L’Inter non ci sta e dopo una giornata di silenzio e riflessione, analisi di quanto uscito dai corridoi della Procura di Milano e tentativi di interpretare le cose non ancora emerse, sceglie di esporsi in prima persona per chiarire la propria posizione. Che è di serenità ostentata e rifiuto di qualsiasi ipotesi di coinvolgimento nell’inchiesta sul sistema arbitrale che ha costretto il designatore della Serie A e B Gianluca Rocchi a fare un passo indietro.
A parlare è il presidente Beppe Marotta, la sede è il prepartita a Torino in una domenica che avvicina l’Inter allo scudetto numero 21 della sua storia e che rappresenta una piccola oasi di serenità in mezzo alla tempesta anche se la rimonta dei granata cancella la vittoria della squadra di Chivu.
Marotta parla ai microfoni di Sky Sport dopo che per ore l’impressione era che la linea scelta sarebbe stata ancora quella del silenzio. Non un vero e proprio confronto. Spiega le ragioni sue e della società e accetta, non con entusiasmo (eufemismo) un unico rilancio che gli arriva dallo studio e che prova ad approfondire la circostanza del presunto incontro a San Siro in occasione del derby d’andata della Coppa Italia nel quale, sostiene il pm Maurizio Ascione, si sarebbe verificata la scelta di designare arbitri graditi per le gare del finale della stagione.
Le parole di Marotta sull’inchiesta sugli arbitri
Ecco, allora, il Marotta pensiero: “Innanzitutto, noi apprendiamo tutto dalla stampa, infatti questi comunicati e queste dichiarazioni fatte ci meravigliano perché innanzitutto noi non abbiamo arbitri graditi o non graditi. Sappiamo di aver agito nella massima correttezza e questo deve tranquillizzare tutti. È chiaro che l’anno scorso è stata un’annata in cui oggettivamente abbiamo avuto anche delle decisioni avverse e acclarate successivamente dai vertici arbitrali. Mi riferisco per esempio a un rigore non dato in occasione di Inter-Roma e quindi oggi noi siamo qua pensando a questa partita, a questo campionato e a questo scudetto che vogliamo portare a casa. Sono tranquillo che l’Inter è estranea e sarà estranea anche in futuro”.
E poi la domanda: In merito al riferimento della Procura di Milano a una giornata specifica, ai nomi degli arbitri Colombo e Doveri e alla gara d’andata di Coppa Italia: quanto è sorpreso e che ricordo ha? “Sono sorpreso perché assolutamente non trovo un collegamento con questo, ma non voglio addentrarmi. Noi abbiamo appreso tutte queste notizie dalla stampa, mi sembra di aver risposto in modo esaustivo, non voglio addentrarmi di più. Ci tengo a tranquillizzare tutti i tifosi e soprattutto a dire che noi siamo qua a Torino oggi a giocarci una partita importante, vogliamo portare a casa più in fretta possibile questo scudetto, meritato. Ribadisco ancora una volta come noi abbiamo agito nella massima correttezza”.
Fine delle trasmissioni. Da qui in poi ci sarà spazio solo per l’attesa di quello che arriverà, compresi alcuni chiarimenti che mancano in questa prima fase del caso. L’Inter manifesta sorpresa per essere stata tirata in ballo in una vicenda che ritiene lontana e dalla quale ribadisce di essere estranea, ma resta in attesa degli sviluppi partendo dalla certezza che al momento nessun dirigente o tesserato del club risulta aver ricevuto alcun avviso di garanzia dalla Procura di Milano.
