Tra sport e fitness, le nuove tendenze dell'attività fisica

Se in fatto di attività fisica siete stanchi del Pilates, annoiati del Kickboxing e affaticati dai tapisroulant, e per questi motivi state ormai alla larga da palestre e centri benessere, ecco che nuove discipline e sport tentano di sedurvi.

Si chiama Smolball l'invenzione attribuita a Janusz Smolinski, educatore che già negli anni Settanta lanciò l'idea di giocare a tennis ma a squadre. La sua fu un'esigenza: tanti studenti da far divertire e soltanto un campo da tennis a disposizione. L'idea piacque sempre più e contaminò anche centri sportivi svizzeri, quindi fu registrata come marchio e oggi viene praticata in modo popolare. Non ci sono, e se ci sono sono minimi, i contatti fisici tra i giocatori che devono segnare una rete passandosi velocemente la palla, perché il gioco eredita dal basket la regola dei passi massimi che si possono fare portando palla (soltanto quattro) e il tempo limite della partita.


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Il Touch-rugby è un'altra delle idee sportive che tendono a rendere soft e meno violento uno sport comunque affascinante (e leale) come quello della palla ovale.

Nato ufficialmente in Australia nel 2005 e iscritto alla Touch Rugby League, ha già visto la nascita della Lega italiana Touch Rugby. Ha regole precise: il pallone non si passa in avanti come nel rugby tradizionale; ogni volta che un giocatore viene toccato deve fermarsi e far raccogliere il pallone lanciandolo da sotto le gambe; ogni tentativo di andare a meta, se non riuscito, finisce con un tocco o con la perdita del pallone. Dopo il tocco la difesa deve retrocedere di 5 metri almeno, pena il fuorigioco e l'annullamento dei tocchi eventualmente fatti. Ogni squadra ha soltanto sei tentativi di attacco consecutivi, poi dovrà ripiegare in difesa e cedere l'ovale. Se questo tocca terra c'è cambio palla e se per qualsiasi motivo tocca terra la squadra in attacco la perde. Dinamico e coinvolgente, certamente è meno foriero di botte e lividi.

Se un tempo i manager per incontrarsi giocavano a golf e per per sfogare l'aggressività ricorrevano allo Squash, ora sta prendendo piede uno sport originariamente praticato dagli Indios brasiliani: la Peteca.


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E' un'attività relativamente dolce che non richiede grande impegno fisico, è adatta a ogni età e può essere praticata in singolo come in doppio. I campi hanno dimensione variabile secondo il numero dei giocatori, e presentano una rete tipo quella di pallavolo a dividere le parti. La Peteca è un volano di gomma con piume che ne stabilizzano e rallentano la traiettoria. Si giocano tre set e vince chi per primo raggiunge 12 punti o ha il punteggio maggiore dopo venti minuti, dopo i quali la partita finisce comunque. La Peteca si colpisce con una sola mano e deve ovviamente passare sopra la rete. Contrariamente tennis e pallavolo, chi serve la Peteca lo fa fino a quando il gioco non cambia perché il punto può essere segnato soltanto dalla squadra o dal giocatore che si trova in attacco, entro trenta secondi dalla messa in gioco. Tempo oltre al quale la Peteca passa agli avversari.

Per chi la mattina sente le giunture che scrocchiano più dei cereali a colazione c'è una nuova attività che i tecnici chiamano Piloga o Yogalates, ed è un mix delle specialità Yoga e Pilates. Pare che il beneficio della pratica sia duplice: da un lato svilupperebbe la flessibilità del corpo e il benessere psicofisico, dall'altra permetterebbe di sviluppare tono e forza dei muscoli.

Se siete stressati ma amate la musica oggi vi potrebbero consigliare il NIA fitness. La sigla sta per "Neuromuscolar Integrative Action". Arriva dagli Usa, tonifica il corpo, migliora la postura e rilassa la mente. Praticando il NIA si eseguono alcune sequenze di movimenti armoniosi tratti da passi di danza, yoga e arti marziali come il Tai-Chi, Akido e taekwondo il tutto a ritmo di musica jazz. Sembra complicato ma non è la precisione il traguardo da raggiungere, bensì il divertimento. Se chi pratica non riesce a completare tutte le sequenze proposte, nessun problema. Il NIA permette di bruciare calorie, migliora il controllo del proprio corpo e la postura, ma soprattutto rilassa.


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Se un vostro amico vi raccontasse di praticare Bosu non pensate a qualcosa di violento: in realtà sta utilizzando Both Sides Utilized, un curioso attrezzo usato per allenarsi facendo ginnastica, anche come ausilio per la riabilitazione dopo un trauma, pur non essendo una palla medica. Il Bosu si presenta come una semisfera sulla quale, nella parte piatta, è montato un cuscino elastico. Alle estremità sono agganciati due elastici e a questi due maniglie. Il gioco sta nello sfruttare l'instabilità relativa dell'attrezzo per eseguire movimenti di equilibrio e di forza relativa. Siccome è divertente, non occorre essersi fatti male per provarlo.

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