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Bonus partite Iva 2026: requisiti e domanda entro il 31 ottobre (tutto quello che c’è da sapere)

Bonus partite Iva 2026: requisiti e domanda entro il 31 ottobre (tutto quello che c’è da sapere)
Ansa

Fino a sei mesi di sostegno da circa 255 a 817 euro per i lavoratori autonomi in difficoltà: chi può chiederlo, chi è escluso e come fare domanda all’Inps

Meno di tre settimane per chiedere l’Iscro 2026, il bonus partite Iva dell’Inps per i lavoratori autonomi che hanno visto calare i guadagni. Chi ha i requisiti può ricevere fino a 817 euro al mese per sei mesi. La domanda va presentata entro il 31 ottobre 2026.

Bonus Iscro 2026: cos’è e a quanto ammonta

Iscro è la sigla di Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa. È un aiuto per i professionisti con partita Iva iscritti alla Gestione separata dell’Inps che attraversano un momento difficile: serve a non dover chiudere l’attività quando il lavoro cala. Non è un bonus una tantum: ormai è una misura stabile e si può chiedere ogni anno, se si hanno i requisiti. Per il 2026 l’assegno va da un minimo di 255,53 a un massimo di 817,69 euro al mese. L’importo dipende da quanto si è guadagnato: si calcola la media dei redditi del 2023 e del 2024, la si divide a metà e si prende il 25%. Un esempio: con 5mila euro nel 2023 e 3mila nel 2024, la media è 4mila, il semestre vale 2mila e l’assegno mensile è di 500 euro.

Requisiti Iscro 2026: chi può fare domanda

Per ottenere il bonus partite Iva servono alcuni requisiti. Il reddito da lavoro autonomo del 2025 deve essere inferiore al 70% della media del 2023 e del 2024 e non deve superare i 12.749,18 euro, soglia aggiornata ogni anno in base all’inflazione. Bisogna poi essere titolari di partita Iva da almeno tre anni, essere in regola con i contributi obbligatori ed essere iscritti alla Gestione separata Inps.

Chi non può chiedere il bonus partite Iva

L’Iscro non si cumula con altre misure: chi percepisce una pensione diretta o l’assegno di inclusione, o è assicurato presso un’altra previdenza obbligatoria, non può riceverlo. Poi c’è lo stop biennale. Chi lo ha già ottenuto nel 2024 o nel 2025 deve aspettare: dopo aver incassato l’assegno, per i due anni successivi non si può richiederlo di nuovo. Può invece fare domanda chi non l’ha mai chiesta oppure ha ricevuto un rifiuto o una revoca. Chi ha pagato i contributi ma non ha ancora completato l’iscrizione alla Gestione separata non viene bloccato, ma deve mettersi in regola il prima possibile.

Come fare domanda Iscro all’Inps: online o per telefono

La richiesta si presenta entro il 31 ottobre 2026. Sul sito dell’Inps si può usare il “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche” oppure la pagina dedicata all’Iscro. Chi preferisce parlare con un operatore può chiamare il Contact Center Multicanale: 803 164 da rete fissa (gratuito) o 06 164164 da cellulare, con costo in base al proprio piano tariffario. Nella domanda vanno autocertificati i redditi degli anni interessati, quindi conviene avere a portata di mano le dichiarazioni. Infine, va tenuto a mente che l’indennità è soggetta a tassazione, perché concorre a formare il reddito imponibile.

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