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Bonus trasporti 2027 fino a 400 euro: chi potrà ottenerlo e come funzionerà la graduatoria

Bonus trasporti 2027 fino a 400 euro: chi potrà ottenerlo e come funzionerà la graduatoria
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Sommario SEO: Il bonus trasporti 2027 potrà arrivare fino a 400 euro all’anno e sarà assegnato attraverso una graduatoria basata su ISEE, distanza dal lavoro o dallo studio e altri requisiti. Ecco chi potrà richiederlo, come saranno distribuiti i punti e quando arriveranno le regole definitive.

Il bonus trasporti si prepara a tornare con una formula completamente diversa rispetto al passato, un contributo che potrà raggiungere i 400 euro all’anno e che non sarà più assegnato attraverso una corsa contro il tempo per ottenere il voucher, ma sulla base di una graduatoria costruita tenendo conto della situazione economica dei richiedenti, delle loro necessità di spostamento e dell’eventuale disponibilità di un’automobile. La nuova agevolazione, inserita nel Piano sociale per il clima, dovrebbe diventare operativa nel 2027 e coinvolgere circa 1,65 milioni di persone ogni anno, con l’obiettivo di sostenere soprattutto studenti, lavoratori e famiglie a basso reddito che utilizzano i mezzi pubblici per gli spostamenti quotidiani. Per conoscere le modalità definitive di accesso bisognerà attendere il decreto attuativo, previsto entro marzo 2027, ma dalle prime indicazioni emerge già un cambiamento significativo: il valore del bonus dipenderà da un sistema a punti nel quale l’ISEE avrà un peso determinante, mentre alcune categorie particolarmente vulnerabili potranno ottenere automaticamente il punteggio massimo.

Bonus trasporti 2027, come cambia il contributo rispetto al passato

La principale novità riguarda la struttura stessa dell’agevolazione, che non sarà più un semplice voucher da utilizzare per acquistare un abbonamento, come avveniva con il precedente bonus nazionale da 60 euro, ma assumerà la forma di un vero e proprio credito personale destinato alla mobilità. Il nuovo strumento, denominato Conto di mobilità, dovrebbe essere associato a un portafoglio digitale intestato al beneficiario, sul quale verrà caricato un importo che potrà raggiungere i 400 euro all’anno e che potrà essere utilizzato nell’arco di dodici mesi dalla sua emissione.

La misura nasce nell’ambito del Piano sociale per il clima, predisposto dall’Italia per accedere alle risorse europee destinate ad accompagnare la transizione energetica e ridurre l’impatto economico dei nuovi meccanismi di scambio delle quote di emissione, in particolare del sistema ETS2, che interesserà anche il settore del trasporto stradale. L’intento è quello di evitare che gli eventuali aumenti dei costi legati ai carburanti fossili si traducano in un ulteriore aggravio per le famiglie più vulnerabili, comprese quelle che dipendono quotidianamente dal trasporto pubblico per raggiungere il luogo di lavoro, la scuola, l’università o i servizi essenziali.

Il bonus dovrebbe essere attivato nel 2027 e restare operativo fino al 2032, secondo la programmazione attualmente prevista, mentre le condizioni definitive e le procedure necessarie per usufruirne saranno stabilite attraverso il decreto attuativo.

Chi potrà ottenere il bonus trasporti 2027 e quali sono i requisiti ISEE

Il primo requisito per accedere al nuovo bonus trasporti sarà la situazione economica del nucleo familiare, certificata attraverso l’ISEE, che secondo lo schema attualmente previsto non dovrà superare i 20.000 euro. La soglia rappresenterà il principale criterio di accesso alla misura, ma non sarà sufficiente, da sola, a garantire l’assegnazione del contributo, perché il nuovo sistema terrà conto anche della distanza percorsa per raggiungere il luogo di lavoro o di studio, dell’eventuale possesso di un’automobile e dell’utilizzo precedente dei mezzi pubblici.

