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Artemis 2, il giorno della Luna

Artemis 2, il giorno della Luna

Tra oggi e domani sono concentrate le più intense attività della missione: a bordo dell’Orion Integrity saranno osservati gli oltre trenta obiettivi selezionati dalla Nasa. Nessuna preoccupazione per il blackout delle comunicazioni, che in futuro sarà annullato da una rete di satelliti

Dalle sei di mattina ora italiana di oggi, 6 aprile, la capsula Orion è ufficialmente entrata nell’area di influenza della gravità lunare, ovvero dove questa è più forte della forza di gravità terrestre. Sarà tale situazione ad attrarla verso il satellite, mentre è la velocità con cui la navicella procede a consentirle di non cadere sulla Luna e di effettuare un sorvolo durante il quale gli astronauti potranno osservarne parti meno conosciute in modo dettagliato. Sono i primi umani a farlo dal dicembre del 1972, ma i primi dotati di tecnologie allora inesistenti. Nel momento in cui scriviamo la posizione di Orion corrisponde a 62.764 chilometri dalla Luna e a 373.368 chilometri dalla Terra. Seguendo questa traiettoria si avvicinerà molto di più alla superficie lunare e nella serata di lunedì transiterà a circa 6.400 chilometri dalla superficie selenica. Proprio questa distanza relativamente ridotta pone la capsula in una posizione di ombra tale da non poter comunicare con i centri di controllo per poco meno di un’ora. Le onde radio e quelle infrarosse utilizzate per i collegamenti viaggiano in linea diretta (ovvero ottica), dunque in mancanza di un satellite artificiale posto in orbita lunare dal quale siano osservabili contemporaneamente sia la capsula, sia la Terra, sul quale far rimbalzare i segnali, la comunicazione risulta impossibile. In tale situazione non si potrà usare il sistema Deep Space Network per connettersi con l’astronave, ma bisogna ricordare che interruzioni simili si erano verificate anche durante le missioni Artemis I e in quasi tutte quelle del programma Apollo. Sarà così ancora per qualche anno, fino a quando non saranno lanciati i satelliti per le comunicazioni trans-lunari previsti da più di un programma spaziale oggi in corso. Il primo è dell’Agenzia Spaziale europea (Esa) e si chiama Moonlight: si propone di dispiegare una costellazione di cinque satelliti per la navigazione e le comunicazioni a partire dal Lunar Pathfinder di quest’anno, arrivando poi a offrire servizi completi entro il 2030. Il secondo è il Lunar Communications Relay and Navigation Systems (Lcrns) della Nasa, che si avvale della collaborazione di aziende commerciali per creare un’infrastruttura simile a quella pensata dall’agenzia europea. Entrambe le iniziative sono volte a installare ripetitori lunari per fornire navigazione (simile al Gps) e collegamenti ad alta velocità di trasmissione dati e bassa latenza, inclusa la comunicazione laser. Gli obiettivi sono chiari: connettività continua anche intorno alla Luna; copertura delle aree non visibili dalla Terra, come il polo sud lunare, supporto alla nascente economia lunare consentendo attività lunari commerciali.Dunque la giornata del 6 aprile sarà per i quattro astronauti della missione Artemis 2 quella dell’osservazione di circa 35 obiettivi definiti dalla Nasa: tra questi c’è il bacino Orientale, un cratere di quasi 965 chilometri di diametro che si estende a cavallo del lato visibile e del lato nascosto della Luna, che sarà completamente illuminato e visibile mentre l’Orion si avvicinerà. Questo cratere, vecchio di 3,8 miliardi di anni, si è formato quando un grande oggetto ha colpito la superficie lunare e conserva chiare tracce di quella collisione, tra cui la spettacolare topografia dei suoi anelli. L’equipaggio ne studierà le caratteristiche da diverse angolazioni utilizzando uno speciale software sviluppato dal Crew Lunar Observations Team, un sottogruppo della squadra scientifica lunare di Artemis 2. Un altro luogo lunare sotto osservazione sarà il bacino di Hertzsprung, un cratere di quasi 640 km sul lato nascosto della Luna. Le sue caratteristiche sono state cambiate nel tempo da impatti successivi, così l’equipaggio confronterà la topografia dei due crateri per comprendere meglio come le formazioni si evolvono su scale temporali geologiche.Kelsey Young, responsabile scientifica della missione Artemis 2, ha affermato che la Nasa ha dieci obiettivi scientifici e 35 “bersagli” che l’equipaggio dovrà raggiungere. Lavoreranno a turni durante le sette ore del sorvolo per registrare il maggior numero possibile di osservazioni dettagliate. Così, quando in Italia sarà tardo pomeriggio le osservazioni lunari saranno in pieno svolgimento e le trasmissioni delle immagini e dei dati dovranno essere contemporanee poiché, successivamente, il Centro di controllo della missione perderà temporaneamente le comunicazioni con l’equipaggio. Successivamente, nella tarda serata italiana, vi sarà il “tramonto della Terra”: il nostro pianeta scivolerà dietro la Luna dalla prospettiva di Orion mentre questa raggiungerà il punto di massimo avvicinamento alla Luna a 6.530 km dalla superficie. Poco dopo sarà stabilito il record di massima distanza dalla Terra durante la missione e infine l’equipaggio sarà testimone del celebre Earthrise, o Alba della Terra, che segnerà il momento in cui la globo ritornerò visibile sul bordo opposto della Luna. Alle 19:25 ora di New York (00.25 in Italia), il Centro di controllo missione della Nasa dovrebbe ristabilire le comunicazioni con gli astronauti. Saranno quindi 36 ore di intensa attività scientifica che si concluderanno martedì 7 aprile, quando nel pomeriggio italiano Orion uscirà dalla sfera di influenza lunare a 66.000 km dal satellite naturale. per immettersi nella traiettoria di ritorno.

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