Un’edizione particolare quella del 78° Salone Internazionale dell’aerospazio di Farnborough (a est di Londra): tanti droni, il debutto del primo prodotto Lba (Leonardo-Baikar) e la celebrazione del programma tri-nazionale Gcap per il caccia di sesta generazione, il cui dimostratore tecnologico sta prendendo forma proprio in Inghilterra.
L’amministratore delegato di Leonardo, Lorenzo Mariani, ha commentato la kermesse dicendo che essa avviene in “una fase di profonda trasformazione dello scenario internazionale, che richiede una risposta industriale sempre più solida, innovativa e tempestiva. Rafforzare la capacità produttiva, le catene di fornitura, accelerare lo sviluppo delle nuove tecnologie e investire nelle competenze sono condizioni essenziali per sostenere la crescita del settore e rispondere alle nuove esigenze di sicurezza. Leonardo affronta questa sfida coniugando il potenziamento della propria base industriale con una cooperazione internazionale sempre più forte”.
In effetti la maggiore azienda aerospaziale italiana ritorna all’appuntamento biennale di Londra con un ventaglio di prodotti molto ampio, dagli addestratori M345 e M346 all’Eurofighter, fino alla partecipazione al Gcap, passando per i sistemi a pilotaggio remoto, gli elicotteri e alle tecnologie anti-drone.

La joint venture Lba Aystem, formata da Leonardo e la turca Baykar (anche proprietaria di Piaggio), ha presentato ufficialmente il drone Astore Levante, una variante del Baykar Tb-3 proposta per le esigenze del mercato europeo, Nato e italiane, prodotto presso lo stabilimento italiano di Ronchi dei Legionari (Gorizia). Monta sistemi di missione e sensori italiani e può trasportare bombe guidate del tipo Roketsan, mini Cruise Kew-M di Bayakar e altri armamenti.
Al Salone si percepisce molto ottimismo sul programma Gcap: come annunciato da Panorama lunedì 20 luglio, Il Canada è entrato ufficialmente nel programma come Paese osservatore e il finanziamento di Edgewing che ha ricevuto i contratti per la definizione del dimostratore tecnologico, accordi che coprono le attività dei prossimi 18 mesi e valgono circa cinque miliardi di euro. Se tutto procederà senza intoppi vedremo volare il successore dello Eurofighter entro il 2028.
Dominano il Salone di droni, abbiamo detto, ed è la concretizzazione delle ricadute industriali e delle scelte politiche derivanti dalla guerra tra Russia e Ucraina. Tutti vogliono droni gregari per i caccia: i francesi rispolverano il Neuron; gli inglesi lo Storm Fighter, gli americani mostrano il Ghost Bat di Boeing. Del resto anche Leonardo, insieme con Baikar, hanno invitato la stampa specializzata a un evento dedicato al programma K-Swarm, ovvero alle attività di sperimentazione in volo eseguite da uno M346 e una coppia di droni Kizilelma. Funziona così: il pilota dello M-346 può dare alla formazione comandi primari e i due droni seguono il leader manovrando autonomamente.
Nella stessa giornata Leonardo e la indonesiana Pt-E System hanno annunciato la firma di un contratto per la fornitura all’Indonesia di 12 velivoli leggeri multiruolo M-346F “Block 20”. Il contratto, che segue la Lettera d’Intenti annunciata a febbraio, comprende anche manutenzione, revisione e addestramento. Le consegne avverranno nel 2030.
Sul fronte dei cosiddetti “taxi volanti”, Anduril e Archer hanno portato a Farnborough il convertiplano a pilotaggio autonomo Thunder, oggetto del peso tra 4 e 6 tonnellate mosso da un sistema di propulsione ibrido-elettrica con diverse baie per i carichi utili che possono essere anche missili come gli aria-suolo Hellfire.
In campo civile dominano Boeing, Arbus e Embraer, oggi i primi tre costruttori europei. Il colosso statunitense e Smbc Aviation Capital hanno annunciato un ordine di cento aeromobili della famiglia 737 Max e mostrato la previsione per i prossimi vent’anni: secondo Boeing il traffico passeggeri mondiale è destinato a crescere in media del 4% all’anno, quindi il numero di velivoli che entrerà in servizio sarebbe destinato a duplicarsi entro il 2046. Molto simili anche i numeri calcolati da Airbus, mentre i brasiliani di Embraer vivono un momento di grande dinamismo scalando tutti gli altri costruttori.
Infine, piccole aziende italiane crescono: Zoppas Industries, leader assoluto a livello globale nella progettazione di soluzioni avanzate per il riscaldamento elettrico, ha acquisito una quota del capitale della società di ingegneria aeronautica (certificata Easa Doa), Boggi Aeronautics. Sul piano commerciale, la collaborazione aprirà nuovi mercati in ambito internazionale.
