Come valuta la dimensione transnazionale della minaccia estremista di sinistra e quali misure intende adottare per rafforzare tramite Europol la cooperazione tra Stati membri nel contrasto a tali reti?» è la prima domanda dell’interrogazione a risposta scritta presentata il 6 febbraio da Susanna Ceccardi, europarlamentare della Lega. Il secondo quesito alla Commissione Ue è «quali iniziative sono previste per monitorare e contrastare l’utilizzo delle piattaforme digitali da parte di questi gruppi a fini di propaganda, coordinamento e pianificazione di azioni violente?». L’interrogazione prende spunto dall’ultimo rapporto, TE-SAT 2025, di Europol, l’agenzia dell’Unione europea finalizzata alla lotta al crimine e al terrorismo nel territorio degli Stati membri, che «evidenzia come l’Italia sia stata il principale teatro di attacchi attribuiti all’estrema sinistra».
Ceccardi sottolinea nell’interrogazione che «il fenomeno presenta una dimensione transnazionale caratterizzata dall’operatività oltre i confini di reti di militanti antagonisti, autonomi e anarchici, da forme strutturate di solidarietà tra detenuti e dall’utilizzo intensivo di piattaforme digitali per il coordinamento delle azioni e la condivisione di tattiche e strategie». Una rete di picchiatori che si basa sulla nebulosa Antifa ed emerge con episodi gravissimi come in Francia il pestaggio mortale del militante di destra Quentin Deranque a Lione, oppure gli scontri fra polizia e Askatasuna a Torino. In Germania «gli estremisti di sinistra commettono reati criminali e violenti quasi ogni giorno», secondo il Bfv, l’intelligence interna tedesca.
Un’emergenza europea, oltre che mondiale considerando che la paternità delle violenze anche negli Stati Uniti ha registrato un’inversione di tendenza: una ricerca del Centro per gli studi strategici e internazionali ha rivelato che nella prima metà del 2025 «gli attacchi di estremisti di sinistra hanno superato le violenza di estrema destra per la prima volta in più di tre decenni».
E da noi? Il rapporto Europol, letto da Panorama, lancia l’allarme: nel 2024 ci sono stati 21 attacchi terroristici di estrema sinistra di cui ben 18 in Italia. Gli arresti, 28, sono in aumento rispetto al 2023 e 2022. Una ventina di anarchici e antagonisti sono finiti in manette in Grecia e 6 nel nostro Paese. In comparazione, gli attacchi delle frange estreme di destra sono crollati ad un solo caso a Montello (Bergamo), nel 2024, con un incendio all’ingresso di un centro islamico. Nel 2022 erano 4 rispetto ai 21 di estrema sinistra dell’ultima rilevazione Europol (gli arresti a destra sono stati 47).
«Gli estremisti violenti di sinistra e anarchici hanno mantenuto una rete internazionale consolidata, viaggiando frequentemente attraverso i Paesi europei per partecipare a manifestazioni, mobilitazioni internazionali e azioni di solidarietà, spesso rafforzando i legami attraverso incontri, eventi e fiere dedicati a cause di sinistra o anarchiche. Queste connessioni transnazionali facilitano la condivisione di strategie e il sostegno ai compagni incarcerati o deceduti», denuncia Europol. Non solo: «I legami tra gruppi/cellule e individui si basano sull’affinità ideologica e sul principio di “solidarietà”. Ciò è particolarmente evidente tra i gruppi in Grecia, Italia, Spagna, Argentina e Cile, dove rispondono agli appelli alla mobilitazione online e adattano la loro propaganda per sostenere campagne transnazionali».
Uno dei tasselli italiani della rete europea, soprattutto con i vicini francesi da dove parte l’alta velocità, si rinsalda ogni estate al Festival Alta Felicità di Venaus, Piemonte, dove iniziarono le proteste e gli scontri vent’anni fa con la copertura dei sindaci della valle che esiste ancora oggi. La scorsa estate sono stati invitati Patrick Zaki e Ilaria Salis. Per i sabotaggi alle linee ferroviarie di fatto rivendicati da siti anarchico-insurrezionalisti come Nemesi e Sottobosko fanno riferimento alla stessa tipologia di attacchi per l’inaugurazione delle Olimpiadi di Parigi.
La nostra intelligence ammette che «il collegamento con la Francia nei sabotaggi alle linee ferroviarie potrebbe esserci. Ed è dimostrato da vari elementi arrivati d’Oltralpe per partecipare agli ultimi violenti scontri di Askatasuna a Torino». I dati Digos dopo le violenze del 31 gennaio parlano chiaro: 54 stranieri identificati, compresi 35 francesi, 3 turchi, 2 svizzeri, 2 spagnoli, uno sloveno, due marocchini, un nepalese, un messicano e altri.
