamento” energetico, di cui le misure proposte da Jorgensen sembrano essere solo l’assaggio.
