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Putin e Xi: ecco come l’incontro russo-cinese cambia lo scacchiere geopolitico

Putin e Xi: ecco come l’incontro russo-cinese cambia lo scacchiere geopolitico

Putin e Xi si sono incontrati a Pechino appena pochi giorni dopo la visita di Trump in Cina. I tre presidenti puntano a una Jalta 2.0?

Mosca e Pechino ribadiscono i loro legami. E’ questo il senso dell’incontro, svoltosi a Pechino, tra Xi Jinping e Vladimir Putin. “Se le relazioni tra Cina e Russia hanno raggiunto un livello così elevato, passo dopo passo, è perché abbiamo continuamente approfondito la fiducia politica reciproca e il coordinamento strategico con incrollabile perseveranza, che ha resistito a innumerevoli prove”, ha dichiarato Xi, sostenendo anche che Cina e Russia dovrebbero svolgere il ruolo di “grandi potenze responsabili” contro “ogni atto di prepotenza unilaterale e a ogni azione che riscriva il corso della storia”. “La mia proposta in quattro punti per il mantenimento e la promozione della pace e della stabilità in Medio Oriente mira a consolidare ulteriormente il consenso internazionale e a contribuire ad allentare le tensioni, a ridurre l’escalation dei conflitti e a promuovere la pace”, ha anche affermato il presidente cinese.

Dal canto suo, Putin ha dichiarato che le relazioni tra Mosca e Pechino hanno raggiunto “un livello senza precedenti”. Nell’occasione, i due leader hanno sottoscritto una ventina di accordi in vari settori (dal commercio alla tecnologia), oltre a firmare una dichiarazione a favore di un “ordine mondiale multipolare”. Non solo. Il Cremlino ha anche riferito che Putin e Xi avrebbero raggiunto una “intesa generale” per la realizzazione del gasdotto Power of Siberia 2: un’infrastruttura che, fortemente voluta da Mosca per fronteggiare le sanzioni occidentali, aumenterebbe decisamente le esportazioni di gas russo verso la Cina. Se confermato, ciò rappresenterebbe un ulteriore rafforzamento dei rapporti tra la Russia e la Repubblica popolare.

Il viaggio dello zar in Cina è avvenuto pochi giorni dopo la visita di Donald Trump a Pechino. Inoltre, il presidente americano e l’omologo russo si erano sentiti al telefono a fine aprile, mentre ieri il Cremlino non ha escluso un loro possibile nuovo incontro il prossimo autunno. Lo zar ha necessità della sponda con Xi per consolidare la propria posizione internazionale. Il presidente russo inizia a essere preoccupato dal protrarsi della guerra in Ucraina e spera di rafforzarsi in vista di eventuali negoziati diplomatici. Un ulteriore problema risiede per lui nel fatto che Mosca sta facendo fatica a recuperare influenza in Medio Oriente: nonostante si sia avvantaggiata dalla crisi di Hormuz sul piano economico-energetico, la Russia ha perso un alleato chiave come Bashar al Assad nel 2024 e ne sta vedendo un altro – l’Iran – sotto pressione a causa del conflitto in corso. Al contempo, Putin sa tuttavia di dover fare attenzione: un abbraccio soffocante con Xi rischierebbe infatti di spingere Mosca sempre più in un ruolo subordinato rispetto a Pechino. Un fattore, questo, che spinge lo zar a mantenere i rapporti con la Casa Bianca.

Xi, dal canto suo, punta a diventare una sorta di kingmaker diplomatico, avendo ospitato il presidente americano e quello russo nel giro di pochi giorni. Tuttavia, anche lui non può dormire sonni troppo tranquilli. La Cina comincia ad avvertire gli effetti negativi della crisi di Hormuz, mentre continua a riscontrare problemi di consumo interno. Senza trascurare la sua perdita di influenza sull’America Latina. Infine, lo stesso Donald Trump naviga nell’incertezza: rischia il pantano in Iran e la Corte Suprema degli Stati Uniti ha parzialmente azzoppato la sua politica dei dazi.

Insomma, tutti e tre i leader hanno i loro problemi. E questo potrebbe spingerli a trattare per arrivare a una sorta di Jalta 2.0: un’intesa che, qualora dovesse concretizzarsi, punterebbe a ridurre l’instabilità internazionale. Ciò non significa che un tale accordo disinnescherebbe la competizione tra Washington e Pechino. La spingerebbe però su binari specifici, razionalizzandola.

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