Trasformare la propria economia in una da guerra è quanto ha fatto l’Ucraina a partire dal 2022, riuscendo anche a cambiare, modernizzandola, l’industria delle armi. Il missile Flamingo ne è probabilmente la dimostrazione più importante: potente, efficace e a basso costo se paragonato alle armi occidentali e russe. Ma per riuscirci gli ucraini hanno sfruttato qualcosa di già presente nel “dna” della nazione, ovvero una cultura e industria aeronautica storicamente radicata: l’Ucraina è la patria di fabbriche celebri come Antonov, Aeroprakt, Motor Sich, Ivchenko-Progress e molte altre che in passato avevano costituito l’ossatura dell’industria aeronautica sovietica. E se in passato i progetti erano scollegati dall’evoluzione tecnologica dell’elettronica di consumo e dalla globalizzazione, negli ultimi quattro anni è accaduto esattamente l’opposto e il missile da crociera FP-5 Flamingo è proprio il risultato di questa trasformazione. Si tratta di un ordigno da crociera da lancio terrestre creato dall’azienda Fire Point, la quale lo aveva mostrato in anteprima il 18 agosto 2025. E’ armato con una testata da 1.150 kg e ha abbastanza autonomia per raggiungere la gittata di 3.000 km. Ma soprattutto è facile da costruire al punto che il ritmo di produzione supera le duecento unità al mese. La Fire Point aveva riunito personale proveniente da settori come i videogiochi, ed è emerso che a portare l’arma dallo stato di prototipo all’efficacia operativa sia stato l’aiuto degli specialisti militari inglesi. Gli ucraini non sono partiti da zero: esiste una similitudine tra il Flamingo e lo FP-5 pubblicizzato dalla inglese Milanion Group (azienda che pare essere finanziata da capitali emiratini), apparso alla fiera della Difesa Idex nel 2025. Una somiglianza che riguarda almeno i termini estetici e di configurazione. Nulla, quindi, impedisce di pensare che Fire Point agisca con tecnologia ed esperienza di tale società. Stando a quanto apparso sulla stampa internazionale, sembrerebbe che circa il 90% dell’assemblaggio avvenga in Ucraina. Certo è, invece, che con tale gittata e capacità di carico bellico il Flamingo, lanciato dal territorio controllato da Kiev, possa minacciare quasi tutte le maggiori fabbriche russe di armi e una buona percentuale degli impianti energetici e delle basi militari regionali di Mosca. Tornando alla forma, questo missile da crociera presenta un’ala fissa (come un piccolo aeroplano) e il motore a turboventola (a reazione) installato sopra la fusoliera. Ma per aerodinamica ricorda i droni d’epoca sovietica Tupolev 141-143, che prima del 1991, quando l’Urss si dissolse, erano prodotti in Ucraina. Ed anche le superfici di controllo posteriori a “X” sono un dettaglio che riporta agli Zala, tra le prime “munizioni orbitanti” realizzate dalla Russia. Il contenimento del costo di produzione viene ottenuto usando materiali nobili soltanto dove serve mentre componenti come la fusoliera e altri sono in vetroresina, soluzione che è anche semplice e rapida da lavorare e soprattutto trasparente ai radar. Al punto che si parla di un processo di costruzione che completa una fusoliera in sole sei ore.
La questione industriale
Se quanto annunciato allo Idex 2025 è ancora vero, il motore è l’ormai datato Ivchenko AI-25 progettato sessant’anni fa e usato anche per equipaggiare aeroplani addestratori del blocco sovietico come il ceco Aero L-39 Albatros, nel tempo prodotto dall’azienda ucraina Motor Sich in centinaia di esemplari. Considerando che i motori degli aeroplani hanno una vita limitata, l’idea di Fire Point fu quella di acquisirne un certo numero con ancora una decina di ore di funzionamento garantito, quanto basta per le prove di collaudo e il lancio. Se paragonato al Tomahawk statunitense, il Flamingo abbia un peso del carico bellico di circa 2,5 volte. Sempre analizzando forme e volumi, la testata potrebbe essere costituita da una bomba ad alto potenziale esplosivo Mark 84 da 925 kg o una originariamente anticarro Blu-109/B. Gli ultimi episodi di attacchi ucraini a infrastrutture russe fanno pensare che negli ultimi 12 mesi il sistema di navigazione del missile sia stato migliorato e pur restando un’arma subsonica (vola a 900 km/H circa), oggi sarebbe dotato di un sistema di guida elaborato e misto, tra navigazione via satellite, inerziale e con guida visiva. Quanto a precisione, si parla di una quindicina di metri rispetto al punto programmato. Potremmo quindi pensare che il Flamingo sia meglio del Tomahawk, in realtà invece l’efficienza di un sistema d’arma tiene conto anche di fattori come il tempo di preparazione del lancio, qui in media di oltre 30 minuti. Complesso anche determinarne il costo esatto, ma secondo i maggiori siti di intelligence la cifra oscillerebbe tra 550.000 e un milione di dollari secondo la configurazione da preparare, ovvero quasi la metà del concorrente americano. Se si considera l’efficacia, pare che i russi abbiano finora abbattuto il 30% circa degli esemplari lanciati. Analizzando tutte le informazioni disponibili, sembra quindi che il Regno Unito o altre nazioni Nato forniscano meno del 12% dei componenti del missile, e che tutto il resto sia di origine ucraina compreso il combustibile: solido per il razzo che inizialmente lo lancia, liquido per il motore da crociera. Nelle ultime ore, il Financial Times riposrta che l’azienda tedesca Diehl Defence starebbe negoziando con Fire Point un contratto per la produzione in Germania di parte dei componenti, come alternativa ai missili cruise prodotti negli Usa.
