Con l’estate e milioni di condizionatori accesi ecco che, come ogni anno, arrivano in molte città i blackout elettrici. Un disagio, ma anche un danno economico, per cittadini e imprese. Ma chi resta senza corrente per diverse ore ha diritto a un rimborso automatico che può arrivare fino a 300 euro accreditato direttamente in bolletta senza bisogno di fare domanda, purché sia in regola con i pagamenti. E le imprese, oltre a un indennizzo più alto, possono proteggersi con polizze assicurative dedicate.
Blackout: quando scatta il rimborso Arera e quanto vale
Il diritto al rimborso per blackout prolungato è stabilito dall’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera). Ci sono delle soglie temporali, che variano in base alla dimensione del Comune di residenza: in quelli con più di 5mila abitanti l’indennizzo per le utenze domestiche parte se il blackout supera le 8 ore consecutive; dove gli abitanti sono meno di 5mila la soglia sale a 12 ore. Superati questi limiti di tempo l’importo del rimborso parte da circa 35 euro e cresce di 17 euro ogni 4 ore, fino a un tetto massimo di 300 euro per le utenze domestiche. Per le attività commerciali e le imprese l’indennizzo è calcolato invece in base alla potenza impegnata e non al solo numero di ore di interruzione. Per le utenze non domestiche fino a 100 kW il rimborso parte da 150 euro, con incrementi di 75 euro ogni 4 ore, fino a un massimo di mille euro. Oltre i 100 kW, invece, la base di partenza è di 270 euro, con aumenti di 135 euro ogni 4 ore, fino a un tetto di 6mila euro. Per le imprese i tempi per fare scattare il rimborso sono più brevi: 4 ore nei Comuni sopra i 5mila abitanti e 6 ore in quelli più piccoli.
Come e quando arriva il Bonus Blackout in bolletta
Il cosiddetto Bonus Blackout non richiede alcuna domanda da parte dell’utente. Si tratta di una somma forfettaria che il venditore di energia accredita automaticamente in bolletta, generalmente entro 60 giorni dal disservizio (massimo 180 giorni). A farsi carico dell’indennizzo può essere il distributore locale, quando il blackout dipende da un guasto sulla rete, oppure il Fondo eventi eccezionali, nei casi in cui l’interruzione sia causata da fenomeni meteorologici estremi o eventi imprevedibili. Ma c’è una condizione fondamentale per poter accedere al risarcimento: bisogna essere in regola con i pagamenti. Chi ha bollette arretrate non riceve l’indennizzo, anche se ha subito il disservizio. E se si ha diritto al bonus ma non lo si vede in bolletta si può sollecitarlo rivolgendosi al proprio fornitore, che dovrà verificare la durata dell’interruzione e, se necessario, coinvolgere il distributore. La richiesta va presentata entro sei mesi dall’interruzione.
Elettrodomestici danneggiati da blackout e risarcimenti aggiuntivi
Il Bonus Blackout è un ristoro forfettario minimo e non copre danni materiali come elettrodomestici bruciati o cibo deteriorato. Per questi casi occorre un reclamo scritto al venditore di energia, che lo trasmette al distributore per la valutazione. È utile allegare prove: foto, ricevute e, se possibile, una relazione tecnica che colleghi il guasto al blackout. Se il reclamo viene respinto, resta disponibile la conciliazione. L’indennizzo automatico riguarda solo l’energia elettrica. Telefonia e internet hanno rimborsi propri, calcolati dalla data del reclamo e non dalla durata del disservizio.
Le polizze assicurative per proteggere le imprese dai blackout
Per le imprese, soprattutto per quelle della ristorazione e somministrazione alimenti, un’interruzione di corrente superiore alle 8 ore significa danno economico di migliaia di euro, tra merce deperibile da buttare e mancati incassi. Il rimborso Arera, in questi casi, copre solo una parte minima del danno reale. Ma ci sono assicurazioni che, all’interno di polizze multirischio per le imprese, possono aiutare. Secondo l’analisi di Facile.it, le coperture principali sono due. C’è la Polizza mancata refrigerazione: copre la perdita o il deterioramento di alimenti, farmaci o altre merci deperibili conservati in frigoriferi, celle frigorifere o congelatori a causa di uno sbalzo di temperatura provocato da un blackout. Ma attenzione alle clausole: alcune prevedono una franchigia temporale minima oppure escludono i guasti dovuti a lavori programmati o a una manutenzione non regolare degli impianti. C’è la Polizza business interruption: protegge l’attività dalle perdite finanziarie derivanti dal blocco, totale o parziale, della produzione o della vendita durante il blackout. In caso di interruzione, la compagnia riconosce un indennizzo giornaliero, che in genere scatta dal secondo giorno di fermo in poi. Quanto costano queste coperture? Secondo i dati raccolti da Facile.it, per una piccola attività di ristorazione la sola garanzia sulla mancata refrigerazione può partire da poco meno di 70 euro l’anno. Per la business interruption, ipotizzando un indennizzo giornaliero di 500 euro in caso di fermo attività, il costo della polizza parte da circa 72 euro l’anno.
