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Bonus caldaia 2026: gli incentivi da usare prima del 2027

Bonus caldaia 2026: gli incentivi da usare prima del 2027
Una caldaia di casa a gas metano

Caldaie a gas escluse, pompe di calore e sistemi ibridi ancora agevolati: detrazioni e Conto Termico 3.0 per risparmiare prima che le aliquote scendano nel 2027

Cambiare la vecchia caldaia prima dell’inverno può costare meno, ma bisogna scegliere con attenzione cosa si installa e quando si paga. Il “bonus caldaia 2026” in sé non esiste più: restano però alleggerire la spesa: le detrazioni fiscali e un contributo statale, il Conto Termico 3.0. Dal 2027, salvo proroghe, gli sconti fiscali scenderanno, e per questo i prossimi mesi sono l’ultima occasione per usare le percentuali più alte.

Bonus caldaia 2026: quali impianti sono ancora agevolati

La caldaia a gas tradizionale, o comunque alimentata solo da combustibili fossili, non dà più diritto a nessuna detrazione. Gli incentivi restano per chi sceglie una pompa di calore, un sistema ibrido (una pompa di calore abbinata a una caldaia a condensazione) o alcuni generatori a biomassa, cioè stufe e caldaie a pellet o a legna che rispettano determinati requisiti di resa e di emissioni. Un apparecchio più efficiente del vecchio, da solo, non basta: prima di comprare è meglio accertarsi che quello proposto rientri tra i modelli ammessi.

Detrazioni 2026 e 2027: quanto si recupera e perché conviene muoversi

Sulle spese sostenute quest’anno, Ecobonus e bonus ristrutturazioni permettono di detrarre dalle tasse il 50% del costo se i lavori riguardano la prima casa e a pagarli è il proprietario, o chi ha un diritto reale sull’immobile, come l’usufruttuario. Per le altre abitazioni la percentuale è del 36%. Per il bonus ristrutturazioni si può considerare una spesa massima di 96mila euro per ogni immobile.
Dal 2027, salvo novità nella manovra, le percentuali scenderanno al 36% per la prima casa e al 30% per le altre. Su un impianto da 10mila euro, per esempio, la detrazione sulla prima casa diminuirebbe di circa 1.400 euro.
Lo sconto non è immediato: si recupera in dieci rate annuali uguali; quindi, bisogna pagare abbastanza imposte da poterlo utilizzare. Inoltre, non è sufficiente firmare il contratto o versare un anticipo entro dicembre: conta la data in cui la spesa risulta effettivamente sostenuta, oltre al metodo di pagamento.

Conto Termico 3.0: il contributo che arriva sul conto corrente

Chi ha poche imposte da scalare o non vuole aspettare dieci anni può puntare sul Conto Termico 3.0, l’incentivo gestito dal Gse. Copre fino al 65% delle spese ammesse e viene versato dopo l’approvazione della domanda, anche a chi non ha abbastanza tasse da scontare. Per importi fino a 15mila euro il pagamento arriva in un’unica tranche. Ci sono però due avvertenze. La prima: conviene controllare sul portale che le risorse siano ancora disponibili. La seconda: il 65% è un limite massimo, non una garanzia, perché il contributo si calcola solo sui costi riconosciuti e non sempre si può cumulare con altre agevolazioni sugli stessi interventi.

Sostituzione caldaia: documenti da preparare e come scegliere

Per le detrazioni bisogna conservare fatture, ricevute e schede tecniche dell’impianto e pagare con il bonifico parlante, cioè quello che riporta la causale e i dati di chi paga e di chi riceve. Per i lavori di efficienza energetica, inoltre, la comunicazione all’Enea va inviata entro 90 giorni dalla conclusione del cantiere. Il Conto Termico segue invece un percorso diverso, sul portale del Gse, con tempi che dipendono dal tipo di intervento. Per decidere tra detrazione e Conto Termico, e tra pompa di calore e altre soluzioni, il metodo più sicuro è raccogliere due o tre preventivi dettagliati, far valutare l’intervento da un tecnico e sentire un commercialista o un Caf.

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