Il computer di Alberto Stasi è tornato a essere il protagonista del caso di Garlasco. Mentre i legali della famiglia Poggi sostengono che Chiara, la sera prima di essere uccisa, avesse scoperto i file pornografici sul pc del fidanzato, la difesa di Stasi dichiara che «il presunto dato è totalmente irrilevante» e «non confermato». Gli avvocati di Stasi hanno anche annunciato che estenderanno «l’analisi forense, a questo punto, anche al computer di Chiara Poggi».
L’analisi sul pc di Alberto Stasi
Secondo i legali della famiglia Poggi, Gianluigi Tizzoni e Francesco Compagna, «la sera prima di essere uccisa, Chiara aveva fatto accesso proprio alla cartella del pc di Stasi in cui erano stati catalogati, per genere, i numerosi file pornografici già esaminati all’epoca». Questo sarebbe emerso da «un nuovo approfondimento informatico». Stando a quanto reso noto da Tizzoni, i consulenti Paolo Reale, Nanni Bassetti e Fabio Falleti, sarebbero riusciti grazie a «nuovi software» a stabilire con «assoluta certezza» che Chiara «aprì quella cartella chiamata “militare” coi file pornografici catalogati». La scoperta sarebbe avvenuta quando Stasi si era allontanato dalla villetta «per 10 minuti» per accudire il cane. La consulenza tecnica verrà depositata nella Procura di Pavia nei prossimi giorni.
«Si cerca impropriamente di riabilitare l’assassino»
I legali dei Poggi hanno sottolineato in una nota: «Secondo quanto evidenziato da più parti l’apertura di una nuova indagine a carico di Andrea Sempio sarebbe da ritenere funzionale a una richiesta di revisione della condanna irrevocabile pronunciata a carico di Alberto Stasi. Come abbiamo più volte denunciato, si cerca impropriamente di riabilitare l’assassino mettendo alla gogna la famiglia della vittima, senza alcuna considerazione delle prove che sono già state raccolte nel processo a seguito della prima sentenza della Cassazione».
La nota della difesa di Stasi
A intervenire in merito sono stati stamattina i legali di Alberto Stasi, gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis: «Ciò che certamente si può affermare è che, dai primi accertamenti, il dato fornito dalla difesa Poggi non risulta affatto confermato, come peraltro già stabilito in una perizia». E quindi «il presunto dato» secondo cui Chiara la sera del 12 agosto avrebbe visionato la cartella del pc di Stasi contenente i file pornografici è «totalmente irrilevante in considerazione del rapporto tra Alberto e Chiara, ormai ben noto a tutti». E hanno aggiunto che il dato: «Va considerato con grande cautela, come certamente sanno i consulenti tecnici di parte che lo hanno fornito alla stampa». I due legali hanno anche annunciato che «la difesa Stasi estenderà l’analisi forense, a questo punto, anche al computer di Chiara Poggi, per tutto quanto di interesse». Se l’incidente probatorio «deve essere promosso, infatti, alla luce delle nuove indagini in corso» su Andrea Sempio «è proprio su questo computer e non certo su quello di Alberto Stasi, che non potrà in nessun caso essere riprocessato e che, peraltro, è già stato oggetto di decine di consulenze e persino di due perizie, tutti documenti in atti».
La difesa di Sempio richiederà l’incidente probatorio sul pc
Dall’altra parte, durante la trasmissione Quarto Grado, l’avvocato difensore di Andrea Sempio, Liborio Cataliotti ha annunciato: «Se questa nuova perizia della famiglia Poggi venisse avvalorata nel contraddittorio e saremo noi a chiedere l’incidente probatorio, saremo noi – non fosse altro per il fatto che a norma di codice siamo gli unici titolati a farlo e lo chiederemo».
L’aggressione in cucina
Questi ultimi elementi si aggiungono al fatto che secondo il consulente dei Poggi, l’ex poliziotto Dario Redaelli, l’aggressione sarebbe avvenuta in cucina e non all’ingresso dell’abitazione. La nuova analisi Bpa (Bloodstain Pattern Analysis) condotta su macchie e schizzi di sangue si basa sulla «rimasterizzazione delle fotografie della scena del crimine» ha spiegato l’ex poliziotto. E quindi un miglioramento reso possibile da «software più moderni delle immagini» scattate nel 2007. Questi dati sarebbero poi stati incrociati con elementi venuti alla luce durante l’incidente probatorio genetico e dattiloscopico svolto a maggio e a dicembre del 2025. Tra questi il Dna di Stasi che sarebbe stato ritrovato sulla cannuccia dell’Estathè. «Se i giudici che lo hanno condannato a suo tempo avessero avuto quel Dna avrebbero potuto produrre una motivazione ancora più forte alla condanna» ha specificato Redaelli. Che ha aggiunto: «Per noi l’aggressione, che sfocia nell’omicidio, comincia in cucina, dove nella spazzatura dell’ultima colazione di Chiara è stato trovato il bricco di Estathè sulla cui cannuccia c’è il Dna di Alberto Stasi».
