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Sottomarini nucleari, la Francia accelera: come funziona il nuovo «Rubis»

Sottomarini nucleari, la Francia accelera: come funziona il nuovo «Rubis»
Naval Group / Marine Nationàle

La Difesa di Parigi continua il rafforzamento della sua capacità sottomarina nucleare. Nel rispetto della tradizione francese costruiscono tutti dentro i confini nazionali

Si chiama Rubis e lo ha presentato Naval Group alla vigilia del salone Euronaval. Si tratta del quinto sottomarino d’attacco francese a propulsione nucleare (Ssn) della classe Barracuda a uscire dal cantiere dell’azienda per essere posizionato sulla piattaforma di varo galleggiante Dme alla presenza di Catherine Vautrin, ministro delle Forze Armate e dei Veterani.

I lavori di completamento proseguiranno, affiancati da una serie di test, dapprima in banchina e successivamente in mare, prima della consegna alla Marina Nazionale. Gestito dalla Direzione generale per gli Armamenti (Dga) in collaborazione con il Commissariato per l’energia atomica e le energie alternative (Cea) per quanto attiene l’apparato propulsivo nucleare, il programma Barracuda mira a sostituire i sei sottomarini d’attacco della classe Rubis entrati in servizio a partire dagli anni ’80. Di questa classe, a oggi, sono in servizio lo S.635 Suffren dal 2020; lo S.636 Duguay-Trouin dal 2023 e lo S.637 Tourville dal novembre 2024.

Il programma prevede quindi la consegna di sei unità d’attacco entro il 2030 e quattro di essi sono già stati consegnati tra il novembre 2020 e il giugno scorso. Questo programma è il risultato di un lavoro collettivo enorme che vede coinvolti Naval Group insieme con centinaia di partner appartenenti alla base industriale e tecnologica della Difesa. Complessivamente, 3.000 uomini e donne – di cui circa 800 provenienti dai subfornitori di Naval Group – che contribuiscono alla progettazione e alla realizzazione di questi sottomarini classe Suffren. Il dislocamento è di 5.300 tonnellate, la lunghezza di quasi cento metri per una larghezza di circa nove e un’altezza di 8,4.

Le caratteristiche del sottomarino Rubis

La propulsione è affidata a un reattore Rep Technicatome K15 da 150 megawatt che muove due turbo alternatori da 10 megawatt e alimenta una coppia di motori elettrici d’emergenza SEMT Pielstick da 480 kilowatt, il tutto per azionare una singola elica. Con una profondità operativa di 300 metri, in immersione raggiunge una velocità di 23 nodi (43 km/h) e ha un’autonomia di 70 giorni di viveri. L’equipaggio è composto da 60 uomini dei quali 8 ufficiali; l’armamento prevede quattro tubi lanciatori da 533 mm per venti siluri tipo F21. L’unità può lanciare missili antinave Exocet e da crociera MdCN, nonché posizionare mine di vario tipo.

Pierre Éric Pommellet, Presidente e Ceo di Naval Group, ha dichiarato: «È con grande orgoglio e un profondo senso di responsabilità che oggi abbiamo trasferito il Rubis, il quinto sottomarino d’attacco a propulsione nucleare della classe Suffren, sulla sua piattaforma di varo. Questo traguardo fondamentale giunge a soli 17 mesi da quello del sottomarino d’attacco De Grasse, a testimonianza del nostro impegno verso i nostri clienti. In un contesto operativo estremamente complesso, i costruttori devono essere all’altezza della situazione per fornire ai marinai le unità necessarie allo svolgimento delle loro missioni. Questo evento rappresenta inoltre l’occasione per riconoscere il lavoro di squadra integrato con la DGA, i nostri partner e l’equipaggio: le fondamenta del nostro successo collettivo».

Il ruolo di Naval Group

Il programma si avvale delle competenze di tutti i siti di Naval Group, nonché delle infrastrutture industriali di TechnicAtome e di numerose aziende partner. Naval Group è responsabile della produzione di questi sottomarini, dalla progettazione alla costruzione, inclusa la realizzazione dei componenti principali dell’apparato propulsivo nucleare, ed è inoltre responsabile della fornitura di supporto logistico e della manutenzione dei sottomarini che avviene a Tolone.

Un successo per i francesi della cantieristica militare di profondità a propulsione nucleare dopo la vicenda del settembre 2021, quando l’Australia cancellò un contratto miliardario con Naval Group per la costruzione di dodici sottomarini convenzionali, scegliendo invece gli Aukus di Stati Uniti e Regno Unito che sono spinto dall’atomo, ovvero con maggiore autonomia e quindi più adatti per le missioni nella vasta area indo-pacifico.

La vicenda, dopo una crisi diplomatica, si era conclusa l’anno successivo con il pagamento da parte del governo australiano di una penale di oltre 580 milioni di euro a favore di Naval Group.

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