In Europa, fra il 2000 e il 2023 sono stati registrati oltre 400 attacchi attribuibili a estremismi di sinistra con Grecia, Italia e Spagna più colpiti nella Ue. Nel nostro Paese non ci sono più remore a propugnare il sovvertimento violento. Il 15 febbraio a Fuori dal coro, su Rete 4, Andrea De Marchi della direzione nazionale dei Comitati di Appoggio alla resistenza per il comunismo (Carc) non ha avuto peli sulla lingua. «Bisogna organizzarsi per prendere noi in mano questo Paese con ogni mezzo necessario e possibile e renderlo ingovernabile», ha dichiarato, «Torino è un punto di partenza per una nuova lotta, per nuovi obiettivi più avanzati». E sul poliziotto preso a martellate durante gli scontri risponde: «A un Rambo gli ha detto male».
Non è un caso che gli Stati Uniti abbiano inserito l’italiana Federazione anarchica informale/Fronte rivoluzionario internazionale (Fai/Fri) nella lista nera delle organizzazioni terroristiche europee dei “gruppi antifa violenti”.
Il segretario di Stato, Marco Rubio, li ha accusati «di ideologie anarchiche o marxiste rivoluzionarie, tra cui l’antiamericanismo, l’anti capitalismo e l’anticristianità». Una delle figure di riferimento del Fai/Fri è Alfredo Cospito, l’anarchico in carcere di massima sicurezza. I greci della Giustizia proletaria armata e dell’Autodifesa di classe rivoluzionaria sono pure inseriti nella lista. La Grecia, come sottolinea il rapporto Europol 2025, è una delle basi più calde dell’estremismo di sinistra. L’antiterrorismo ha sgominato l’organizzazione terroristica Associazione di vendetta, arrestando anche due militari dell’esercito e della marina, oltre a pregiudicati della criminalità organizzata «che ricevevano un compenso per la partecipazione agli attacchi». Le battaglie adottate in Grecia e sviluppate in mezza Europa riguardano «la solidarietà al popolo palestinese, alla causa curda, alla situazione in Libano, oltre a un’attenzione particolare alle problematiche migratorie, ambientali e climatiche». Nonostante l’indebolimento di formazioni storiche, come la 17 novembre, il testimone è passato a gruppi di estrema sinistra frammentati, di “seconda generazione”.
Le piattaforme online sono utilizzate per reclutare nuovi adepti, ma Europol rivela che «nel 2024, l’intelligenza artificiale per la creazione della propaganda è stata segnalata per la prima volta in ambito anarchico e di estrema sinistra».
Il deputato di Francia indomita, Raphaël Arnault, fondatore della Jeune garde, ha due assistenti arrestati per la brutale uccisione del giovane di destra a Lione. Arnault, prima di entrare in Parlamento, pubblicava sui social foto allarmanti di giovani mascherati. Il 19 febbraio 2023 su Instagram, con altre immagini di nuove “reclute”, sosteneva: «A Lione, ma anche a Parigi questo fine settimana, si è svolto un allenamento di sport e autodifesa della Jeune garde», con tanto di guanto di boxe rosso e spade incrociate. Due anni dopo il gruppo è stato sciolto dal governo, ma in realtà gli squadristi sono ancora attivi, come ha dimostrato il servizio d’ordine assassino a Lione. Uno dei capetti, Hamma Alousseini, immortalato con Arnault, è la saldatura islamica con l’estrema sinistra. Ex ultrà dell’Olympique di Marsiglia inneggiava ai tagliagole di Boko Haram e “giustificava” le decapitazione dell’insegnante Samuel Paty da parte di un jihadista ceceno.
I servizi segreti interni della Germania sostengono che «più di un estremista di sinistra su quattro può essere classificato come violento». Anarchici, autonomi, radicati a Berlino, Amburgo e Lipsia, ed i vecchi marxisti-leninisti e trozkisti. Sul sito dell’intelligence si legge che «la violenza degli estremisti di sinistra, soprattutto nell’ambito della “lotta antifascista”, ma anche quando prende di mira la polizia, c’è grande brutalità, accompagnata da un modus operandi mirato e professionale. Diversi reati hanno dimostrato che gli estremisti di sinistra accettano il rischio di infliggere ferite potenzialmente letali». Uno studio del centro anti terrorismo di Westpoint fa la radiografia della Banda del martello (Hammerbande) fondata a Lina Engel ed il suo compagno Johann Guntermann, che ha organizzato i pestaggi mirati a Budapest del 2023. Per questi fatti era stata arrestata Ilaria Salis poi eletta al Parlamento europeo. «Alcuni elementi della rete continuano a essere attivi» scrivono «con diversi membri latitanti e autorità preoccupate per un’ulteriore radicalizzazione».
