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Nuove banconote euro, svolta storica: ecco quando cambiano e cosa vedremo davvero

Nuove banconote euro, svolta storica: ecco quando cambiano e cosa vedremo davvero

La BCE prepara il restyling delle banconote euro: design deciso entro il 2026, introduzione dal 2028. Temi, personaggi e cosa cambia davvero.

Non è solo una questione estetica, e ridurre il progetto a un cambio di immagine sarebbe quasi ingenuo: il rinnovamento delle banconote in euro è, in realtà, uno dei passaggi più simbolici degli ultimi anni per l’identità europea, un’operazione che tiene insieme sicurezza, percezione pubblica e narrazione culturale, e che ora – dopo anni di annunci e preparazione – è finalmente entrata nella sua fase più concreta.

Il percorso è stato avviato già nel 2021 dalla Banca Centrale Europea, ma è solo il 15 luglio 2025 che il processo ha preso davvero forma, con l’apertura ufficiale del concorso destinato ai grafici di tutta Europa, chiamati a immaginare il futuro visivo della moneta unica, con un doppio obiettivo: rafforzarne la sicurezza e ridurne l’impatto ambientale, in un momento storico in cui anche il denaro fisico è chiamato a giustificare la propria esistenza.

Nuove banconote euro, svolta storica: ecco quando cambiano e cosa vedremo davvero
Nuove banconote euro, svolta storica: ecco quando cambiano e cosa vedremo davvero

Una decisione entro il 2026, ma le nuove banconote arriveranno più tardi

Il calendario è ormai definito, e scandisce un’attesa che ha già il sapore di un passaggio storico. Entro la fine di aprile 2026, i designer selezionati dovranno presentare le loro proposte, che verranno valutate da una giuria di esperti incaricata di individuare fino a dieci progetti finalisti. Una prima scrematura è attesa già per giugno, quando il lavoro tecnico lascerà spazio a una fase più politica e, in un certo senso, più narrativa.

A quel punto entreranno in gioco i cittadini europei, chiamati a esprimere la propria opinione attraverso un sondaggio pubblico che servirà alla Bce per comprendere quale immaginario risulti più rappresentativo. La decisione finale spetterà comunque al Consiglio direttivo dell’istituzione, che a fine 2026 svelerà il design definitivo delle nuove banconote.

Eppure, tra l’annuncio e la realtà ci sarà ancora distanza: test di sicurezza, verifiche sui materiali e produzione industriale richiederanno tempo, probabilmente anni. L’orizzonte realistico per l’introduzione concreta si colloca attorno al 2028, se non oltre.

Due visioni d’Europa: cultura o natura

Il punto più interessante, e forse più rivelatore, riguarda i temi scelti per guidare il lavoro dei designer. Dopo una consultazione pubblica avviata nel 2023, la Bce ha individuato due direzioni narrative che raccontano due modi diversi di pensare l’Europa.

Da una parte, il tema della cultura europea, che mette al centro figure iconiche e luoghi di condivisione, trasformando le banconote in una sorta di galleria diffusa della memoria collettiva. Dall’altra, un approccio più simbolico e contemporaneo, legato a fiumi e uccelli, immagini naturali che evocano l’assenza di confini e la libertà di movimento.

Nel primo caso, i protagonisti sono nomi che definiscono da soli un intero immaginario culturale: Maria Callas per le arti performative, Ludwig van Beethoven per la musica, Marie Curie per il sapere scientifico, Miguel de Cervantes per la letteratura, Leonardo da Vinci per l’arte e la creatività, fino a Bertha von Suttner, simbolo di un’Europa costruita anche sul dialogo e sulla pace.

Ogni banconota, in questa visione, non è solo un mezzo di pagamento ma un racconto condensato, un frammento di identità che passa di mano in mano, quotidianamente, senza bisogno di spiegazioni.

Nel secondo scenario, invece, l’Europa si allontana dai volti e si affida ai paesaggi: fiumi che attraversano territori senza fermarsi, uccelli migratori che ignorano le frontiere, immagini che parlano di connessione più che di appartenenza. Una scelta meno celebrativa, ma forse più contemporanea, che riflette una sensibilità diversa, più fluida e meno gerarchica.

La fine definitiva del taglio da 500 euro

In questo nuovo ciclo, c’è anche una conferma che chiude definitivamente un capitolo: la banconota da 500 euro non tornerà. Già ritirata tra il 2019 e il 2020, resta fuori dal progetto per una ragione tanto semplice quanto significativa: il suo utilizzo era spesso associato a operazioni opache, dal riciclaggio all’evasione fiscale.

Eliminare quel taglio significa, in fondo, prendere posizione su cosa debba essere – e cosa non debba essere – il denaro in Europa.

Un cambiamento che va oltre il design

Il vero punto, però, è un altro: per la prima volta dalla nascita dell’euro, non si tratta di un aggiornamento tecnico o di un restyling marginale, ma di una trasformazione radicale del linguaggio visivo della moneta.

E questo implica una domanda più ampia, che supera la grafica: che cosa vuole raccontare oggi l’Europa di sé stessa?

Se le prime serie di banconote puntavano su architetture immaginarie, volutamente neutre per evitare gerarchie tra Paesi, oggi la scelta è diversa, più esplicita, quasi più ambiziosa. Che si tratti di volti o di paesaggi, il nuovo euro sembra voler uscire dall’anonimato e costruire un immaginario riconoscibile.

Non è solo un cambiamento di design. È un tentativo di ridefinire il modo in cui un’intera comunità si rappresenta – anche attraverso qualcosa di apparentemente quotidiano come una banconota.

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