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Ferrovie dello Stato, ritorno all’utile e numeri record: 18 miliardi di investimenti trainati dal PNRR

Ferrovie dello Stato, ritorno all’utile e numeri record: 18 miliardi di investimenti trainati dal PNRR

FS chiude il 2025 con utile positivo, ricavi a 17,3 miliardi e investimenti record da 18,3 miliardi. Tutti i numeri, le business unit e le prospettive

Il 2025 segna molto più di un ritorno all’utile per il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane: segna l’inizio di una nuova fase industriale, in cui la crescita convive con una trasformazione profonda e con il peso, inevitabile, di investimenti senza precedenti.

Il bilancio approvato dal Consiglio di Amministrazione restituisce un quadro netto: utile a 30 milioni di euro, dopo la perdita di 208 milioni del 2024, ricavi operativi a 17,3 miliardi (+4%), EBITDA a 2,4 miliardi (+6%) ed EBIT a 350 milioni (+2%). Numeri che, letti insieme, raccontano una traiettoria precisa: il Gruppo sta tornando a generare valore mentre accelera sul piano industriale.

A rafforzare questo equilibrio contribuisce anche la struttura finanziaria: la posizione finanziaria netta scende a 12,8 miliardi (-0,7 miliardi), i mezzi propri salgono a 41,8 miliardi, e il rapporto tra debito e patrimonio resta stabile intorno allo 0,3.

PNRR e infrastrutture: dove si gioca davvero la partita

Il vero motore del 2025, però, non è nei conti ma nei cantieri. Con 18,3 miliardi di euro di investimenti tecnici, il livello più alto mai raggiunto, FS consolida il proprio ruolo di piattaforma industriale del Paese.

Di questi, circa 16 miliardi sono legati al PNRR, con tutte le milestone europee rispettate. Il 98% degli investimenti resta in Italia, con circa 12 miliardi destinati alla rete ferroviaria e 4 miliardi alle infrastrutture stradali.

Tra le opere principali figurano la Brescia-Verona-Vicenza-Padova, il Terzo Valico dei Giovi, la Napoli-Bari e il corridoio Palermo-Catania-Messina. Il calo degli anticipi ai fornitori, scesi a 83 milioni (oltre -90%), segnala un avanzamento concreto dei cantieri.

Ricavi in crescita, ma con un equilibrio più fragile

I ricavi crescono, ma lo fanno in modo articolato. Il cuore resta il trasporto, con 9,2 miliardi di euro (+483 milioni), sostenuti sia dal traffico ferroviario passeggeri (+312 milioni, di cui +233 milioni all’estero) sia dal trasporto su gomma (+169 milioni).

Ancora più dinamica la componente infrastrutturale, che sale a 5,1 miliardi (+10%), mentre gli altri ricavi operativi scendono a 3 miliardi (-231 milioni) per effetto della normalizzazione dopo le operazioni straordinarie del 2024.

Sul lato opposto, i costi operativi arrivano a 14,9 miliardi (+4%), spinti dall’aumento dell’organico, dal costo del lavoro e dalle manutenzioni.

Le business unit: due velocità dentro lo stesso gruppo

Le infrastrutture ferroviarie si confermano il vero motore, con ricavi a 3,5 miliardi (+9%), EBITDA a 364 milioni (oltre +200%) e investimenti a 12 miliardi, pari al 66% del totale.

Anche le infrastrutture stradali crescono, con 4,7 miliardi di ricavi (+11%), EBITDA a 166 milioni (+39%) e investimenti a 3,7 miliardi (20% del totale). Più complesso il quadro del trasporto passeggeri nazionale, con ricavi a 6,4 miliardi (-2%), EBITDA a 1,6 miliardi (-12%) e investimenti a 1,7 miliardi (-9%). In forte espansione il trasporto internazionale passeggeri, con 2,5 miliardi di ricavi (+20%) ed EBITDA a 221 milioni (+97%), trainato da Netinera, Qbuzz, Trenitalia France e Hellenic Train. Il trasporto merci registra ricavi a 1,4 miliardi (+4%) ed EBITDA a 105 milioni (+72%), nonostante un calo dei volumi. La divisione Altri servizi scende a 1,3 miliardi (-17%), per effetto dell’assenza delle operazioni immobiliari del 2024.

Occupazione, sostenibilità e finanza green

FS continua a essere anche un attore occupazionale, con 8.515 assunzioni nel 2025 e un totale di 96.841 dipendenti, di cui oltre 13.000 in Europa.

Sul fronte ambientale, le emissioni si attestano a 1,87 milioni di tonnellate di CO2 equivalente (-15% rispetto al 2024 e -27% rispetto al 2019), mentre il 94,7% dei rifiuti viene recuperato o differenziato. Gli investimenti ecosostenibili superano i 12,5 miliardi di euro, pari all’89% del totale.

Prosegue anche il ricorso alla finanza sostenibile, con un’emissione Eurofima da 400 milioni, un green bond da 800 milioni e ulteriori finanziamenti per 250 milioni.

Rating solidi e una strategia da 100 miliardi

Le agenzie confermano la solidità del Gruppo: Standard & Poor’s assegna un rating BBB+/A-2 con outlook stabile, mentre Fitch conferma BBB+/F1, anch’esso con outlook stabile.

Il miglioramento della struttura finanziaria è sostenuto dal cash flow operativo, nonostante l’elevato livello di investimenti.

Il 2025 si inserisce nel percorso del Piano Strategico 2025-2029, che prevede oltre 100 miliardi di euro di investimenti per modernizzare infrastrutture, migliorare i servizi e rafforzare la presenza internazionale.

Il Gruppo accelera sul rinnovo della flotta Trenitalia, sullo sviluppo della logistica integrata FS Logistix e sull’implementazione del sistema ERTMS, confermandosi una delle principali piattaforme industriali del Paese.

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