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Energia, dal 2026 cambio fornitore luce in 24 ore: chi potrà farlo e quanto ci vorrà davvero

Energia, dal 2026 cambio fornitore luce in 24 ore: chi potrà farlo e quanto ci vorrà davvero

Il passaggio rapido tra operatori diventa realtà anche in Italia: riguarda solo i clienti domestici, non morosi e solo per l’elettricità. L’intera procedura potrà richiedere in realtà fino a cinque giorni

Da dicembre cambiare fornitore di energia elettrica sarà molto più rapido, anche in Italia. Il processo tecnico di switching in 24 ore lavorative, cheBruxelles aveva previsto lo dal 1 gennaio 2026, entrerà in vigore nel nostro Paese dal 1 dicembre 2026. Attenzione però: lo switch in 24 ore non riguarderà tutti i clienti né tutte le forniture energetiche. La novità sarà limitata ai contratti domestici di energia elettrica (il gas resta escluso) e, nella pratica, facendo i conti, l’intera procedura potrà richiedere fino a circa cinque giorni lavorativi, comunque molto meno delle tre settimane previste oggi.

Cambio fornitore luce in 24 ore: perché l’Europa spinge sullo switch veloce

Il cambio rapido del fornitore non è solo una questione di comodità per i consumatori. Dietro la riforma c’è una logica precisa: rafforzare la concorrenza nel mercato energetico, con conseguenze su bollette e trasparenza. Se un cliente può cambiare gestore quasi immediatamente, i fornitori sono costretti a proporre offerte più competitive per evitare di perdere clienti in tempi brevi. Il principio è lo stesso che esiste da anni nel settore delle telecomunicazioni. Dal 2012, infatti, la portabilità del numero consente di cambiare operatore telefonico rapidamente mantenendo lo stesso numero. Ora si replica nel mercato energetico. In alcuni Paesi europei il sistema è già operativo. La Germania, ad esempio, ha introdotto il cambio fornitore in 24 ore già da giugno 2025.

Chi potrà cambiare gestore in un giorno: i clienti esclusi

La novità non varrà per tutti però. Innanzitutto, lo switch veloce riguarderà soltanto i clienti domestici, quindi le famiglie. Restano esclusi, almeno per il momento, altri soggetti come le piccole e medie imprese, nonostante il decreto legislativo di recepimento della direttiva europea avesse previsto una platea più ampia. Un’altra condizione fondamentale riguarda i pagamenti. Potranno accedere alla procedura rapida solo i clienti non morosi. L’esclusione scatta solo nei casi di morosità grave e prolungata, quando il venditore ha già richiesto la sospensione della fornitura oppure ha avviato una richiesta di indennizzo nell’ambito del cosiddetto “turismo energetico”, cioè il cambio di operatore per evitare di saldare le bollette arretrate. Infine, almeno in questa prima fase, la misura riguarderà solo l’energia elettrica. Le forniture di gas restano escluse dal nuovo sistema di cambio rapido.

Cambio fornitore luce: come funziona e quanto tempo servirà davvero

Anche se si parla di cambio fornitore in 24 ore, nella pratica il processo richiederà qualche giorno in più. Prima di avviare lo switch, infatti, viene effettuato un controllo preliminare sui dati del cliente e della fornitura. Una verifica che serve soprattutto a controllare le situazioni di morosità. Il controllo può durare fino a due giorni lavorativi. In alcuni casi, quando nel passaggio sono coinvolti più operatori del sistema elettrico, possono essere necessari altri due giorni di verifiche tecniche. Solo dopo questi controlli parte il cambio vero e proprio del fornitore, che secondo le nuove regole dovrà essere completato entro un giorno lavorativo. In sostanza, anche se la fase tecnica durerà 24 ore, l’intera procedura potrebbe richiedere fino a circa cinque giorni lavorativi.Un miglioramento significativo comunque rispetto alle settimane, anche tre, di oggi. Per i consumatori questo significa poter cambiare operatore molto più rapidamente, approfittando delle offerte più convenienti sul mercato e reagendo più velocemente alle variazioni dei prezzi dell’energia.

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