Home » Attualità » Economia » GPS per cani e gatti, il boom della Pet-Tech da 3,5 miliardi: cosa sono, come funzionano e come sceglierli

GPS per cani e gatti, il boom della Pet-Tech da 3,5 miliardi: cosa sono, come funzionano e come sceglierli

GPS per cani e gatti, il boom della Pet-Tech da 3,5 miliardi: cosa sono, come funzionano e come sceglierli

Dai tracciatori con SIM al Bluetooth, fino a geofence e monitoraggio delle abitudini: guida pratica per capire quali dispositivi sono davvero utili e come trovare quello giusto per il proprio pet

Da “nicchia” a mercato miliardario. I GPS tracker per cani e gatti non sono più solo un gadget tecnologico, ma sono strumenti sempre più diffusi.  Sapere dove si trova il proprio animale, ricevere un alert in caso di fuga e monitorarne le abitudini nel tempo è un’esigenza sempre più diffusa. E così il settore del tracciamento di cani e gatti corre, come la pet economy e si stima raggiungerà i 3,5 miliardi di dollari entro il 2033. In Italia, dove secondo Istat 4 famiglie su 10 convivono con almeno un pet, cresce la domanda. Ma quanto sono davvero utili questi dispositivi e come sceglierli? Kippy (azienda specializzata in dispositivi di tracciamento per animali domestici) ha fatto una guida pratica, che mette a confronto le tecnologie di tracciamento e dà consigli ai proprietari di animali su come orientarsi.

GPS tracker per animali domestici: cosa sono e perché stanno diventando indispensabili

I GPS tracker sono dispositivi applicati al collare che permettono di localizzare l’animale e monitorarne i movimenti attraverso un’app. Non solo. Negli ultimi anni non si limitano più a indicare solo una posizione, ma raccolgono dati su attività fisica, abitudini e comportamenti. Secondo gli operatori del settore, il valore reale non sta nel controllo costante, ma nella capacità di prevenire situazioni critiche. Ma esistono due varianti: GPS tracker con SIM integrata e dispositivi Bluetooth. Quest’ultimi funzionano a corto raggio e dipendono dalla presenza di altri dispositivi nelle vicinanze. In pratica, oltre i 10-30 metri la connessione si perde, rendendoli poco efficaci se l’animale si allontana di più e in zone isolate. I GPS tracker con SIM integrata, invece, sfruttano la rete cellulare e permettono una localizzazione a distanza potenzialmente illimitata. Questo significa poter seguire il proprio animale anche a chilometri da casa, ricevendo aggiornamenti direttamente sullo smartphone e ricostruendo gli spostamenti nel tempo. Come scegliere? La scelta dipende dal contesto d’uso e dalle abitudini dell’animale.

Il mito del “live tracking” dei pet: cosa aspettarsi davvero

Molti proprietari si aspettano una precisione assoluta e aggiornamenti continui, simili a quelli di un navigatore. In realtà, questa aspettativa va ridimensionata. La modalità “live” esiste, ma ha un impatto significativo sulla batteria: un dispositivo può durare fino a 15 giorni in modalità standard, ma solo poche ore con aggiornamenti continui. Anche la precisione varia: all’aperto, il margine di errore è generalmente tra i 5 e i 15 metri, mentre in ambienti chiusi può arrivare fino a 50 metri. A impattare sono la qualità del segnale GPS e la copertura della rete cellulare.

Oltre la posizione: sicurezza, dati e benessere animale

Aldilà della posizione sono sempre più le funzioni avanzate sui dispositivi di tracciamento. Tra queste c’è l’Alert e geofence, che permette di impostare un’area sicura e ricevere notifiche immediate se l’animale la oltrepassa. Ci sono poi lo storico dei movimenti e le mappe di calore, che aiutano a comprendere le abitudini del proprio pet. Sapere dove un gatto trascorre più tempo o quali percorsi preferisce un cane consente di individuare rapidamente eventuali cambiamenti e attivarsi. Anche il monitoraggio dell’attività fisica gioca un ruolo chiave: variazioni nei livelli di movimento o nel sonno possono essere segnali precoci di problemi di salute.

Come scegliere il GPS tracker giusto per cani e gatti: tecnologia, costi e bisogni reali

Secondo gli esperti prima dell’acquisto è fondamentale porsi alcune domande. L’animale vive principalmente in casa o all’aperto? Qual è il suo peso e la sua età? La zona in cui si vive è ben coperta dalla rete cellulare? Si hanno chiare le differenze tra GPS con SIM e Bluetooth tracker? E poi bisogna pensare a cosa può tollerare meglio il proprio pet. Per i gatti, ad esempio, non tutti tollerano il collare, e per questo è importante scegliere dispositivi leggeri, con sgancio anti-strozzo, e introdurli gradualmente. Infine, va considerato il costo complessivo: oltre al prezzo del dispositivo, i modelli con SIM integrata prevedono spesso un abbonamento. “L’obiettivo non è tenere il proprio animale sotto sorveglianza costante, ma avere la serenità di sapere che, se qualcosa cambia, arriva subito un segnale. Conoscere le abitudini normali di un cane o di un gatto, ricevere un alert quando escono dall’area sicura, monitorare l’attività nel tempo, sono queste le funzioni utili ai proprietari e che trasformano un dispositivo tecnologico in uno strumento di cura quotidiana”, spiega Iacopo Buccarelli, Brand Reputation & Retention di Kippy.

© Riproduzione Riservata