Teatrale e contraddittorio, Rosario Crocetta è stato sindaco di Gela e ha militato in tutte le declinazioni possibili della sinistra (dal Pci a Rifondazione al Pd, passando per i Comunisti Italiani e i Verdi). Anche se ufficialmente è l’uomo dell’alleanza tra Pier Luigi Bersani e Pier Ferdinando Casini, piace anche a Nichi Vendola. Ora che gli scrutini siciliani gli attribuiscono una chiara affermazione nella pugna contro i suoi rivali Musumeci, Micciché e Cancellieri, il segretario del Pd avrebbe la quasi certezza di poter stringere un’alleanza con l’Udc anche a Roma, anche dopo le elezioni, una volta in Parlamento: Casini offrirebbe a Bersani, alleato di Vendola, quel manipolo di deputati necessario a rendere solida la maggioranza di centrosinistra. Ed è questo il segnale che il segretario del Pd si attendeva dalle elezioni siciliane, lui che non ha intenzione di ammanettarsi a Di Pietro, malgrado l’ex pm abbia preso a versargli dubbi nelle orecchie: «Se vuoi vincere devi prendere anche me». Certo ancora Bersani non si fida di Casini, ne fiuta il tatticismo, sa di che grana è fatto il rosario, ma crede pure che alla fine l’Udc possa trovare in lui il biglietto per transitare nella Terza repubblica. E il Pdl? Il Cavaliere avrebbe, se la debacle di Musumeci dovesse essere confermata, la certezza di dovere cambiare tutto.

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Se (come sembra) l’ex sindaco di Gela dovesse vincere le elezioni siciliane, Bersani e Casini potrebbero riproporre lo schema nelle elezioni politiche nazionali. Emarginando Di Pietro. La diretta twitter – Il primo partito è l’astensionismo
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