Lo show del Brasile contro una Serbia solida, spettacolare soprattutto il secondo tempo dei verde oro, ha riconciliato con un Mondiale in cui di indimenticabile fin qui si è visto poco. Ad esempio, non si sta segnando molto: 41 gol spalmati nelle prime 16 partite (media 2,56) ma la statistica non deve ingannare perché 15 sono concentrati in due sole gare e senza il doping delle goleade di Inghilterra e Spagna si scende a 1,62 ogni 90 (100)minuti e non è molto. Tite ha sprigionato tutto il talento che ha in fase offensiva e ne ha ricavato una doppietta di Richarlison, che nel Tottenham di Conte è una riserva ma che è un vero numero 9 circondato di inventori di magie a getto continuo.
Nel borsino (inutile) delle favorite dopo la prima giornata il Brasile si prende certamente la posizione di maggior rilievo anche sei prossimi saranno giorni di preoccupazione per la Seleçao perché l’infortunio alla caviglia destra di Neymar è tutto da valutare e spaventa. L’ex predestinato non ha un buon rapporto con i Mondiali e in generale con le grandi competizioni della nazionale: nel 2014 dovette abbandonare la Coppa del Mondo in casa per colpa di una brutta entrata di Zuniga e nel 2021 ha saltato la Copa America per un guaio alla caviglia. Con o senza di lui, le chance del Brasile cambiano.
Alle spalle dei brasiliani ci metto la Francia, certamente bersagliata dalla sfortuna ma capace di rigenerarsi di continuo. Poi l’Inghilterra, che questa sera è chiamata a confermarsi con un avversario meno morbido dell’Iran. Quindi l’Argentina, malgrado la sconfitta da psicodramma contro l’Arabia Saudita: preferita alla Spagna che ha travolto una squadra inconsistente e perché il ko con gli arabi è stato anche molto episodico. In ogni caso il borsino è del tutto inutile e tra 72 ore ci potremmo trovare a commentare un Mondiale diverso, senza una tra Germania e Spagna e con qualche big che non si è confermata.
Critstiano Ronaldo ha scritto un nuovo record nella sua prima prestazione da disoccupato (free agent per dirla all’americana che fa più figo): nessuno a parte lui è stato capace di andare in gol per cinque Mondiali consecutivi. A dir la verità il rigore che ha aperto la sfida con il Ghana è parso un gentile omaggio del direttore di gara, ma questo non resterà negli annali. Sensazioni? CR7 fa davvero fatica, non è più quello di una volta (ci mancherebbe), ma il trasporto che ha messo in questo suo ultimo ballo con il Portogallo commuove così come si è commosso lui fino alle lacrime al momento dell’inno. Una delle immagini indimenticabili di questa prima settimana di pallone.
Chiusura dedicata alla questione ‘One Love’ e fascia arcobaleno: sulla Fifa e sul suo presidente Gianni Infantino piovono palate di fango da tutto il mondo. I politici di mezza Europa fanno la fila per sparare sul capo del calcio mondiale che ha certamente il torto di non aver autorizzato l’esibizione del simbolo per la parità dei diritti degli omosessuali, ma che non merita il linciaggio cui viene sottoposto da ministri i cui governi, nella migliore delle ipotesi, fanno affari miliardari con gli stessi stati di cui oggi vorrebbero la messa alla berlina pubblica. Sarebbe utile un po’ di coerenza e meno esibizionismo in più.
