Doppia data da scriversi sul calendario per chi ha debiti con il Fisco e vuole approfittare delle agevolazioni in corso. Da un lato c’è il 30 settembre, la scadenza per chi ha già aderito alla rottamazione quinquies delle cartelle; dall’altro c’è il 16 ottobre, quando si apre una nuova finestra per mettersi in regola per multe e tasse comunali rimaste indietro.
Rottamazione-quinquies: mercoledì 30 settembre scade la seconda rata
Chi ha aderito al piano di definizione agevolata varato con la legge di Bilancio 2026 deve rispettare la scadenza del 30 settembre per il versamento della seconda rata. Per molti contribuenti che hanno scelto il pagamento in due sole soluzioni, questa coincide anche con la rata finale. Attenzione al meccanismo di tolleranza: la legge concede comunque cinque giorni di margine; quindi, i versamenti restano validi se effettuati entro il 5 ottobre. Superata questa soglia, però, il rischio è serio. Le regole prevedono che l’agevolazione decade automaticamente se, a una scadenza, risultano due rate non pagate o pagate solo in parte (la precedente andava versata il 31 luglio). In quel caso si perdono tutti i benefici ottenuti con la rottamazione (sconto su sanzioni e interessi di mora) e il debito residuo torna a seguire le regole ordinarie.
Tributi locali, al via il 16 ottobre la finestra per Imu, Tari, multe e bollo auto
La seconda scadenza riguarda invece chi ha debiti su Imu, Tari, multe stradali o bollo auto. Dal 16 ottobre si potrà presentare domanda per la rottamazione dedicata ai tributi degli enti locali. La misura copre i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 1 gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 e permette di pagare solo l’importo originariamente dovuto, cancellando sanzioni, interessi di mora e aggio. Le domande si presentano online sul portale della Riscossione e il termine ultimo per farlo è il 15 dicembre 2026. Entro il 15 ottobre l’Agenzia pubblicherà le modalità operative e renderà disponibili nell’area riservata di ogni contribuente i dati per individuare i debiti effettivamente rottamabili. Chi ha già un piano di pagamento a rate in corso per lo stesso debito può comunque chiedere la rottamazione.
Non tutti i Comuni hanno detto sì alla rottamazione: come verificare se il proprio ente ha aderito
La rottamazione sui tributi locali non si applica automaticamente ovunque: ogni Regione, Provincia o Comune ha dovuto decidere autonomamente se aderire. Il risultato è una mappa a macchia di leopardo, con quasi 1.500 enti che hanno detto sì. Tra le Regioni hanno aderito Basilicata, Campania, Lazio, Puglia e Umbria. Tra i grandi Comuni figurano Roma, Napoli, Bari, Palermo, Genova e Catania, mentre città come Milano, Bologna e Firenze non hanno scelto questa strada. La Sicilia guida la classifica con oltre 260 Comuni aderenti, seguita da Campania e Calabria, e in generale la maggior parte delle adesioni arriva dal Sud e dalle Isole. Per sapere con certezza se il proprio Comune rientra nella misura bisogna controllare direttamente il sito dell’ente o consultare la propria area riservata sul portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, dove entro il 15 ottobre compariranno i debiti effettivamente sanabili. Se non risulta nulla, significa che l’ente non ha attivato la rottamazione per quella tipologia di entrata.
Come si paga: rate, interessi e scadenze da ricordare
Una volta presentata la domanda, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione comunicherà l’importo dovuto entro il 28 febbraio 2027. Da quel momento il contribuente potrà scegliere tra due strade: pagare tutto in un’unica soluzione entro il 31 marzo 2027 oppure dilazionare l’importo fino a un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo, con una soglia minima di 100 euro a rata (il numero massimo di rate viene calcolato automaticamente in base al debito). Chi opta per il pagamento a rate dovrà considerare che, a partire dal 1 aprile 2027, sugli importi residui si applicano interessi al 3% annuo. Le scadenze da tenere a mente per il primo anno sono il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre; dal secondo anno in poi si aggiungono anche il 31 gennaio e il 31 marzo. È fondamentale non perdere le scadenze: come per la quinquies, il mancato pagamento di più rate può far perdere i benefici della sanatoria.
