È di nuovo operativo il portale Enea dedicato alle comunicazioni obbligatorie per Bonus Casa ed Ecobonus. Per chi ha ristrutturato casa o ha avviato lavori di efficientamento energetico negli ultimi mesi c’era uno stallo, ora sbloccato. Dopo un periodo di sospensione, legato all’adeguamento normativo, la piattaforma bonusfiscali.enea.it è di nuovo attiva ed è ripartito il conteggio dei 90 giorni.
Perché il portale era fermo e cosa cambia ora: tre possibili situazioni e quando scattano i 90 giorni
Lo stop della piattaforma per mesi è servito ad allineare il sistema alle novità entrate in vigore il 4 febbraio 2026. Risultato pratico? Per tutti gli interventi con lavori conclusi tra il 4 febbraio e il 25 giugno 2026 non era materialmente possibile inviare la documentazione. Da giovedì 25 giugno, però, il countdown dei 90 giorni per la trasmissione delle schede è ripartito a pieno regime. Sono tre i possibili scenari per i cittadini e il calendario dei termini cambia in base a quando sono iniziati e finiti i lavori. Lavori iniziati prima del 4 febbraio 2026. Vale la regola classica: i 90 giorni decorrono normalmente dalla data di fine lavori dichiarata, senza alcuna variazione. Lavori iniziati dal 4 febbraio 2026 e conclusi prima del 25 giugno. È il caso più delicato, quello dei contribuenti rimasti “in sospeso”. Per loro il termine di 90 giorni parte dal 25 giugno 2026, cioè dalla data di riapertura del portale, e non dalla data di fine lavori. Il periodo di blocco non viene conteggiato: chi ha terminato gli interventi in quei mesi non perde alcun diritto, perché l’impossibilità di trasmettere non dipendeva da una sua negligenza. Lavori conclusi dal 25 giugno 2026 in poi. Per questi interventi si applica di nuovo la regola ordinaria: i 90 giorni partono dalla data di fine lavori indicata nella scheda.
Come e dove inviare la comunicazione per Bonus Casa e Ecobonus
Per Bonus Casa ed Ecobonus, la scheda descrittiva va trasmessa sulla piattaforma bonusfiscali.enea.it, con accesso tramite credenziali SPID o CIE. La scheda da compilare raccoglie i dati del beneficiario, i dati catastali dell’immobile, le informazioni tecniche sull’intervento, le date di inizio e fine lavori, oltre a fatture, ricevute ed eventuali attestazioni professionali. Una volta completato l’invio, l’Enea rilascia una ricevuta con il codice CPID (Codice Personale Identificativo) e la data di trasmissione. Questo documento va conservato con cura, perché rappresenta la prova dell’invio della comunicazione, fondamentale per la detrazione.
Bonus Casa ed Ecobonus: cosa succede se non si rispettano i termini
E se si tarda a fare domanda? Cosa rischia davvero chi non invia la comunicazione entro i 90 giorni? La risposta cambia in base al bonus utilizzato. Con il Bonus Casa, niente panico. Se l’agevolazione riguarda lavori di ristrutturazione, un eventuale ritardo o anche una mancata comunicazione non fa perdere la detrazione fiscale. Con l’Ecobonus la situazione è più delicata. Per i lavori di efficientamento energetico, l’invio della scheda è sempre stato considerato un passaggio fondamentale. Tradizionalmente, chi sbagliava i tempi aveva una sola strada per rimediare: la cosiddetta “remissione in bonis”, una procedura che permette di sanare il ritardo pagando una piccola sanzione, a patto di rispettare alcune condizioni. Negli ultimi anni, però, le cose si sono un po’ ammorbidite: la Corte di Cassazione ha più volte stabilito che il contribuente non perde la detrazione anche in caso di ritardo, purché possa dimostrare con fatture e documenti di aver effettivamente sostenuto le spese per i lavori. Cosa fare? Meglio non rischiare: rispettare i 90 giorni è la scelta più sicura. Questo vale soprattutto per chi ha terminato i lavori durante i mesi in cui il portale era bloccato: ora che il countdown è ripartito, conviene muoversi subito e non lasciare la pratica in sospeso.