Il meccanismo dovrebbe favorire soprattutto le persone con redditi più bassi e maggiori difficoltà negli spostamenti quotidiani, senza limitare l’accesso a una specifica categoria professionale o anagrafica. Potranno quindi rientrare nella platea dei potenziali beneficiari studenti universitari, pendolari, lavoratori dipendenti e autonomi, disoccupati e persone che utilizzano abitualmente il trasporto pubblico, purché soddisfino le condizioni economiche e gli ulteriori requisiti che saranno stabiliti dal decreto attuativo.

Il possesso di un’automobile, in particolare, non determinerà automaticamente l’esclusione dal bonus, ma inciderà sul punteggio finale, mentre chi non dispone di un mezzo privato potrà ottenere punti aggiuntivi e migliorare la propria posizione in graduatoria. Anche per le famiglie con più componenti che utilizzano quotidianamente i mezzi pubblici sarà importante conoscere le modalità definitive di richiesta e di attribuzione del beneficio, considerando che il nuovo conto sarà personale e associato al singolo beneficiario.

Come funzionerà la graduatoria: fino a 100 punti tra ISEE, distanza e utilizzo dei mezzi

La differenza più importante rispetto al vecchio bonus trasporti riguarda il sistema di assegnazione, che non dovrebbe più premiare chi riesce a presentare la domanda per primo, ma introdurre una graduatoria nazionale costruita attraverso un indice di vulnerabilità compreso tra zero e 100 punti. Ogni richiedente riceverà un punteggio sulla base della propria situazione economica e delle necessità di mobilità, con un peso particolarmente rilevante attribuito all’ISEE, che potrà incidere fino a un massimo di 60 punti.

Secondo i criteri attualmente previsti, chi presenta un ISEE fino a 10.000 euro riceverà 60 punti, mentre nella fascia compresa tra 10.001 e 15.000 euro il punteggio scenderà a 45 e per chi si colloca tra 15.001 e 20.000 euro saranno riconosciuti 25 punti. Oltre la soglia di 20.000 euro, invece, non sarà possibile accedere alla misura secondo le condizioni economiche ordinarie indicate dal Piano.

La distanza tra l’abitazione e il luogo di lavoro o di studio rappresenterà il secondo elemento di valutazione, con un massimo di 20 punti per chi deve percorrere oltre 30 chilometri, 10 punti per le distanze superiori a 10 chilometri e fino a 30 chilometri e 5 punti per gli spostamenti più brevi. Per disoccupati, lavoratori autonomi e persone con occupazioni precarie, quando non sia possibile individuare una sede lavorativa stabile, sarà presa in considerazione la destinazione abituale indicata dal richiedente, secondo le modalità che dovranno essere definite nel dettaglio.

A questi criteri si aggiungeranno ulteriori 10 punti per chi non possiede un’automobile nel proprio nucleo familiare e altri 10 punti per chi ha già utilizzato il trasporto pubblico attraverso un abbonamento mensile o annuale nel periodo precedente all’introduzione del nuovo incentivo. La combinazione dei diversi fattori determinerà il punteggio complessivo e, di conseguenza, la fascia economica nella quale il richiedente potrà essere inserito.

Il raggiungimento di una determinata soglia non garantirà comunque l’erogazione automatica del contributo, perché l’assegnazione effettiva dipenderà dalla posizione in graduatoria e dalle risorse disponibili per ciascuna categoria di beneficiari.

Bonus da 100, 200 o 400 euro: quanto si potrà ricevere in base ai punti

L’importo del bonus trasporti non sarà uguale per tutti, ma varierà in funzione del punteggio ottenuto attraverso il nuovo indice di vulnerabilità. Il sistema attualmente delineato prevede tre fasce di contribuzione, con un credito annuale di 100 euro per chi raggiungerà un punteggio compreso tra 35 e 54 punti, un contributo di 200 euro per chi si collocherà tra 55 e 79 punti e l’importo massimo di 400 euro per chi otterrà almeno 80 punti.

