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Dazi: da martedì stop alle riscossioni delle tariffe illegali, ma Ue e Cina restano col fiato sospeso

Dazi: da martedì stop alle riscossioni delle tariffe illegali, ma Ue e Cina restano col fiato sospeso

Martedì stop alla riscossione dei dazi dichiarati illegali dalla Corte Suprema, ma subentreranno quelli nuovi al 15%. L’Ue intanto chiede chiarezza.

Da martedì 24 febbraio la U.S. Customs and Border Protection cesserà la riscossione dei dazi dichiarati illegali dalla Corte Suprema americana.

La cessazione definitiva scatterà alle ore 00:01 locali di martedì (le 6.01 italiane), ma non si tratta della fine dell’epopea daziaria iniziata dal Presidente americano Donald Trump.

Come già annunciato venerdì dopo la decisione della Corte, infatti, Trump ha imposto dazi universali del 10%, poi alzati al 15%, utilizzando come base una diversa autorità legale. 

I principali partner commerciali di Washington, intanto, restano alla finestra e valutano le mosse da compiere di fronte a uno scenario in rapida evoluzione che rischia di rimettere in discussione gli equilibri commerciali faticosissimamente raggiunti negli ultimi mesi.

La reazione della Commissione

A Bruxelles, la risposta dell’Unione Europea è arrivata con toni insolitamente duri, con la sentenza della Corte che ha indubbiamente dato nuova verve agli euroburocrati.

La Commissione europea ha chiesto “piena chiarezza” sulle misure che gli Stati Uniti intendono adottare a seguito della recente sentenza, sottolineando che la situazione attuale “non favorisce la realizzazione di scambi commerciali e investimenti transatlantici equi, equilibrati e reciprocamente vantaggiosi”.

Il commissario al Commercio Maroš Šefčovič ha peraltro trascorso il fine settimana in contatto diretto con il rappresentante al Commercio Usa Jamieson Greer e con il segretario al Commercio Howard Lutnick, per tentare di trovare una via d’uscita diplomatica.

Sul fronte parlamentare, il presidente della commissione per il Commercio internazionale dell’Europarlamento, il socialdemocratico tedesco Bernd Lange, ha annunciato l’intenzione di sospendere i lavori legislativi sull’accordo UE-USA fino a quando non si avrà “una valutazione giuridica adeguata e impegni chiari da parte degli Stati Uniti”, parlando di “puro caos tariffario” da parte dell’amministrazione americana.

La reazione cinese

Ma tra i principali interlocutori commerciali di Washington, c’è anche Pechino, che nella giornata di oggi ha sfruttato l’occasione per esortare Washington a revocare le nuove misure commerciali “unilaterali”.

In una nota ufficiale diffusa dal governo cinese si legge che Pechino monitorerà attentamente le azioni tariffarie americane e tutelerà “fermamente” i propri diritti e interessi.

Le autorità cinesi hanno dichiarato che “è in corso una valutazione approfondita della sentenza e delle sue potenziali implicazioni“, sottolineando che non esistono vincitori in una guerra commerciale e che il protezionismo non offre alcuna via d’uscita.

La Cina ricorda come, dopo mesi di scontro frontale tra le due superpotenze, a ottobre fosse stata raggiunta una tregua commerciale tra Trump e il presidente Xi Jinping, tregua che ora la sentenza della corte e i nuovi dazi americani rischiano ora di compromettere seriamente.

I nuovi dazi al 15% sono stati infatti imposti attraverso la Section 122 del Trade Act del 1974, norma mai utilizzata prima, e “si riserva di rispondere in modo proporzionato” qualora la situazione dovesse aggravarsi ulteriormente.

Le parole di Tajani

Sulla faccenda è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha avuto un lungo colloquio con il commissario Ue Šefčovič, con l’obiettivo di concordare un’azione comune tra Italia, Commissione europea e Paesi alleati.

A margine dell’incontro a Bruxelles, il titolare della Farnesina ha usato toni distesi ma fermi. Tajani ha dichiarato che alla riunione del G7 “ascolteremo quello che diranno gli americani”, precisando che “abbiamo bisogno di chiarezza, di sapere esattamente qual è la proposta, cosa intendono fare anche con l’accordo raggiunto”.

D’altra parte, ha aggiunto il ministro, persino la sentenza della Corte Suprema “non è chiara, per esempio per quanto riguarda la questione eventuale dei risarcimenti”.

Tajani ha inoltre annunciato la convocazione di una task force sui dazi per aggiornare le imprese italiane sugli sviluppi della situazione, ribadendo la linea del governo: nessuna guerra commerciale, ma nessuna resa incondizionata.

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