La missione lunare cinese Chang’e-8, il cui lancio è previsto nel 2029, potrebbe portare nello spazio la prima missione di esplorazione africana fino al Polo Sud lunare. Il progetto fa parte del programma Africa-2-Moon e in particolare del modulo Bounced African Low Lunar Sphere, in sigla “Balls”, un dimostratore tecnologico costituito da un trio di sonde sferiche poste sulla superficie lunare che formerà un centro di radioastronomia nella regione del polo sud della Luna. Ciascuna delle sfere metalliche contiene antenne per radiotelescopi a bassa frequenza che cercheranno segnali provenienti da alcune delle parti più antiche e distanti dell’universo. I segnali captati dalle antenne di Balls saranno trasmessi al lander cinese e poi inviati sulla Terra per ulteriori elaborazioni.
La missione Africa2Moon, una volta completa, sarà quindi composta da 55 antenne installate sul lato nascosto della Luna e secondo gli astronomi il lato nascosto della Luna, dal punto di vista delle onde radio, è il punto più silenzioso (nel senso di meno disturbato), nelle vicinanze della Terra, un luogo perfetto dal quale ascoltare l’universo senza interferenze.
Un nuovo centro di radioastronomia sul lato nascosto della Luna
Balls ascolterà quindi segnali radio a bassa frequenza provenienti dallo spazio che non sono rilevabili dalla superficie terrestre. Lo ha spiegato alla rivista “Space” la scienziata Carla Mitchell, direttrice della dell’iniziativa Africa2Moon e responsabile del programma presso il South African Radio Astronomy Observatory (Sarao). La Luna è un luogo ideale per condurre tali studi poiché i segnali a bassa frequenza da misurare non sono rilevabili dalla Terra a causa delle interferenze create dall’atmosfera del nostro pianeta.
Il progetto Africa2Moon è stato selezionato dall’Agenzia spaziale nazionale cinese nell’aprile 2025 per essere uno dei quasi dodici carichi utili internazionali della sonda Chang’e-8, dunque Balls consentirà osservazioni al di sotto dei 20 megahertz, inaccessibili dalla Terra a causa dei fenomeni di riflessione della ionosfera e delle relative interferenze radio. Con una consapevolezza: le onde radio a bassa frequenza (inferiori a circa 50 MHz) provengono da alcune delle regioni più antiche e remote dell’universo.
Dimostratore tecnologico per esplorare le frequenze dell’Universo remoto
Il sistema Balls servira quindi da prototipo per le future tecnologie lunari e per gli esperimenti di radioastronomia. Sarà anche un dimostratore tecnologico per la missione Africa2Moon, che prevede l’installazione di un complesso di 55 antenne poste sul lato nascosto della Luna.
La Mitchell ha dichiarato: “Da giovane pensavo che lo spazio non fosse accessibile alle persone in Africa; non avrei mai immaginato di essere qui oggi, a presentare la nostra missione lunare alla Nasa.” La ricercatrice ha quindi descritto nel dettaglio anni di lavoro di squadra sull’iniziativa Balls, dalla fase di progettazione all’hardware, intervenendo il 22 luglio al Nasa Exploration Science Forum 2026 tenutosi presso l’Ames Research Center di Moffett Field, California.
La sinergia internazionale guidata dalle istituzioni africane e dalla sonda cinese
La missione è guidata dalla Foundation for Space Development Africa in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Nazionale Sudafricana, il National Institute for Theoretical and Computational Sciences, nonché con istituzioni in Kenya, Ghana, Botswana e in tutto il continente.
Quanto a Chang’e-8, si tratterà di una missione robotica di esplorazione lunare pianificata dalla China National Space Administration (Cnsa). La sonda atterrerà nella regione del polo sud lunare nell’area del Leibnitz-Beta Plateau per studiare la superficie e collaudare le tecnologie in-situ necessarie per la futura Stazione Internazionale di Ricerca Lunare. Essa sarà composta da un lander, un rover e un robot mobile dotato di arti per prelevare campioni e trivellare il suolo.
