Al salone Euronaval 2026, in corso questa settimana a Parigi, il colosso di casa Naval Group ha presentato la sua visione delle future flotte navali: le operazioni ad alta intensità trasformano le esigenze delle marine militari mettendo in discussione sia la struttura delle flotte, sia le capacità tecnologiche delle unità navali, con ampio e rapido sviluppo di unità senza equipaggio in grado di effettuare attacchi multi dominio, attacchi di «saturazione», ovvero per occupare in modo totale le difese nemiche in uno stesso momento, lanciare missili balistici ipersonici, sciami di droni e attivare azioni simultanee.
Fondamentale, in questo quadro, lo sviluppo di modalità operative basate sull’intelligenza artificiale e l’integrazione di sistemi convenzionali, con sensori o effettori remoti per estenderne il raggio d’azione e l’integrazione di innovazioni che combinano diverse tecnologie: intelligenza artificiale e analisi dei dati, superiorità informativa garantita da radar e sonar, capacità cyber e il principio dell’ibridazione della flotta.
I droni, siano essi di superficie o sottomarini, sono diventati essenziali per il supporto delle unità navali convenzionali e poiché i conflitti di domani saranno caratterizzati da un uso intensivo di unità unmanned e da una notevole connettività, gli studi si stanno concentrando sulla realizzazione di flotte per il dispiegamento e la rimozione delle mine e la lotta antisommergibile.

Le nuove tecnologie di Naval Group e Leonardo
Per questi motivi Naval Group ha ideato una nave concettuale, denominata Scx-26, pensata per integrare risposte a nuovi requisiti operativi, imparare le lezioni apprese da conflitti recenti e assorbire gli sviluppi tecnologici a medio-lungo termine. Il progetto è concepito per fungere da fulcro operativo di una flotta ibrida, grazie alla capacità di impiegare rapidamente diverse tipologie di droni per svolgere svariate missioni con la possibilità di adattare la propria configurazione ai requisiti della missione lungo tutto il ciclo della vita operativa.
Sempre alla kermesse francese la nostra Leonardo ha presentato i Combat Management System (Cms) di nuova generazione Sadoc 5 e Athena L, quest’ultimo sviluppato attraverso la controllata Gem Elettronica. Il primo è destinato a essere installato anche sui futuri cacciatorpediniere Ddx della Marina Militare, si propone come nuovo riferimento nazionale per i sistemi di comando e controllo di ultima generazione.
Tra le principali innovazioni, un’architettura progettata per essere flessibile e scalabile, dotata di intelligenza artificiale che analizza, identifica, «apprende» e colpisce le minacce emergenti. In particolare, negli scenari di difesa aerea integrata, Sadoc 5 è progettato per ottimizzare le prestazioni e ridurre i tempi di reazione dei sistemi di combattimento e per interagire con un sistema complesso come quello del progetto di scudo Michelangelo.
Attraverso la controllata Gem Elettronica, Leonardo ha sviluppato anche il sistema Athena L destinato a piattaforme navali che richiedono un sistema di combattimento leggero che consente di elaborare e visualizzare un quadro tattico integrato in una suite di navigazione con cartografia certificata e i dati elaborati da radar e sensori di navigazione, contribuendo a migliorare la consapevolezza situazionale e l’efficacia operativa.
Le nuove guerre navali (senza uomini)
È quindi ormai chiaro che in tutto il mondo si punta a organizzare le forze navali con sistemi senza equipaggio: in Australia, nazione che si confronta con una situazione derivante dall’essere circondata da oceani, sta entrando il veicolo di superficie autonomo (Usc) Bluebottle prodotto da Ocius Technology (letteralmente Moscone blu) che pattuglia grandi distanze colloquiando con i sottomarini autonomi di grandi dimensioni del tipo Ghost Shark (Squalo fantasma) e Speartooth (Dente di lancia). Insieme danno la caccia ai sottomarini potenzialmente nemici come quelli cinesi e nordcoreani.
La realizzazione di tali sistemi avviene nel nuovo stabilimento Ocius di Sydney, struttura che comprende un centro operativo globale attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7 per monitorare i Bluebottle in navigazione negli oceani di tutto il mondo.
Il capo della Marina australiana, il viceammiraglio Matt Buckley, riguardo il Bluebottle ha dichiarato: «Le nostre piattaforme devono continuare a evolversi. Lo sviluppo di carichi utili modulari e intercambiabili, integrabili su veicoli senza equipaggio come il Ghost Shark, lo Speartooth o il Bluebottle, ci offre una flessibilità enorme, consentendoci di adattare tali sistemi a missioni ed esigenze future».
