Una scossa di magnitudo 4.7, la più forte registrata ai Campi Flegrei negli ultimi quarant’anni, ha colpito ieri sera l’area di Napoli e Pozzuoli, provocando dieci feriti lievi, crolli, frane e danni alle infrastrutture.
Il terremoto è stato registrato alle 19.46 di venerdì 31 luglio, con epicentro nell’area della Solfatara, a Pozzuoli, e a una profondità di circa tre chilometri. Il sisma è stato avvertito distintamente in tutta la città di Napoli, nei comuni dell’area flegrea e in gran parte della provincia.
Dopo la scossa principale è iniziato uno sciame sismico proseguito per tutta la serata e durante la notte. Una nuova scossa di magnitudo 3.8 è stata registrata intorno alle 22, mentre altri eventi sono stati avvertiti alle 21.38, alle 23.36 e nelle ore successive.
Migliaia di persone sono scese in strada, soprattutto a Pozzuoli, Bacoli e nei quartieri occidentali di Napoli. Molte famiglie hanno scelto di trascorrere la notte fuori casa o nelle aree di accoglienza predisposte dalla Protezione Civile.
Dieci feriti dopo il terremoto
Secondo l’ultimo bilancio comunicato dalla Protezione Civile, sono dieci le persone rimaste ferite lievemente in seguito al terremoto. Alcune hanno riportato fratture e sono state trasportate in ospedale in codice giallo per accertamenti.
Tra i feriti ci sarebbe anche un uomo che, durante la scossa, si sarebbe lanciato da un balcone. Altre persone sarebbero state colpite da calcinacci o coinvolte nei momenti di fuga dalle abitazioni.
A Cavalleggeri d’Aosta, nella zona occidentale di Napoli, i vigili del fuoco sono intervenuti per liberare una persona rimasta bloccata all’interno di un ascensore.
Non risultano, al momento, vittime o persone disperse.
Due edifici disabitati crollati a Pozzuoli
I danni più rilevanti sono stati registrati a Pozzuoli, il comune più vicino all’epicentro. Due edifici disabitati sono parzialmente crollati in via Pergolesi e in via San Vitaliano.
In diverse zone della città sono caduti calcinacci, muri e massi. Alcune automobili parcheggiate sono state danneggiate dai detriti, mentre nei palazzi più antichi sono comparse crepe anche profonde.
Cadute di massi e piccoli smottamenti sono stati segnalati nella zona dei Girolamini, ad Arco Felice e lungo via Savino Vitagliano. Le verifiche tecniche sugli edifici sono proseguite per tutta la notte e continueranno nelle prossime ore.
Numerosi residenti hanno segnalato mobili ribaltati, vetri infranti e oggetti caduti dagli scaffali. Le autorità hanno invitato chiunque abbia riscontrato danni visibili a non rientrare nelle abitazioni prima dei controlli.
Danneggiato il porto di Pozzuoli
La scossa ha provocato crepe anche su una banchina del porto di Pozzuoli. La Capitaneria di Porto ha dichiarato il molo temporaneamente non agibile e ne ha vietato l’utilizzo in attesa di verifiche più approfondite.
Controlli saranno effettuati anche lungo la fascia costiera. I sindaci dei comuni interessati stanno valutando eventuali interdizioni temporanee delle aree più esposte a frane e cadute di materiale.
Le verifiche riguarderanno anche le spiagge e le zone situate sotto pareti rocciose o costoni.
Blackout tra Napoli e Pozzuoli
Il terremoto ha causato anche il crollo parziale di un traliccio dell’alta tensione nella zona di Agnano, con ripercussioni sull’alimentazione elettrica tra Napoli e Pozzuoli.
Nella serata di ieri sono stati segnalati blackout a Fuorigrotta, Bagnoli, Soccavo e Pianura. Interruzioni dell’energia elettrica si sono verificate anche in alcune zone di Capri.
I tecnici di E-Distribuzione hanno controalimentato gran parte delle utenze attraverso la rete secondaria, riuscendo a ripristinare progressivamente il servizio. Nelle aree con criticità localizzate le operazioni sono proseguite durante la notte.
