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Crans-Montana, scarcerato Jacques Moretti dopo il pagamento della cauzione

Crans-Montana, scarcerato Jacques Moretti dopo il pagamento della cauzione

Scarcerato Jacques Moretti, proprietario del locale Le Constellation di Crans-Montana: ha lasciato il carcere dopo il pagamento di una cauzione da 200 mila franchi. Indagato per omicidio, lesioni e incendio colposi, resta sottoposto a misure cautelari

Il Tribunale delle misure coercitive di Sion ha disposto la scarcerazione di Jacques Moretti, proprietario del locale Le Constellation di Crans-Montana, teatro della tragedia di Capodanno in cui hanno perso la vita 40 persone e altre 116 sono rimaste ferite. Moretti, indagato insieme alla moglie Jessica Maric per omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo, ha lasciato il carcere dopo il pagamento di una cauzione di 200 mila franchi svizzeri, pari a circa 215 mila euro.

La decisione del tribunale non comporta la piena libertà: all’imprenditore sono state infatti imposte misure cautelari, tra cui l’obbligo di firma e la consegna dei documenti di identità, a garanzia della sua permanenza sul territorio elvetico durante il prosieguo dell’inchiesta.

La polemica sull’importo della cauzione

L’entità della cauzione ha acceso nei giorni scorsi un acceso dibattito in Svizzera. In un primo momento, parte della stampa aveva ipotizzato una cifra ben più elevata, fino a un milione di franchi. La Procura di Sion ha però motivato la scelta dell’importo definitivo sottolineando la situazione economica dell’indagato: Moretti, secondo quanto riferito dagli inquirenti, non avrebbe attualmente redditi e, insieme alla moglie, possiederebbe immobili gravati da ipoteche e veicoli in leasing.

Dagli atti emerge che su due immobili riconducibili ai coniugi, entrambi al centro dell’indagine per la strage di Capodanno, gravano ipoteche per un totale di 1 milione e 350 mila franchi, rispettivamente 1.100.000 e 250.000. Un quadro patrimoniale che, secondo la Procura, renderebbe “adeguata” la cauzione fissata.

Le parole di Moretti ai giudici

Nel corso dell’udienza, Jacques Moretti ha respinto con decisione qualsiasi ipotesi di fuga. Ai giudici ha spiegato di non aver mai pensato di lasciare la Svizzera, rivendicando il proprio radicamento personale e familiare nel Paese. «La mia famiglia e i miei amici sono qui. Non ho una vita da nessun’altra parte, perché la mia vita è qui», avrebbe dichiarato, aggiungendo di essere disposto a cercare un lavoro qualora il procedimento dovesse protrarsi nel tempo.

Moretti ha anche ricordato come, pur avendone la possibilità, non abbia mai tentato di allontanarsi: «Mio padre è venuto a trovarmi in macchina e avrei potuto partire con lui», ha detto, ribadendo di voler restare per consentire che «venga fuori la verità su tutta questa vicenda». Una linea difensiva che punta a escludere il rischio di fuga, elemento centrale nella decisione sulla scarcerazione.

L’inchiesta sulla tragedia di Crans-Montana prosegue ora con Moretti a piede libero ma sottoposto a controlli, mentre restano aperti tutti i nodi giudiziari legati a una delle pagine più drammatiche della recente cronaca svizzera.

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