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Caldo record, ma i prezzi di frutta e verdura scendono: ecco perché

Caldo record, ma i prezzi di frutta e verdura scendono: ecco perché
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Le alte temperature accelerano maturazione e raccolti, aumentando l’offerta e riducendo i prezzi all’ingrosso. Ecco quali prodotti costano meno e perché il caldo può far risparmiare

Caldo record in tutta Italia e sui banchi della frutta e della verdura c’è una sorpresa: i prezzi non salgono, scendono. Ciliegie, meloni, angurie, zucchine e fagiolini costano meno rispetto a settimane fa e il motivo è proprio il termometro rovente. Lo confermano i dati della Borsa della Spesa, che monitora costantemente i listini all’ingrosso nei mercati italiani.

Perché il caldo fa scendere i prezzi della frutta e della verdura

Il legame tra temperature elevate e prezzi in calo si spiega con due meccanismi che agiscono contemporaneamente. Il primo riguarda la velocità con cui i prodotti si deteriorano. Con il caldo intenso, frutta e verdura maturano e si rovinano molto più rapidamente dopo la raccolta. Per evitare che la merce resti invenduta e finisca per marcire nei magazzini, grossisti e produttori sono costretti ad abbassare i prezzi e a far girare le scorte il più in fretta possibile. Il secondo fattore è l’aumento dell’offerta. Le temperature elevate stimolano la crescita e accelerano la maturazione delle colture tipicamente estive, facendo arrivare sui mercati all’ingrosso grandi quantità di prodotto in tempi molto ristretti. Quando l’offerta cresce più velocemente della domanda, l’effetto naturale è un calo dei prezzi. E poi ci sono le abitudini di acquisto: il caldo intenso spinge i consumatori verso frutta e verdura (boom di richieste), ma nello stesso periodo le grandi città iniziano a svuotarsi per le vacanze. Il risultato è una richiesta che si sposta dai centri urbani verso le località di mare, mentre nelle metropoli la domanda si contrae temporaneamente, contribuendo ulteriormente a mantenere bassi i listini.

I prezzi nel dettaglio: ciliegie, meloni, angurie e zucchine più economici

I ribassi più significativi di questi giorni riguardano alcuni dei frutti simbolo dell’estate. Innanzitutto, le ciliegie, che stanno per finire la stagione, e che sono scesi a 2 euro al chilo per le pezzature piccole e i 5 euro per i calibri maggiori. I meloni, grazie a una produzione abbondante in Lazio e Lombardia, oscilla tra 0,80 e 1,40 euro al chilo per il retato e tra 1,50 e 2 euro al chilo per quello liscio. Il prezzo delle angurie è sceso del 15,6% in una settimana, quello delle zucchine dell’11%. Anche i fagiolini e i cetrioli sono in calo rispetto a qualche settimana fa.
Va però considerato che si tratta di listini all’ingrosso: i prezzi finali al dettaglio possono variare da città a città e da punto vendita a punto vendita, anche in base ai margini applicati lungo la filiera.

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