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Le «Guerre Stellari» sono sempre più vicine (quelle vere)

Le «Guerre Stellari» sono sempre più vicine (quelle vere)
Foto: Iceye / USSF / Esa

Manovre segrete sopra l’atmosfera: cosa cerca la Russia nei satelliti civili occidentali? Il Cremlino mobilita la flotta Kosmos contro le tecnologie spaziali private: il Pentagono corre ai ripari con il programma Ghost-R.

Dopo l’ammissione del Pentagono di avere armi missilistiche in orbita e di essere certi che anche la Russia detiene una simile deterrenza, peraltro mai confermata, qualche giorno fa è stata pubblicata la notizia secondo la quale un satellite russo starebbe giocando come un gatto fa con il topo con un veicolo spaziale commerciale statunitense, di quelli che probabilmente vengono utilizzati per aiutare l’Ucraina. Il satellite spia Kosmos 2612 ha infatti incrociato il sistema statunitense Iceye-X36, ufficialmente un satellite commerciale che può essere impiegato a pagamento per osservare la Terra utilizzando il suo potente radar ad apertura sintetica.

L’incontro ravvicinato tra i due corpi artificiali sarebbe avvenuto tra il 15 e il 19 ottobre e l’episodio ha suscitato grande attenzione negli ambienti spaziali poiché è avvenuto senza alcun consenso e a una distanza sorprendentemente ridotta, ovvero pochi metri. Vero è che queste “ispezioni” non sono un evento così raro: negli ultimi anni la Russia, gli Stati Uniti e la Cina hanno più volte manovrato i propri satelliti portandoli in prossimità di quelli appartenenti ad altre nazioni. E gran parte di queste attività si sono verificate nell’orbita geostazionaria (Geo), situata a quasi 36.000 chilometri sopra la Terra.

Il gioco del gatto col topo nelle traiettorie orbitali

A questa distanza dal suolo terrestre la velocità orbitale coincide con quella di rotazione del nostro pianeta, consentendo ai veicoli spaziali di restare costantemente sopra una specifica area terrestre e di essere quindi geo-stazionari. Si tratta quindi di un’orbita geostazionaria considerata privilegiata per i satelliti spia, per le telecomunicazioni e per il controllo meteorologico, nonché per i veicoli spaziali progettati per seguire da vicino e valutare tali dispositivi. Kosmos 2612, invece, opera normalmente nell’orbita terrestre bassa (Leo), motivo per cui il suo cambio di orbita ha suscitato scalpore.

Nessun rendez-vous programmato né annunciato: la Russia ne ha già fatti diversi e la memoria di internet ci riporta al gennaio 2020, quando Kosmos 2543 si avvicinò a circa 30 chilometri da Usa S-245; così come nell’agosto 2022 Kosmos 2558 e anche altri due satelliti non indentificati si erano portati a 68 km da Usa S-326. E il 12 aprile 2024 il satellite russo Luch-2 si avvicinò a un altro satellite geostazionario. Ma se questi episodi avevano riguardati apparati statunitensi che erano classificati come satelliti spia gestiti dal National Reconnaissance Office degli Stati Uniti, stavolta con Iceye-X36 si tratta di un satellite privato il cui scopo ufficiale sarebbe l’osservazione della Terra.

Gli occhi radar di Helsinki al servizio del fronte

Attualmente, in orbita terrestre bassa (Leo) si trovano circa 80 satelliti Iceye. Questi osservano il nostro pianeta e sono in grado di vedere attraverso le nuvole per raccogliere dati sia di giorno sia di notte. Iceye è un’azienda con sede in Finlandia e filiali negli Stati Uniti che usando il satellite X36 fornisce immagini alle forze dei movimenti bellici russi armate ucraine ucraine per garantire loro la cosiddetta consapevolezza situazionale, fattore fondamentale per preparare le azioni di contrasto.

Questo spiega l’interesse della Russia per tali attività, tanto da incrementare il numero di satelliti manovrabili come i cinque nuovi Kosmos lanciati nell’aprile scorso. A maggio, quattro unità di questa flotta hanno eseguito manovre per portarsi su un’orbita complanare rispetto a Iceye-X36, e siccome tali spostamenti implicano l’uso di una notevole quantità di carburante che non può più essere rifornito, l’investimento deve essere giustificato dallo scopo della missione.

Sospetti di jamming ed evoluzione della contesa elettronica

Ma la Russia potrebbe aver fatto questa manovra anche soltanto per comprendere le reali capacità degli Iceye e scoprire che cosa stiano esattamente osservando. Con Kosmos 2612 che potrebbe aver interferito intercettando oppure disturbando i sensori e le trasmissioni verso Terra. Anche perché, se sul campo le forze sono tecnologicamente quasi allo stesso livello, l’Ucraina non ha ancora una deterrenza spaziale competitiva con quella di Mosca. Non è possibile, al momento, determinare esattamente quali apparati abbia a bordo Kosmos 2612, se soltanto quelli per comunicazioni radio da e verso la Terra, oppure anche dei sistemi jammer (disturbatori) in grado di limitare le trasmissioni e le ricezioni dei satelliti “nemici”.

Intanto la Space Force e il Pentagono hanno incaricato due aziende di costruire nuovi satelliti da ricognizione in grado di fornire immagini ad alta risoluzione di oggetti che si trovano a oltre 35.400 km dalla Terra. Il 18 settembre scorso il comando spaziale Usa aveva assegnato i contratti per i prototipi a Northrop Grumman e a True Anomaly, nell’ambito del programma Ghost-R, sigla che sta per Ricognizione Tattica spaziale ad alta definizione basata su satelliti geosincroni.

La risposta del Pentagono tra droni Jackal e sciami geostazionari

L’accordo vede collaborare un colosso storico della difesa statunitense e una società di tecnologia spaziale fondata soltanto quattro anni fa, ma entrambe già legate alla Space Force da contratti per lo sviluppo di intercettori spaziali destinati all’iniziativa di difesa missilistica Golden Dome del Pentagono. Ghost-R mira ad affrontare alcune queste sfide utilizzando veicoli spaziali, piattaforme satellitari e carichi utili elettro-ottici di sviluppo commerciale, per caratterizzare oggetti presenti nell’orbita terrestre geostazionaria.

Pare che queste commesse siano relative al programma Rg-xx, l’iniziativa delle Forze Spaziali dedicata al tracciamento orbitale di nuova generazione. L’obiettivo è schierare una flotta di satelliti da ricognizione agili ed economici nell’orbita geosincrona, contribuendo così a potenziare le capacità di difesa spaziale degli Usa nello entro la fine del decennio. Ryan Tintner, vicepresidente della Northrop, nel comunicato aziendale relativo all’accordo ha dichiarato: “Lo spazio sta diventando ogni giorno più congestionato e conteso; le nostre forze congiunte necessitano di informazioni chiare e tempestive su ciò che accade in orbita.” True Anomaly fornirà il veicolo orbitale autonomo Jackal (Sciacallo) e il sistema di comando e controllo Mosaic, una suite di sensori pensata per operazioni dinamiche. Fonti vicine al Pentagono parlano di un valore dei contratti di oltre sei miliardi di dollari e di lanci dei nuovi satelliti che potrebbero avvenire entro il 2028.

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