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Bollo auto, attenzione alla truffa online che imita l’ACI: come funziona e come proteggersi

Bollo auto, attenzione alla truffa online che imita l’ACI: come funziona e come proteggersi
Abolizione del bollo auto e moto per l’anno 2027, Roma, 17 settembre 2026. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Due siti falsi copiano nome, logo e grafica dell’Automobile Club d’Italia per rubare dati personali e della carta di credito. Ecco i segnali da riconoscere per non cadere nella trappola

Attenzione alla nuova truffa sul bollo auto. Sono giorni che la tassa automobilistica è protagonista, dopo la novità della sospensione del pagamento per i veicoli fino a 80 kW annunciata dal governo per il 2027. E proprio sfruttando la notorietà dell’argomento il bollo auto è diventato l’esca di una campagna di phishing che sta colpendo automobilisti in tutta Italia, riproducendo, in modo fraudolento, la grafica dell’Automobile Club d’Italia per rubare dati personali e bancari.

La truffa online sul bollo auto: cosa sta succedendo

Il Centro dell’Agenzia per l’Italia Digitale (CERT-AgID), che si occupa di individuare e neutralizzare le minacce informatiche contro cittadini e amministrazioni pubbliche, ha lanciato l’allarme. Sono attivi due domini — acitalia.info e acitalia.click — che non hanno nulla a che fare con i canali ufficiali dell’ACI, ma che ne imitano fedelmente la grafica, tanto da poter ingannare anche gli utenti più attenti. Le pagine sono costruite per apparire come una comunicazione istituzionale: avvisano l’utente di un presunto bollo auto non pagato entro i termini e minacciano sanzioni, il fermo amministrativo e limitazioni alla circolazione.

Come funziona il meccanismo della truffa

Il sito falso è pensato per condurre la vittima, passo dopo passo, a cedere i propri dati. La prima richiesta riguarda codice fiscale e targa del veicolo, presentata come un controllo di routine sullo stato dei pagamenti. Superato questo primo passaggio, si apre una sezione dedicata ai dati di contatto: dal nome al recapito telefonico, fino all’indirizzo completo con provincia e CAP. L’ultimo step è il più pericoloso: viene richiesto il pagamento di una sanzione di 15,87 euro, una cifra scelta probabilmente perché appare credibile e di importo contenuto, che non desta troppi sospetti. Per completare la transazione vengono richiesti tutti i dati della carta di pagamento: titolare, numero, data di scadenza e codice CVV. Una volta forniti, questi dati finiscono nelle mani dei truffatori, che possono utilizzarli per effettuare transazioni non autorizzate sul conto della vittima.

Come riconoscere il sito falso della truffa sul bollo auto e proteggersi

Il primo campanello d’allarme è l’indirizzo web: il portale ufficiale dell’ACI è raggiungibile solo all’indirizzo aci.it, mentre qualsiasi altro dominio, per quanto simile nel nome o nella grafica, va considerato sospetto. Il CERT-AgID ricorda inoltre un punto fondamentale: per pagare il bollo online è sempre necessario autenticarsi con SPID o CIE, non esistono scorciatoie che bypassano questo passaggio. Se una pagina chiede dati personali o della carta di credito senza prima richiedere l’accesso tramite questi strumenti, si tratta quasi certamente di un tentativo di frode.

Truffa bollo auto: cosa fare se si sospetta di essere già stati colpiti

Chi ha già inserito i propri dati su uno di questi siti dovrebbe agire rapidamente. Innanzitutto, bisogna contattare la propria banca o l’emittente della carta per bloccarla, segnalare l’operazione sospetta e monitorare i movimenti del conto nei giorni successivi. È utile anche fare denuncia alla Polizia Postale e cambiare le password associate agli account che condividono le stesse credenziali usate sul sito falso.

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