La distinzione è particolarmente importante perché il possesso di un ISEE basso non comporterà automaticamente il riconoscimento dell’importo massimo, così come una distanza elevata tra casa e lavoro non sarà sufficiente, da sola, per ottenere il contributo più alto. Una persona con un ISEE di 8.000 euro, ad esempio, riceverebbe 60 punti per la propria situazione economica e potrebbe raggiungere la soglia degli 80 punti grazie a un tragitto quotidiano superiore a 30 chilometri, entrando così nella fascia da 400 euro anche senza gli ulteriori punti previsti per l’assenza di un’automobile o per il possesso di un abbonamento precedente.

Diversa sarebbe invece la situazione di uno studente con un ISEE familiare di 12.000 euro che deve percorrere 20 chilometri per raggiungere l’università e vive in un nucleo senza automobile: sommando i 45 punti previsti per la condizione economica, i 10 riconosciuti per la distanza e i 10 attribuiti per l’assenza di un mezzo privato, il punteggio complessivo arriverebbe a 65, collocandolo nella fascia del contributo da 200 euro.

Il Piano prevede inoltre un numero massimo di contributi assegnabili ogni anno per ciascuna fascia, con un massimo di 300.000 titoli da 400 euro, 350.000 da 200 euro e un milione da 100 euro. Chi non raggiungerà i 35 punti resterà normalmente al di sotto della soglia minima di finanziamento, mentre anche chi otterrà un punteggio superiore dovrà attendere l’esito della graduatoria per conoscere l’effettiva assegnazione dell’agevolazione.

Disabilità, caregiver e trattamenti sanitari: chi potrà ottenere automaticamente 100 punti

Una tutela specifica è prevista per alcune categorie di cittadini che presentano particolari necessità di mobilità e che, secondo il sistema attualmente delineato, potranno ottenere direttamente il punteggio massimo senza dover sommare i singoli criteri relativi alla distanza, all’automobile e agli abbonamenti precedenti. Tra queste figurano le persone con disabilità certificata, i caregiver familiari che assistono persone con disabilità e i cittadini sottoposti a trattamenti sanitari continuativi che rendono necessari spostamenti frequenti.

Per queste categorie il Piano prevede l’attribuzione automatica di 100 punti, una condizione che consentirebbe di accedere alla fascia più alta del contributo, pari a 400 euro all’anno, fermo restando il rispetto delle condizioni di ammissibilità e delle modalità di assegnazione che saranno precisate dal decreto attuativo.

L’obiettivo è riconoscere che le difficoltà di mobilità non dipendono esclusivamente dalla distanza tra casa e lavoro o dalla disponibilità economica, ma possono derivare anche dalla necessità di raggiungere frequentemente strutture sanitarie, centri di assistenza o altri servizi essenziali, con costi che possono incidere in maniera significativa sul bilancio familiare.

Come utilizzare i 400 euro: biglietti, abbonamenti e portafoglio digitale

Il nuovo Conto di mobilità dovrebbe consentire un utilizzo più flessibile rispetto al precedente bonus nazionale, perché il credito non sarà vincolato all’acquisto di un unico abbonamento e potrà essere impiegato per diversi titoli di viaggio, anche presso operatori differenti. Il contributo potrà quindi essere destinato all’acquisto di biglietti singoli e abbonamenti per il trasporto pubblico locale e regionale, secondo le condizioni di utilizzo che saranno definite con le disposizioni attuative.

Resta invece da chiarire l’eventuale estensione ad altri servizi di mobilità, tra cui taxi e noleggio con conducente, possibilità che dovrà essere confermata prima di poter considerare queste spese effettivamente ammissibili al finanziamento.

Il credito avrà una validità prevista di dodici mesi dalla sua emissione e non potrà essere cumulato con altre agevolazioni analoghe sui trasporti riconosciute da Regioni, Province o Comuni, mentre l’importo ricevuto non dovrebbe concorrere alla formazione del reddito imponibile né incidere sul calcolo dell’ISEE.

