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Musk, il grande ritorno nell’amministrazione Trump: ecco quale sarà il suo ruolo

Musk, il grande ritorno nell’amministrazione Trump: ecco quale sarà il suo ruolo
Elon Musk (Ansa)

Il capo del Pentagono, Pete Hegseth, ha annunciato che il Ceo di SpaceX sarà tra i direttori del Progetto Meridian

Elon Musk rientra de facto nell’amministrazione Trump. Mercoledì, il capo del Pentagono, Pete Hegseth, ha annunciato che il Ceo di SpaceX dirigerà, assieme all’ex Speaker della Camera Newt Gingrich e al Ceo di Anduril Palmer Luckey, il Progetto Meridian: un’iniziativa della durata di 120 giorni che sarà finalizzata «all’individuazione delle capacità necessarie per raggiungere il dominio tecnologico assoluto sul campo di battaglia di prossima generazione».

In cosa consiste il Progetto Meridian

«Il Project Meridian farà leva su prospettive critiche provenienti dall’esterno del Pentagono, avvalendosi di un gruppo di esperti di spicco nei settori della tecnologia, dell’innovazione e dell’imprenditoria, nonché di decisori politici ed esperti di sicurezza nazionale», recita un memorandum del Pentagono, che prosegue: «La funzione principale del progetto sarà quella di delineare l’evoluzione della guerra del futuro, individuare lacune critiche nelle capacità e proporre soluzioni concrete per perseguire gli obiettivi stabiliti nella National Security Science and Technology Strategy del 2026».

«Il Progetto Meridian traccerà senza pietà la traiettoria di guerre, domini e tecnologie per garantire che questo Dipartimento della Guerra, il vostro Dipartimento della Guerra, domini il futuro», ha dichiarato, dal canto suo, Hegseth.

Il ritorno di Musk alla corte di Trump

Il ritorno di Musk nell’attuale amministrazione americana è significativo, ma stupisce fino a un certo punto. Schieratosi con Donald Trump a luglio del 2024, il Ceo di SpaceX, nei primi mesi dell’anno scorso, era stato messo dal presidente a capo del Doge: un’agenzia che, tra i suoi principali obiettivi, aveva quello di effettuare dei tagli agli sprechi federali. Entrato in rotta di collisione con Trump sui dazi, Musk era quindi uscito dall’amministrazione, litigando con l’inquilino della Casa Bianca a giugno dell’anno scorso e minacciando addirittura di fondare un terzo partito.

Nel giro di pochi mesi, la crisi tra i due è tuttavia rientrata. Nessuno aveva infatti realmente interesse a rompere i rapporti: l’amministrazione Trump ha bisogno della tecnologia di Musk per portare avanti la competizione con la Cina, così come Musk ha bisogno dell’amministrazione Trump per salvaguardare (e magari aumentare) i contratti di SpaceX con il Pentagono e la Nasa.

Il ruolo di Musk nell’amministrazione Trump

Tra l’altro, pochi giorni fa, il Ceo di Tesla era tra i dirigenti del settore tecnologico che hanno sottoscritto l’accordo, promosso dal presidente americano, sulle responsabilità nel settore dell’Intelligenza artificiale. Non solo. Musk figura anche tra i principali finanziatori del Partito repubblicano in vista delle elezioni di metà mandato che si terranno a novembre.

Secondo Detroit News, il suo Pac America ha finora speso oltre 16 milioni di dollari per le campagne senatoriali e circa tre milioni per quelle relative alla Camera dei rappresentanti. Inoltre, ad agosto dell’anno scorso, il Wall Street Journal lasciò intendere che Musk fosse intenzionato a sostenere la candidatura presidenziale di JD Vance nel 2028. Insomma, il ritorno del Ceo di SpaceX nell’amministrazione Asdd non stupisce più di tanto.

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