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Attentato a Monaco, esplosione ferisce l’oligarca ucraino Vadym Ermolaev e la sua famiglia

Attentato a Monaco, esplosione ferisce l’oligarca ucraino Vadym Ermolaev e la sua famiglia
Getty Images

Un ordigno esplode davanti a un palazzo nel cuore del Principato: tre feriti, due in condizioni critiche. Gli investigatori seguono la pista dell’attentato e danno la caccia al sospetto ripreso dalle telecamere. Per Monaco si tratta di un episodio senza precedenti nella storia recente

Una violenta esplosione ha spezzato la tranquillità del Principato di Monaco. Erano da poco passate le 20.50 quando un ordigno è esploso in Rue Révérend Père Louis Frolla, a ridosso del confine con la Francia. Il bilancio è di tre feriti, tutti appartenenti allo stesso nucleo familiare, tra cui Vadym Ermolaev, la moglie e il figlio di 13 anni. Le condizioni dell’imprenditore e della consorte sono giudicate gravi. Per il ministro di Stato Christophe Mirmand la pista privilegiata resta quella dell’attentato. Ermolaev, 58 anni, è considerato uno degli imprenditori più facoltosi dell’Ucraina. Il suo gruppo è attivo nei settori immobiliare, industriale e agricolo. Nel 2019 ha rinunciato alla cittadinanza ucraina acquisendo quella cipriota. Quattro anni più tardi il presidente Volodymyr Zelensky gli ha imposto sanzioni personali con l’accusa di aver mantenuto i propri interessi economici in Crimea dopo l’annessione russa, attraverso una rete di società di comodo operanti secondo la legislazione di Mosca.

Gli investigatori ritengono possibile che l’obiettivo dell’azione fosse proprio la famiglia Ermolaev, anche se nessuna ipotesi viene al momento esclusa. Gli accertamenti dovranno stabilire se il bersaglio fosse realmente l’oligarca oppure qualcun altro presente nello stabile al momento dello scoppio.Un tassello fondamentale dell’inchiesta è rappresentato dalle registrazioni del sistema di videosorveglianza. Le immagini mostrerebbero un individuo che deposita uno zaino davanti all’ingresso dell’edificio prima di allontanarsi in fretta verso Beausoleil, sul territorio francese. Pochissimi secondi dopo l’ordigno è entrato in funzione.L’esplosione ha investito l’accesso al palazzo causando il ferimento dei tre familiari. Ermolaev e la consorte restano ricoverati in prognosi riservata, mentre il figlio, pur avendo riportato traumi importanti, non sarebbe in imminente pericolo di vita. Secondo quanto riferito da Mirmand, la bomba era stata riempita con bulloni e altri elementi metallici per aumentarne la capacità lesiva. Gli specialisti della polizia giudiziaria stanno ora ricostruendo ogni fase dell’attacco per identificare chi abbia organizzato e materialmente eseguito l’azione.

Sul posto sono arrivati gli artificieri, gli esperti della polizia scientifica e gli investigatori del Principato mentre la Gendarmeria ha disposto un rafforzamento dei controlli lungo gli attraversamenti verso la Francia, concentrando le ricerche soprattutto nell’area di La Turbie, dove potrebbe essersi diretto il sospettato ripreso dalle telecamere. «Per quanto mi risulta, Monaco non aveva mai dovuto affrontare un fatto di questa natura», ha affermato il procuratore Thibault Stéphane, evidenziando il carattere eccezionale dell’episodio. L’indagine è ancora in una fase preliminare e dovrà chiarire non soltanto chi fosse il destinatario dell’attacco, ma anche il contesto nel quale è maturata un’azione tanto insolita. Da sempre Monaco rappresenta uno dei Paesi con il più elevato livello di sicurezza al mondo. La cronaca locale è stata segnata soprattutto da vicende di natura finanziaria, riciclaggio internazionale e isolati episodi riconducibili alla criminalità organizzata. Il caso più noto resta quello del banchiere Edmond Safra, morto nel 1999 nell’incendio doloso della propria residenza. Mai, però, il Principato aveva dovuto confrontarsi con un attentato realizzato mediante un ordigno esplosivo collocato in una zona abitata. Un elemento che conferisce all’accaduto una portata storica e destinata ad avere inevitabili ripercussioni anche sul sistema di sicurezza del piccolo Stato.

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