Per gestire l’incentivo è prevista la realizzazione della Piattaforma della Mobilità Ecosolidale, denominata PMES, attraverso la quale dovrebbe essere possibile presentare le richieste, verificare i requisiti e utilizzare il credito associato al proprio profilo personale. Qualora il sistema informatico non fosse ancora completamente operativo al momento dell’avvio della misura, è prevista la possibilità di ricorrere temporaneamente a codici QR utilizzabili per ottenere gli sconti sui servizi di trasporto.

Quando si potrà fare domanda per il bonus trasporti 2027

Per presentare la domanda sarà necessario attendere il completamento dell’iter di approvazione del Piano sociale per il clima e l’adozione del decreto attuativo nazionale, atteso entro marzo 2027, che dovrà stabilire le condizioni definitive di accesso, la documentazione necessaria e le modalità di funzionamento della piattaforma digitale.

Al momento non è quindi possibile inoltrare una richiesta per ottenere il nuovo bonus, né sono state comunicate una data ufficiale di apertura delle domande e una scadenza entro la quale presentarle. Le indicazioni disponibili prevedono il superamento del tradizionale click day e l’introduzione di una graduatoria nazionale, che sarà elaborata dopo la raccolta delle richieste e consentirà di assegnare le risorse in base al punteggio attribuito a ciascun richiedente.

Per i cittadini che incontrano difficoltà nell’utilizzo degli strumenti digitali sono inoltre previste modalità alternative di accesso e assistenza, anche attraverso sportelli fisici presso Caf, patronati, centri per l’impiego e altri enti convenzionati, oltre a un servizio telefonico dedicato.

Chi intende richiedere il contributo potrà intanto verificare la propria situazione economica e assicurarsi di disporre di un’attestazione ISEE aggiornata al momento della presentazione della domanda, considerando che sarà il valore riferito all’annualità prevista dalle regole definitive a determinare l’accesso alla misura e il relativo punteggio.

Resta infine da chiarire se il nuovo sistema consentirà di ottenere un rimborso per gli abbonamenti acquistati prima dell’effettiva attivazione del contributo, una questione particolarmente rilevante per studenti e pendolari che rinnovano i propri titoli di viaggio all’inizio dell’anno e che potrebbero quindi aver già sostenuto la spesa prima di poter utilizzare il credito digitale.

Bonus trasporti 2026: quali agevolazioni sono disponibili in attesa del nuovo contributo

In attesa dell’introduzione del bonus trasporti 2027, chi ha bisogno di un sostegno economico per acquistare biglietti o abbonamenti deve fare riferimento alle agevolazioni attualmente disponibili sul territorio, considerando che il precedente bonus nazionale da 60 euro non è stato rinnovato per il 2026 e che le nuove risorse previste dal Piano sociale per il clima non sono ancora accessibili ai cittadini.

Diverse amministrazioni regionali e comunali hanno comunque mantenuto o introdotto strumenti di sostegno alla mobilità, con condizioni che possono variare in funzione dell’età, della residenza, dell’ISEE e della tipologia di abbonamento acquistato. In Lombardia, ad esempio, sono previste agevolazioni attraverso la Dote Trasporti e il programma Io Viaggio in Famiglia, mentre in altre Regioni sono disponibili contributi specifici per studenti, pendolari o determinate categorie di utenti del trasporto pubblico.

Un’altra possibilità riguarda la detrazione fiscale del 19% delle spese sostenute per gli abbonamenti al trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, entro il limite massimo di spesa di 250 euro all’anno e nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa fiscale.

Il nuovo bonus da 400 euro rappresenta quindi una prospettiva di sostegno per il prossimo anno, ma non può ancora essere utilizzato per acquistare gli abbonamenti o ottenere sconti immediati sui biglietti. Per conoscere con certezza chi potrà beneficiarne, quali spese saranno ammesse e quando sarà possibile presentare la richiesta, il passaggio decisivo rimane l’adozione del decreto attuativo, che dovrà trasformare i criteri previsti dal Piano in regole operative per i cittadini.

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