L’IT Wallet parte davvero. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il portafoglio digitale pubblico entra nella sua fase attuativa, con regole precise, scadenze e obblighi per Pubblica amministrazione, gestori di servizi pubblici e, in prospettiva, anche per i privati.
Cos’è l’IT Wallet e come funziona il portafoglio digitale in un’app
L’IT Wallet è il portafoglio digitale integrato nell’app IO, creato per custodire in formato elettronico documenti personali e attestati ufficiali: dalla patente di guida alla tessera sanitaria, passando per certificati anagrafici, licenze e deleghe. Alcuni documenti, come patente e tessera sanitaria, sono già disponibili su IO dal dicembre 2024. Ora il sistema si allarga e si struttura, permettendo di presentare a imprese e pubbliche amministrazioni le informazioni necessarie per accedere ai servizi sotto forma di attestati elettronici, senza bisogno del documento cartaceo. Sono due i soggetti pubblici che se ne occupano. PagoPA, la società che gestisce già l’app IO, costruisce e mantiene l’infrastruttura su cui gira tutto il sistema, e sarà quella che porterà il portafoglio digitale nelle mani di tutte le amministrazioni pubbliche e, più avanti, anche di aziende private. L’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (lo stesso che stampa banconote e documenti di identità) ha invece il compito di verificare l’identità degli utenti e certificarne l’identità digitale. Il controllo passa dal sistema CIEid, pensato per garantire il massimo livello di sicurezza.
Le scadenze per la Pubblica amministrazione: quando scatta l’obbligo
Il decreto detta i tempi, e sono scaglionati. Il primo passo è già compiuto: dal 3 agosto 2026 gli enti collegati all’Anagrafe nazionale della popolazione residente devono essere operativi. Per Comuni e altri enti pubblici c’è invece un anno di tempo: dovranno registrarsi come “fonti autentiche” entro il 3 agosto 2027, rendendo disponibili i propri dati in forma di attestati elettronici. Un passaggio in più riguarda l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che avrà tempo fino al 3 febbraio 2028 per essere in grado di rilasciare gli attestati anche dopo aver verificato l’identità dell’utente tramite Carta d’Identità Elettronica o SPID.
Per i cittadini nessun obbligo, ma qualche vantaggio in più
Per i cittadini, almeno per ora, non cambia nulla per obbligo. Chi vuole può continuare a usare patente e tessera sanitaria di carta esattamente come prima. L’obbligo, infatti, riguarda solo gli enti pubblici, non le persone: usare l’IT Wallet resta una scelta, non un dovere. Anche le aziende private potranno agganciarsi al sistema dal 3 agosto 2026, ma sempre su base volontaria. Chi però decide di passare al digitale, un vantaggio lo ottiene: gli attestati mostrati tramite IT Wallet valgono, per legge, come SPID o carta d’identità elettronica, e non serve più superare i controlli cartacei previsti dalle vecchie norme. Tradotto: meno fotocopie da presentare, meno file agli uffici, tempi più rapidi sia per chi mostra un documento sia per chi lo deve verificare. Sul fronte economico, per i cittadini i servizi di base restano e resteranno gratuiti; eventuali funzioni aggiuntive, come sistemi antifrode o l’erogazione di bonus tramite piattaforma nazionale, potranno invece essere offerte a pagamento ad aziende e professionisti.
I dati su IT Wallet: cosa prevedono le regole della privacy
Restare al passo con il GDPR, la normativa europea sulla privacy, è uno dei paletti fissati dal decreto. In concreto significa due cose: nessuno potrà tracciare le transazioni degli utenti sull’IT Wallet senza il loro consenso esplicito, e i dati dovranno restare separati. Chi fornisce il servizio non potrà raccogliere informazioni superflue né mescolare i dati di identità con quelli di altri servizi eventualmente utilizzati dalla stessa persona.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Il decreto fa partire ufficialmente l’IT Wallet, ma il percorso è appena all’inizio: restano da definire l’apertura ai wallet privati, i costi dei servizi a pagamento appena descritti e il collegamento con il futuro sistema di identità digitale europeo. Chi vuole può iniziare già oggi a usare il portafoglio digitale nell’app IO, chi preferisce aspettare può continuare tranquillamente con i documenti di sempre.
