L’Inter si rialza a Rotterdam nella partita più importante della settimana prima della sosta, la Roma si mangia i gomiti e riflette sul peso di giocare in casa dei maestri della Champions League. Dopo il Real Madrid all’Olimpico è stato il Manchester United a ribaltare i giallorossi all’Old Trafford. Sconfitta che fa malissimo anche se la qualificazione agli spareggi di febbraio rimane nella disponibilità della squadra di Gasperini a patto di imparare come si sta in campo in Europa.
Non fosse stato per l’assurdo finale di Manchester sarebbe stato un martedì extra lusso per il calcio italiano. Invece è stata una serata con bilancio a due facce, qualche domanda rimasta inevasa e una risposta importante da parte dell’Inter. Basta per accontentarsi? No, ma è sufficiente per non istruire l’ennesimo processo al calcio italiano non competitivo ad alti livelli. Fosse così, difficilmente la Roma avrebbe dato lezione per mezza partita ai Red Devils e di sicuro l’Inter non avrebbe comandato tatticamente, fisicamente e tecnicamente il casa del Feyenoord.
Roma, questa rimonta fa malissimo
Contro il Real Madrid erano stati i calci piazzati nel finale. A Manchester la Roma ha giocato un primo tempo fantastico e un secondo sempre più a rincorrere i Red Devils. Risultato: sconfitta bruciante e tante riflessioni da fare per non cadere nella tentazione di limitarsi a discutere di episodi. Il rigore che ha rimesso in gioco lo United è della categoria “rigori leggeri” che in Italia non si davano prima e non si danno adesso, però Gasperini è stato molto lucido e onesto nel sottolineare come nella ripresa sia mancato un po’ tutto e in palcoscenici come questo è un lusso che nessuno si può permettere.
Il 3-2 per gli inglesi lascia la Roma a quota 4 punti e con la prospettiva di una sfida proibitiva con il Paris Saint-Germain, prima che il calendario spiani e consenta di avvicinarsi alla qualificazione ai playoff. Di buono i giallorossi si portano via l’enorme personalità e il furore agonistico messo a tratti, di pessimo l’incapacità di superare i momenti di crisi. Non tutti lo ricordano, ma questa squadra non ha esperienza di Champions League e molto di quello che si vede, nel bene e nel male, si può classificare alla voce “percorso”.
Inter, che riscatto contro il Feyenoord
Tutto bello, invece, nella notte dell’Inter a Rotterdam. La squadra spenta e svagata del derby e di tante altre occasioni ha lasciato il posto a una prestazione solida e concreta dall’inizio alla fine. Sarà stato il prodotto del chiarimento nello spogliatoio, oppure la reazione di chi sapeva di giocarsi molto nella corsa agli ottavi di finale, ma il risultato che ne è uscito è una delle migliori versioni stagionali dei nerazzurri.
Riscatto per tutti, soprattutto per chi aveva bucato contro il Milan. Tante buone notizie per Chivu e una in particolare da annotare: Spence ha iniziato ad incidere, è stato a tratti devastante dopo essere risultato tra i meno peggio del derby. In attesa di Jones e Stones, è il primo segnale di vita dallo shopping estivo in Premier League da cui passano buona parte delle fortune nerazzurre in campionato e Champions League.