Stop a metropolitana, Cumana e Circumflegrea
Subito dopo la scossa sono state temporaneamente sospese la circolazione della Cumana e della Circumflegrea, la Linea 1 della metropolitana di Napoli e la tratta ferroviaria Villa Literno-San Giovanni Barra.
La sospensione è stata disposta per permettere i controlli di sicurezza sulle linee e sulle strutture. Sulla Circumflegrea è stata segnalata anche la caduta di un muro che ha intralciato i binari.
Alcune sale cinematografiche di Fuorigrotta sono state evacuate, mentre il traffico è rimasto a lungo congestionato sulle strade di Pozzuoli e lungo le principali vie di uscita dall’area flegrea.
Le verifiche preliminari sulla Tangenziale di Napoli, nel tratto compreso tra Pozzuoli e Camaldoli, non hanno invece evidenziato danni alle strutture. L’asse è rimasto percorribile, anche se sono stati sospesi i cantieri notturni per consentire ispezioni più approfondite.
Le aree di accoglienza per la popolazione
Il Comune di Pozzuoli ha attivato il Palatrincone come centro di accoglienza per i cittadini che non hanno potuto o voluto rientrare nelle proprie abitazioni.
Sono state predisposte navette di collegamento con le aree di attesa del Lungomare Pertini, Largo del Ricordo, Parco urbano di via Vecchia delle Vigne, Agnano Pisciarelli, Arco Felice e Piazza a Mare.
A Napoli è stata invece attivata l’area di accoglienza di via Terracina. La Regione Campania ha predisposto anche un servizio di assistenza psicologica per le emergenze.
La Protezione Civile ha raccomandato alla popolazione di non sostare vicino a edifici danneggiati, cornicioni, muri, costoni rocciosi o altre strutture che potrebbero risultare instabili.
Il vertice al Centro operativo di Pozzuoli
Nel corso della notte è rimasto attivo il Centro operativo comunale di Pozzuoli, dove si è tenuto un vertice con il prefetto di Napoli Michele di Bari, i rappresentanti della Protezione Civile, le forze dell’ordine, gli operatori sanitari e le amministrazioni locali.
Al Centro Coordinamento Soccorsi hanno partecipato anche il capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano e i sindaci di Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida.
Il presidente della Regione Campania Roberto Fico e l’assessora alla Protezione Civile Fiorella Zabatta hanno raggiunto il Centro operativo per seguire le verifiche e gli interventi di assistenza.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è rimasta in contatto con il ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci, il Dipartimento nazionale e la Prefettura di Napoli per seguire l’evoluzione della situazione.
La scossa più forte degli ultimi quarant’anni
Il terremoto di magnitudo 4.7 è il più forte registrato nell’area dei Campi Flegrei dalla grande crisi bradisismica degli anni Ottanta.
Il precedente valore massimo era stato raggiunto da due terremoti di magnitudo 4.6 registrati nel 2025, il 13 marzo e il 30 giugno. La scossa di ieri sera ha quindi stabilito un nuovo record per l’attuale fase di sollevamento del suolo.
Il sisma si inserisce nella lunga crisi bradisismica che interessa i Campi Flegrei. Il bradisismo è un fenomeno caratterizzato dal progressivo sollevamento o abbassamento del terreno, accompagnato da terremoti spesso molto superficiali.
Proprio la ridotta profondità degli eventi contribuisce a renderli particolarmente avvertibili dalla popolazione e potenzialmente dannosi anche quando la magnitudo non è elevatissima.
Una scossa più forte non indica però, da sola, l’imminenza di un’eruzione. L’evoluzione del sistema vulcanico viene seguita costantemente attraverso il monitoraggio dei terremoti, delle deformazioni del suolo, delle temperature e delle emissioni di gas.
Nelle prossime ore proseguiranno i sopralluoghi sugli edifici, sulle infrastrutture e lungo la costa. Solo al termine delle verifiche sarà possibile definire con maggiore precisione l’entità dei danni provocati dal terremoto.
