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Ecco come cambia la ricchezza degli italiani: addio liquidità, benvenuti investimenti

Ecco come cambia la ricchezza degli italiani: addio liquidità, benvenuti investimenti

La ricchezza degli italiani vola a 6.150 miliardi: meno liquidità, più azioni e fondi. Ecco come cambiano i portafogli grazie alla stabilità del governo Meloni

Nonostante uno scenario geopolitico instabile e un’economia globale attraversata da forti turbolenze, l’Italia sorprende. Nel 2025 la ricchezza finanziaria delle famiglie ha raggiunto quota 6.150 miliardi di euro, con un aumento del 4,5% rispetto all’anno precedente. Un balzo di oltre 266 miliardi che racconta una storia diversa da quella, spesso cupa, del dibattito pubblico. A sottolinearlo è un report del Centro Studi di Unimpresa: l’economia italiana è più solida e flessibile di quanto si creda, capace di resistere alle crisi e di adattarsi ai cambiamenti.

Ma dietro questo risultato non c’è solo la proverbiale prudenza dei risparmiatori italiani. C’è anche un fattore politico non secondario: la stabilità garantita dal governo Meloni, che ha restituito fiducia alle famiglie e agli operatori economici. In un’Europa attraversata da governi deboli e da continui scossoni, l’Italia ha finalmente potuto contare su un esecutivo solido e coerente, capace di dare un orizzonte di medio e lungo periodo alle scelte economiche.

Meno liquidità, più investimenti

Il cambiamento più interessante riguarda la composizione dei portafogli. Gli italiani stanno gradualmente abbandonando l’idea di tenere i soldi fermi sul conto corrente. Pur restando la voce più consistente, i depositi bancari crescono meno del totale e perdono peso relativo. I conti correnti salgono a 1.140,9 miliardi, ma la loro incidenza scende al 18,6%. Ancora più netto il calo dei depositi, che diminuiscono a 432,5 miliardi.

Questo significa una cosa sola: la liquidità improduttiva viene trasformata in investimento. Le famiglie cercano rendimenti migliori e maggiore protezione dall’inflazione, orientandosi verso strumenti più dinamici. È il segno di una maturazione finanziaria favorita anche da un clima di fiducia verso il futuro della Nazione.

La corsa verso titoli, azioni e fondi

La vera protagonista del 2025 è la componente di mercato. Le azioni e le partecipazioni crescono di quasi 130 miliardi, superando quota 1.875 miliardi e arrivando a rappresentare oltre il 30% della ricchezza complessiva. Anche i fondi comuni volano, con un aumento dell’8%. I titoli a medio-lungo termine salgono, mentre quelli a breve calano: gli investitori scelgono orizzonti più lunghi, segno di fiducia nella stabilità economica.

Anche le riserve assicurative continuano ad aumentare, confermando il ruolo centrale della previdenza e della protezione del risparmio in una nazione che invecchia ma non smette di pianificare.

La stabilità come leva di crescita

Come ha spiegato Paolo Longobardi, presidente di Unimpresa, questo patrimonio può diventare il motore di una nuova fase di crescita se indirizzato verso le imprese, soprattutto le Pmi. Ed è qui che il ruolo del governo diventa decisivo. La linea di serietà sui conti pubblici, la continuità dell’azione dell’esecutivo e il recupero di credibilità internazionale hanno creato le condizioni perché il risparmio non si ritraesse, ma anzi crescesse.

In un’Europa spesso paralizzata dall’incertezza politica, l’Italia di Giorgia Meloni dimostra che stabilità e visione possono fare la differenza.

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