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Niente paura (del volo), nel cielo si viaggia sicuri

Niente paura (del volo), nel cielo si viaggia sicuri

Dopo la nostra Agenzia per la Sicurezza aerea, anche l’Associazione dei vettori rilascia i numeri dello scorso anno: globalmente hanno volato oltre cinque miliardi di persone con un evento mortale ogni tredici milioni di decolli

Se ancora ci fossero dubbi su quale sia il modo di viaggiare più sicuro, l’Associazione internazionale dei vettori commerciali (Iata) ha diffuso le cifre riguardanti il trasporto aereo nel 2025. In tutto il mondo, le compagnie associate (che rappresentano la quasi totalità di quelle dei Paesi evoluti), hanno venduto cinque miliardi e duecento milioni di biglietti. Ovvio è che ci saranno passeggeri che in dodici mesi hanno preso l’aeroplano una sola volta e quelli che hanno volato su decine di rotte, ma facendo il rapporto con gli incidenti, che hanno causato un totale di 394 morti e 506 feriti, è evidente che la statistica porta a una conclusione evidente: perde la vita a bordo di un velivolo commerciale un passeggero ogni 13.197.969 (virgola qualcosa) voli. Il livello di sicurezza non è uguale in tutto il pianeta: Africa e Sudamerica presentano alcune criticità derivanti sia da ritardi negli aggiornamenti tecnologici, sia nell’implementazione di cultura delle procedure in vigore in Europa, Canada, Stati Uniti, Australia e Cina. Guardando al nostro cielo, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (Ansv), nel suo “Rapporto informativo sull’attività svolta dall’Agenzia e sulla sicurezza dell’aviazione civile in italia nell’anno 2025” segnala che “gli eventi considerati di interesse per la sicurezza del volo sono stati 310, dei quali 233 in talia, dei quali 92 sono stati classificati come incidenti, e 76 all’estero. In totale in Italia lo scorso anno hanno perso la vita su una macchina volante 23 persone, 11 delle quali a bordo di aeroplani leggeri ed elicotteri. Ma nessuno su un volo commerciale. Ciò ha portato a considerare una maggiore criticità per quanto riguarda i comparti dell’aviazione generale e ultraleggera, ovvero quella che ricomprende anche piloti non professionisti bensì privati che volano per mobilità personale o diletto. Vero è che questo segmento dell’aviazione è quello che soffre maggiormente alcune caratteristiche tipiche dell’Italia: un’orografia del territorio molto complessa, con Alpi e Appennini densi di aree con micro-meteorologia particolare; spazi aerei densi e organizzati in modo complesso che spesso disorientano chi ha poca esperienza o scarso allenamento. Un altro fattore da considerare sono i costi d’esercizio dei piccoli aeroplani cresciuti molto negli ultimi anni, e una burocrazia soffocante che vede normative europee interpretate in modo molto stringente dalla regolamentazione nazionale. La causa della maggioranza degli eventi gravi e degli incidenti (che per la legge aeronautica sono due classificazioni differenti), resta il fattore umano, l’errore compiuto dal pilota più o meno consapevolmente. Infine, Ansv ha considerato anche il settore dei droni delineando un quadro che presenta una settantina di eventi dei quali soltanto due dovuti a collisioni, una con un velivolo ultraleggero e una contro un elicottero, entrambi senza conseguenze per questi ultimi. Altri due eventi segnalati unicamente all’Agenzia hanno riguardato incidenti a droni avvenuti in volo che ne hanno causato la perdita: il primo durante l’effettuazione di collaudi e il secondo dovuto all’urto del drone contro la vegetazione. Considerando l’evoluzione del settore aeronautico civile, certamente la sicurezza è aumentata molto negli ultimi vent’anni grazie a sistemi elettronici per la navigazione (Gps cartografici, segnalatori di posizione, congegni anticollisione con il suolo e con altri aeromobili), ed anche per un miglioramento nelle caratteristiche strutturali delle macchine volanti. Da correggere resta sempre l’uomo, ovvero noi stessi: attori spesso imprevedibili, irrazionali e quindi fallaci. Per questo motivo nelle scuole di volo sono continuamente implementati corsi di fattore umano e viene posta attenzione alla psicologia.

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