Forse la crisi iraniana inizia veramente a sbloccarsi. “Lo stretto di Hormuz è completamente aperto e pronto per il transito, ma il blocco navale rimarrà pienamente in vigore nei confronti dell’Iran, solo fino a quando le nostre contrattazioni con l’Iran non saranno completamente concluse. Questo processo dovrebbe procedere molto rapidamente, poiché la maggior parte dei punti sono già stati negoziati”, ha dichiarato Donald Trump su Truth. “L’Iran ha accettato di non chiudere mai più lo Stretto di Hormuz. Non verrà più utilizzato come arma contro il mondo!”, ha aggiunto.
Il presidente americano ha quindi ringraziato Pakistan, Qatar, Emirati e Arabia Saudita, per poi tornare a lamentarsi dello scarso aiuto avuto dalla Nato sulla questione di Hormuz. “Ora che la situazione dello Stretto di Hormuz è finita, ho ricevuto una chiamata dalla Nato che mi chiedeva se avessimo bisogno di aiuto. Ho detto loro di stare alla larga, a meno che non vogliano solo caricare le loro navi di petrolio. Sono stati inutili quando servivano, una tigre di carta”, ha detto. “L’Iran, con l’aiuto degli Stati Uniti, ha rimosso, o sta rimuovendo, tutte le mine marine”, ha continuato. “In linea con il cessate il fuoco in Libano, il passaggio di tutte le navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il restante periodo del cessate il fuoco”, ha affermato, dal canto suo, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, mentre, secondo fonti di Teheran, il passaggio sarebbe consentito esclusivamente a navi commerciali previo ok delle forze militari del regime.
Sebbene Trump sostenga che i due dossier non siano collegati, la riapertura dello Stretto è avvenuta il giorno dopo il raggiungimento di un cessate il fuoco tra Israele e il Libano. “Questo accordo non è in alcun modo subordinato alla questione libanese, ma gli Stati Uniti collaboreranno separatamente con il Libano e affronteranno la situazione di Hezbollah in modo appropriato. Israele non bombarderà più il Libano. Gli Stati Uniti glielo hanno vietato. Basta così!”, ha dichiarato il presidente americano.
Teheran aveva sempre legato la questione libanese a un’eventuale intesa con gli Stati Uniti. Dall’altra parte, i negoziati tra iraniani e americani di sabato scorso a Islamabad si erano principalmente incagliati proprio su due punti: Hormuz e l’uranio arricchito in mano al regime khomeinista. Se il primo nodo sembra ormai in procinto di essere definitivamente sciolto, sul secondo aleggia invece ancora qualche incognita. Stando ad Axios, Washington e Teheran starebbero lavorando a un accordo sulla cui base gli ayatollah cederebbero le proprie scorte di uranio e, in cambio, la Casa Bianca sbloccherebbe 20 miliardi di dollari di asset iraniani attualmente congelati. Tuttavia, Trump è sembrato smentire la rivelazione della testata. “Gli Stati Uniti si prenderanno tutta la ‘polvere’ nucleare prodotta dai nostri fantastici bombardieri B2. Non ci sarà alcuno scambio di denaro, in nessuna forma o maniera”, ha dichiarato. Dall’altra parte, l’Iran non tuttavia confermato che consegnerà le proprie scorte di uranio agli Usa.
Vedremo come si svilupperà la situazione nei prossimi giorni. Tuttavia, al netto delle difficoltà, è abbastanza chiaro come il processo diplomatico iraniano stia prendendo slancio. Per Trump si tratta di una buona notizia. Il presidente ha innanzitutto urgente bisogno di un abbassamento del costo dell’energia: il che è per lui funzionale a rafforzare il Partito repubblicano in vista delle Midterm di novembre. In secondo luogo, l’inquilino della Casa Bianca ha necessità di evitare d’impantanarsi in Iran con costose operazioni di nation building. Sotto questo aspetto, l’eventuale raggiungimento di un’intesa diplomatica con Teheran, potrebbe aiutarlo significativamente. Infine, Trump, dal suo punto di vista, deve rafforzare l’influenza statunitense sullo scacchiere mediorientale in chiave anticinese: è anche in quest’ottica che la Casa Bianca legge la potenziale risoluzione della crisi iraniana (soprattutto per quanto concerne il dossier energetico).
