Nell’indagine sull’omicidio di Chiara Poggi, passato alla storia come il «delitto di Garlasco», potrebbe aprirsi un nuovo fronte di scontro, questa volta procedurale. La consulenza affidata dalla Procura di Pavia al medico legale Cristina Cattaneo rischia infatti di essere contestata dai difensori di Andrea Sempio, il 38enne attualmente indagato per l’omicidio aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti.
Un nodo tecnico, certo, ma tutt’altro che secondario. I legali dell’indagato potrebbero richiedere delle eccezioni, ritenendo che la consulenza riguardi attività irripetibili e che, dunque, le parti andassero preventivamente avvisate. Se così fosse, l’intera perizia su cui il delitto di Garlasco è stato riscritto potrebbe essere (incredibilmente) dichiarata nulla.
Il lavoro della dottoressa Cattaneo sui reperti di Garlasco
La Procura di Pavia ha autorizzato, con un visto datato 29 settembre 2025, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano al ritiro di alcuni reperti legati alla vittima: due frammenti di tessuto biologico, capelli, urina e contenuto gastrico. Materiali già analizzati durante il processo che portò alla condanna definitiva di Alberto Stasi a 16 anni di carcere.
Tra i reperti consegnati alla dottoressa Cattaneo figurava anche «il prelievo del campione di bile, conservato presso l’unità di tossicologia forense del Dipartimento di medicina legale di Pavia». L’esperta ha poi proceduto all’esame del contenuto gastrico «al microscopio ottico e al microscopio elettronico a scansione», specificando nella sua relazione di aver operato «senza inficiare l’integrità o la quantità del reperto».
Il contenuto gastrico e l’orario della morte
L’analisi di quanto ingerito da Chiara la mattina del 13 agosto 2007 non è nuova. Nel 2009, il giudice dell’udienza preliminare Stefano Vitelli aveva già affidato una perizia simile all’esperto Lorenzo Varetto. Nella nuova inchiesta, Cattaneo è tornata sullo stesso punto, con risultati tuttavia parziali: senza conoscere l’orario preciso della colazione, si può stabilire cosa abbia mangiato la vittima, ma non da quanto tempo.
Sulla dinamica dell’aggressione, le conclusioni della consulente sono state nette: si è trattato di una sequenza «protrattasi per decine di minuti», durante la quale la giovane «avrebbe posto in essere atti di difesa quantomeno passiva, senza potersi escludere anche una componente di difesa attiva».
I tempi della morte secondo le nuove analisi
Le nuove indagini immunoistochimiche, condotte dal co-consulente Biagio Eugenio Leone, fissano la morte di Chiara in un intervallo compreso tra 15 e 30 minuti dopo i colpi ricevuti, con una stima che può estendersi fino a 60 minuti.
Sono conclusioni che la difesa di Sempio avrà circa due settimane per contestare, consegnando ai pubblici ministeri pavesi le proprie controdeduzioni. Riflessioni che, come anticipato, potrebbero investire anche profili strettamente procedurali, in vista della richiesta di rinvio a giudizio.
